G8, Bush chiede sanzioni per lo Zimbabwe e soldi per i paesi poveri. Berlusconi: "Siamo in sintonia con la Chiesa e con il Papa"

07 luglio 2008
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Nel giorno dell' Africa il presidente George W. Bush si è trovato impegnato in una doppia battaglia al G8 in Giappone: più soldi ai paesi poveri, più sanzioni allo Zimbabwe. Una battaglia combattuta su un doppio fronte: quello dei paesi ricchi restii a mantenere le promesse fatte nel 2005 in Scozia di raddoppio degli aiuti ai paesi poveri (con l'Africa in prima linea) e quello dei paesi dell'Unione Africana pronti a condannare lo Zimbabwe ma non a fare scattare nuove sanzioni. E' una sfida, quella degli aiuti all'Africa per combattere la fame e le epidemie, perfettamente in linea con l'immagine di presidente compassionevole che George Bush vorrebbe lasciare dietro di sé, soprattutto adesso che l'orologio della partenza dalla Casa Bianca sta per battere inesorabile i suoi colpi. 

Restano poco più di sei mesi per Bush alla presidenza degli Stati Uniti ma a partire dall'inizio di novembre, quando l'America avrà scelto il suo successore, il potere dell'inquilino della Casa Bianca sarà praticamente nullo. Per spingere i partner del G8 "a non fare solo promesse ma a firmare anche gli assegni", il presidente Bush ha proposto un meccanismo di verifica annuale del mantenimento degli impegni presi nell'ambito del G8. I 50 miliardi di dollari di aiuti ai paesi poveri promessi dagli Otto Grandi in Scozia per il 2010 hanno prodotto finora poco più di 11 miliardi di dollari di fondi. Bush ha fatto degli aiuti all'Africa per combattere epidemia come l'Aids e la malaria e per combattere la fame, il fiore all'occhiello della fase finale della sua presidenza, con un occhio alle necessità della cronaca ed un altro al giudizio della Storia. 

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"Il presidente Bush è molto appassionato sulla importanza di questi temi - ha detto un funzionario della Casa Bianca, Dan Price - crede nella necessità di migliorare la vita dei meno fortunati alleviando la povertà e le malattie". Ma 'Bush l'Africano' persegue anche la strada dello sviluppo della democrazia e in questo momento nel suo mirino c'é soprattutto la questione dello Zimbabwe. Il presidente Bush ha definito "una farsa" il ballottaggio presidenziale in Zimbabwe e nell'incontro dei leader del G8 con i rappresentanti dei paesi africani (con la partecipazione dei leader di Algeria, Senegal, Ghana, Tanzania, Nigeria, Etiopia e Sudafrica) ha cercato di spingere verso nuove sanzioni nei confronti del regime di Mugabe. E' una battaglia dove Bush ha il sostegno dei leader europei. Ma dove alcuni dei leader africani appaiono ancora esitanti a scegliere la strada delle sanzioni verso lo Zimbabwe senza avere esaurito prima tutte le altre opzioni. Il presidente della Tanzania Jakaya Kikwete, comparendo dopo la sessione sull'Africa insieme a Bush ad un breve incontro con i media, ha parlato in modo esplicito delle "differenze esistenti su come procedere: vi sono alcune cose che voi pensate noi dovremmo fare e viceversa". 

La portavoce della Casa Bianca Dana Perino ha ammesso che vi è stata discussione durante la sessione con i leader africani, ma "non si tratta del presidente Bush contro il resto del mondo". "C'é un accordo sul generale che la situazione in Zimbabwe è tragica - ha aggiunto la Perino - ma non tutti i leader africani sono pronti in questo momento sono pronti a far scattare le sanzioni". La portavoce della Casa Bianca ha confermato che tra i leader africani si continua a discutere sulla possibilità di un accordo in Zimbabwe per la divisione di poteri tra Mugabe, come presidente, e il suo rivale Morgan Tsvangirai come premier del paese. Una opzione che la Casa Bianca per adesso si rifiuta di discutere ma che non ha bocciato a priori. "Si tratta di capire come una cosa del genere potrebbe essere attuata", ha affermato la portavoce della Casa Bianca. Ma è chiaro che la impazienza sulla situazione nello Zimbabwe non è limitata a Bush: diversi leader del G8, compresi quelli di Gran Bretagna, Germania e Canada, hanno espresso la necessità di agire al più presto, facendo scattare nuove sanzioni contro il regime di Mugabe.

USA BOCCIANO AMPLIAMENTO NUMERO PARTECIPANTI AL SUMMIT - La Casa Bianca ha risposto oggi in modo negativo alla sollecitazione del presidente francese Nicolas Sarkozy ad ampliare il numero dei paesi che partecipano annualmente al vertice del G8. "In questo momento non stiamo concentrando la nostra attenzione sulla questione di un ampliamento del G8 ad altri paesi", ha detto oggi a Toyako (Giappone) il portavoce della Casa Bianca Gordon Johndroe. Sarkozy ha detto che i paesi del G8 non sono più in grado di affrontare da soli i grandi problemi del mondo ed ha suggerito un allargamento del numero dei partecipanti.

BERLUSCONI, SINTONIA CON PAPA, MA NOI FATTO MASSIMO - " Sono in totale sintonia con la Chiesa cattolica" e con il Papa, che ieri ha invitato il G8 a fare di più per i paesi poveri. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi incontrando la stampa a margine del G8 sottolineando però che "l'Italia ha fatto il massimo stanziando "un miliardo di dollari" e che, nonostante voglia "fare di più" è impossibilitata a farlo a causa del "debito ereditato".

Un intervento sui "margini di deposito" di competenza delle borse sui futures che secondo qualche paese del G8 dovrebbero aumentare "fino al 50%" dall'attuale 5% ed una azione da parte delle autorità antitrust non solo in Europa, ma anche negli Usa, in Canada e negli altri Paesi. E' questa la soluzione indicata da Berlusconi per attenuare la corsa del greggio.

Bisogna mantenere la formula attuale del G8 che riunisce "l'Occidente", tuttavia è altrettanto giusto fare delle riunioni regolari allargate ai 5 governi di India, Brasile, Cina, Sudafrica e Messico. E' la posizione espressa dal premier italiano Silvio Berlusconi nel corso di un incontro con la stampa.

 

DI Cristiano del Riccio

Fonte: ansa
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