La Commissione Europea entro maggio inviera' alla Francia un monito sul suo deficit, che si sta riavvicinando pericolosamente alla soglia del 3% del pil. E' stato lo stesso commissario agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia a dirlo, a margine del Consiglio Ecofin a Bruxelles.
"Spero - ha dichiarato Almunia - che il collegio (dei commissari) avra' preso una decisione sullo strumento da applicare prima della prossima riunione dell'eurogruppo", prevista per il 2 giugno a Lussemburgo. Un auspicio, ha spiegato ancora il commissario, legato al fatto che in quella riunione i ministri "discuteranno caso per caso, paese per paese, della situazione e del defici di bilancio dei diversi stati membri della zona euro".
L'intenzione di richiamare all'ordine la Francia era stata gia' preannunciata da Almunia a fine aprile, secondo indiscrezioni la decisioni sui conti pubblici francesi dovrebbe essere presa dalla Commissione il 28 maggio. La situazione francese, ha detto oggi Almunia, "e' un caso chiaro per immaginare di utilizzare gli strumenti che sono nelle nostre mani in casi simili". Al momento, ha proseguito il responsabile Ue, la Commissione "sta analizzando la situazione in Francia" ed "e' vicina a trovare una soluzione, e cioe' a prendere una decisione".
Bruxelles ha tre strumenti possibili da impiegare. Il piu' 'severo', e il piu' improbabile allo stato attuale, e' l'avvio di una procedura per deficit eccessivo, o, seconda ipotesi, l'invio di
un avvertimento 'precoce' chiedendo a Parigi interventi. Entrambi questi strumenti sono pero' soggetti all'approvazione da parte dei ministri economici e finanziari dei Ventisette.
La terza ipotesi, che e' quella che, stando almeno a 'Le Monde', piu' probabilmente sara' scelta dalla Commissione, e' una 'raccomandazione politica' ('policy advice' in gergo), meno vincolante giuridicamente ma che la Commissione puo' inviare di propria iniziativa senza dover ottenere l'approvazione dei ministri. Per ora Parigi resta riservata. Interrogata sulla questione, il ministro dell'economia Christine Lagarde si e' limitata a dire che "ci si porra' la questione quando sara' giunto il momento".
L'eurogruppo ieri sera ha ribadito l'obiettivo del pareggio di bilancio degli stati membri dell'Unione monetaria per il 2010, ma la Francia ha gia' una deroga che sposta la data limite al 2012, cosi' come per l'Italia il limite e' posticipato al 2011.