Porre freno in tutta l'Unione Europea a reati ambientali gravi che possono essere nocivi per la salute umana e l'ecosistema, con la concreta minaccia del carcere. E' l'obiettivo della direttiva che istituisce per tutti e 27 gli stati membri dell'Ue l'obbligo di sanzioni penali per questo tipo di delitti, approvata in via definitiva a Strasburgo dal Parlamento Europeo riunito in Assemblea plenaria. Una direttiva ormai a un passo dal completare l'iter, visto che il Consiglio Ue (che rappresenta i governi dei Ventisette) ha gia' annunciato che il testo varato dall'Europarlamento riscuote l'assenso di tutti gli stati membri. La direttiva stabilisce piu' un principio che non misure concrete: e cioe', come si legge nel testo, essa "obbliga gli Stati membri a prevedere nella loro legislazione nazionale sanzioni penali per gravi violazioni del diritto comunitario in materia di protezione dell'ambiente". Stara' pero' ai singoli paesi stabilire concretamente quale tipodi sanzioni prevedere e come applicarle, mentre la Commissione Europeaaveva previsto nel dettaglio le pene, fino a un massimo di dieci anni.Gli eurodeputati hanno pero' dovuto tener conto di una sentenza della Corte di giustizia Ue dell'ottobre scorso in cui si afferma che spettaagli stati membri fissare le sanzioni penali.

Ma veniamo ai reati coperti da questa direttiva. Sitratta di attivita' "illecite e poste in essere intenzionalmente o quanto meno per grave negligenza" Tra queste figurano la raccolta, il trasporto, il recupero e l'iliminazione di rifiuti "che provochino o possano provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti alla qualita' dell'aria, del suolo, o delle acque oppoure alla fauna o alla flora". Dev'essere perseguito penalmente, inoltre, il funzionamento di un impianto in cui siano svolte attivita' pericolose o siano depositate sostanze pericolose. Da punire inoltre l'uccisione, la distruzione, il possesso e la cattura di esemplari di specie protette, o la distruzione di un habitat in un sito protetto. Perseguibile penalmente sara' anche la produzione, l'importazione, l'esportazione e l'immissione sul mercato o l'uso di sostanze che riducono lo strato di ozono. Infine, nella direttiva rientrano anche scarico, emissione o immissione nell'aria, nel suolo o nelle acque di sostanze o radiazioni ionizzanti, e lo smaltimento nell'ambiente di materiali nucleari pericolosi per la salute. Oggetto di sanzioni sara' anche chi e' responsabile di incitamento, favoreggiamento e istigazione. Il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l'Ue (Coreper), che si e' riunito a Bruxelles, ha "confermato il sostegno" al testo, e di conseguenza la presidenza di turno dell'Ue, si legge in una nota, "ha inviato una lettera al Parlamento confermando che e' possibile un accordo con il Parlamento Europeo il prima possibile".