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Colombia. "Cosi' abbiamo beffato le Farc". Ecco il piano che ha portato alla liberazione della Betancourt

03 luglio 2008
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"Un colpo di bluff" per beffare le Farc. E' il titolo scelto dal 'Figaro' per il racconto di un alto

ufficiale colombiano che - intervistato in esclusiva dal magazine del quotidiano francese, in edicola sabato - ha svelato le diverse fasi che hanno portato alla liberazione di Ingrid Betancourt ed altri 14 ostaggi dei guerriglieri delle Forze armante rivoluzionarie. Il colonnello Gomez ha ricostruito le fila della lunga e complessa operazione, condotta da esercito e servizi segreti colombiani, non esitando a parlare di un vero e proprio "bluff" inflitto alle Farc.

 "Non abbiamo lasciato nulla all'improvvisazione", ha detto a piu' riprese il presidente colombiano Alvaro Uribe, lodando il lavoro delle forze armate. Parole avvalorate da quanto riferito al giornale francese da Gomez, il cui racconto (come fosse una sceneggiatura di un film di azione di Hollywood) e' stato suddiviso in cinque diversi "atti": 1) l'infiltrazione; 2) la localizzazione; 3) il bluff; 4) l'azione; 5) la liberazione.

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Secondo gli ultimi elementi disponibili, Bogota' e' riuscita ad infiltrare alcuni agenti dei servizi di informazione militari a due diversi livelli dell'organizzazione delle Farc. "Almeno un uomo" e' riuscito ad entrare nella "prima cerchia" della guerriglia, ossia il segretariato delle Farc che avrebbe il compito di direzione collettiva. Altri 007 si sono invece infiltrati ai massimi vertici, dove si muove il leader del "fronte numero 1" della guerriglia Gerardo Antonio Aguillar, noto con il soprannome di "Cesar". A questa prima fase di "infiltrazione" avrebbero dato il loro prezioso contributo gli Stati Uniti e alcuni consulenti israeliani.

 Il colonnello Gomez, indicato come uno dei pianificatori del blitz, ha spiegato al 'Figaro' che il luogo in cui erano detenuti gli ostaggi era stato localizzato da circa 4 mesi: "Disponevamo di dettagli tecnici oltre che di informazioni raccolte dagli agenti infiltrati". Sono stati circa 200 gli uomini coinvolti in  questa seconda fase, tanto che alcuni soldati hanno potuto avvicinarsi sensibilmente, senza essere avvistati, alla zona dove erano tenuti i prigionieri.

Secondo la ricostruzione ottenuta dal 'Figaro', l'obiettivo del presidente Uribe era quello di limitarsi a liberare i quattro ostaggi piu' importanti, ossia Ingrid Betancourt e i tre contractor americani. La difficolta' piu' grande da superare e' data dalla separazione dei prigionieri, detenuti in tre diversi luoghi. A questo punto entra in gioco l'agente infiltrato nel segretariato delle Farc. Per il suo tramite l'esercito colombiano riesce infatti ad inviare un falso ordine a nome del nuovo capo della guerriglia, Alfonso Cano. Tutti i livelli inferiori cadono nel tranello, eseguondolo: devono riunire tutti gli ostaggi e trasferirli in nu nuovo luogo di detenzione. Il comandante delle Farc Apsrilla conferma la nuova disposizione ad Ingrid Betancourt, giusto un'ora prima del blitz. I 15 ostaggi vengono quindi condotti verso un luogo concordato, dove li attendono due elicotteri inviati sul posto - secondo il piano di depistaggio - allo scopo di prelevarli e trasportarli nel nuovo campo di prigionia.

All'appuntamento si presentano regolarmente due elicotteri bianchi, privi di qualsiasi segno di riconoscimento, che in realta' sono degli M-17 delle forze colombiane, ridipinti in fretta dagli stessi soldati.

Il colonnello Gomez svela quindi che era pronto un "piano B" nel caso si fosse verificato qualsiasi intoppo. Era prevista, in particolare, una vasta e rapida azione di accerchiamento dei guerriglieri Farc, senza passare allo scontro armato. Infatti, fosse fallito il piano A, le forze di sicurezza avrebbero chiesto e atteso l'arrivo di organizzazioni umanitarie per negoziare il rilascio della Betancourt e degli altri ostaggi. Ma non sara' necessario: tutto fila liscio.

 Alcuni uomini scendono da un elicottero. Indossano t-shir con l'effigie di Che Guevara e imbracciano fucili AK-47, le armi preferite dalla guerriglia. Dicono di essere stati incaricati del trasferimento verso un campo dove ad attendere i prigionieri ci sara' il nuovo capo delle Farc Alfonso Cano. Gerardo Antonio Aguillar "Cesar" non nota nulla di strano e, fidandosi, sale a bordo dove ad anttenderlo trova i fucili spianati dei finti guerriglieri. La fase cruciale del blitz si consuma nel giro di 5 minuti: vengono fatti salire su uno dei due elicotteri anche Betancourt e gli altri 14 ostaggi, tra cui i tre contractor americani. Si chiudono i portelloni e il velivolo si alza in volo, pilotato da uomini delle forze speciali colombiane. L'ex candidata franco-colombiana realizza quanto sta succedendo non appena nota un uomo completamente nudo, steso a terra, gli occhi bendati, mani legate. E' "Cesar", il suo aguzzino che per mesi l'aveva umiliata durante la terribile prigioni'a. E' soltanto in questo momento che i soldati, travestiti da guerriglieri, gettano la maschera e le annunciano: "Signora Betancourt, siete libera". Pianti e grida esplodono a bordo, qualcuno salta in aria per la gioia. L'incubo e' finito.

Fonte: adnkronos
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