L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) chiede alla comunità internazionale 178 milioni di euro per le operazioni del 2008 a sostegno dei circa 4 milioni di profughi e rifugiati iracheni.
Il cosiddetto "Appello supplementare per la situazione in Iraq" - Iraq Situation Supplementary Appeal - copre i programmi di assistenza per molti dei 2,2 milioni di sfollati e per i 2 milioni di iracheni che hanno trovato rifugio in Siria, Giordania, Iran, Egitto, Libano, Turchia e in diversi Paesi del Golfo Persico. L'agenzia si occupa anche dei 41mila rifugiati di altre nazionalità che si trovano in Iraq, in prevalenza palestinesi, iraniani e turchi.
L'Unhcr, finanziato principalmente con contributi volontari dei governi, in questo momento ha 350 operatori in Iraq e nei Paesi circostanti. La maggior parte dei rifugiati iracheni vive in Siria e in Giordania, per lo più in zone urbane come Damasco e Amman. L'Onu ha avvertito che molti di loro stanno finendo i propri risparmi e si trovano a dover affrontare difficoltà sempre maggiori per poter sopravvivere.