Dopo sei anni Ingrid Betancourt ha riabbracciato oggi i figli arrivati a Bogotà. L'ex ostaggio, liberata ieri, ha salito la scaletta dell'aereo insieme alla madre. La Betancourt è poi entrata nell'aereo fermo sulla pista. Sorridente, ha abbandonato l'uniforme mimetica che indossava ieri per un tailleur pantalone. I capelli raccolti in una lunga treccia.
"Ci siamo dati molti baci, li ho trovati cambiati, sono molto cresciuti, mi sembrano entrambi molto belli": queste le prime parole di Ingrid Betancourt dopo aver ritrovato i figli appena arrivati dalla Francia. "Sono cresciuti da soli senza la mia presenza, hanno trovato le risorse per lottare".
"Mi ricordo che Lorenzo era piccolo, molto tempo fa, dormiva con me - ha aggiunto la Betancourt - Voglio tornare ad avere questo contatto". "Devo dire loro molte cose", ha detto, sempre sorridente e con i figli al suo fianco. A una domanda di un giornalista, Ingrid ha risposto di "non ricordare" le prime parole scambiate con i figli: "Penso di aver pianto, ho detto loro che erano belli, che erano grandi. Ah sì, ricordo cosa ho detto: ora dovete sopportarmi".
Sull'immediato futuro della ex rappresentante verde, il quotidiano francese Le Figaro scrive che Betancourt ha detto per telefono la scorsa notte al presidente francese Nicolas Sarkozy di voler rientrare in Francia al più presto possibile. Anche la moglie di Sarkozy, Carla Bruni, ha parlato stanotte con l'ex ostaggio, che l'ha ringraziata per la marcia di solidarietà organizzata a Parigi il 6 aprile scorso. Per il momento non si sono appresi ulteriori particolari sull'operazione, completamente 'pacifica', che ha portato alla liberazione di Betancourt e di altri 14 ostaggi, ma secondo quanto ha assicurato il ministro della difesa colombiano Juan Manuel Santos è stata "al 100% made in Colombia". Rispondendo durante una conferenza stampa notturna ad un giornalista che gli chiedeva sul ruolo giocato dagli Usa nella vicenda, Santos ha risposto categoricamente: "Nessuno (...). Questa è stata una operazione colombiana al 100%".
Ovviamente, ha concluso, noi "abbiamo informato previamente l'ambasciatore statunitense a Bogotà William Brownfield perché il presidente (Alvaro) Uribe si era impegnato con il collega George W. Bush a comunicare ogni iniziativa riguardante la liberazione degli ostaggi statunitensi" che pure hanno ritrovato ieri la libertà. Le reazioni in tutto il mondo sono state di grande soddisfazione per la conclusione della vicenda. A proposito delle Farc oggi, all'indomani dell'indubbio successo delle forze armate colombiane, il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, ha detto di pensare che le Farc si trovino in una situazione di "debolezza molto grande". "Non c'é alcun dubbio che le Farc stiano per perdere la battaglia - ha affermato Moratinos - e che si trovano in una situazione di debolezza molto grande, senza leader e senza possibilità di trovare una via d'uscita militare".