Questa sera alle 23:59 la Tour Eiffel si accenderà di blu mentre un cerchio di 12 stelle d'oro, simbolo dell'Unione europea, si staglierà luminoso fra il primo e il secondo piano della torre. Comincerà così la presidenza francese dell'Europa che, nei sogni di Nicolas Sarkozy, doveva essere "bling-bling", cioé scoppiettante come il suo avvento all'Eliseo, e molto ambiziosa.
Il rovescio irlandese sul trattato di Lisbona, il petrolio alle stelle, il crollo del potere d'acquisto e l'iniziativa mediterranea mai digerita dalla Germania rendono però molto impervio il cammino di Parigi. La Francia, per la 12/a volta presidente di turno, già sapeva che il Parlamento europeo è a fine legislatura e che si tratta dell'ultimo semestre prima che l'Ue si riconfiguri sul modello varato a Lisbona. Ciononostante, aveva fissato le sue quattro priorità sulle quali contava di ottenere risultati concreti: immigrazione (con la proposta di adozione del Patto europeo), Europa della difesa, agricoltura e, soprattutto, clima-energia-ambiente. Queste quattro priorità, alle quali bisogna però aggiungere l'Unione mediterranea che potrebbe provocare intralci se persisterà il malumore del cancelliere tedesco Angela Merkel in proposito, rischiano di passare in secondo piano.
Infatti, la Francia contava su una questione istituzionale ormai superata, mentre il no irlandese l'ha clamorosamente riaperta e ora bisogna trovare una soluzione urgente o comunque dare una risposta. C'é poi il disagio sociale che nasce dalla corsa senza freni del petrolio e da un potere d'acquisto talmente eroso che in Francia il governo si è esposto a critiche e sberleffi da ogni parte per aver organizzato una campagna televisiva martellante per far coraggio ai cittadini e spiegare come se ne uscirà. I dossier sui quali gli osservatori sono più ottimisti alla vigilia sono la difesa europea, sulla quale Sarkozy cerca un paio di annunci ad effetto, come la creazione di un gruppo aeronavale europeo e l'installazione del quartier generale dell'Eurodifesa a Bruxelles, e l'immigrazione, con un patto europeo che sembra rispecchiare le tendenze generali, anche se la Spagna non ha rinnegato le sue regolarizzazioni di massa, una procedura che il Patto vuole mettere al bando. Sull'ambiente, sarà difficile fare i primi della classe - come Parigi auspica - in un insieme europeo che, nei progetti, già fa da locomotiva al mondo. L'inizio del semestre si annuncia comunque scoppiettante, ad inizio partita è obbligatorio crederci e a Bruxelles si punta molto sul decisionismo e il carisma di Sarkozy.
Dopo la prima notte blu della torre Eiffel, già martedì mattina di buon'ora i 27 membri della Commissione europea sbarcheranno da un Thalys - il treno ad alta velocità che collega Bruxelles a Parigi in un'ora e 18 minuti - e si dirigeranno a palazzo Matignon, sede del governo. Pranzo di lavoro con il premier Francois Fillon e i suoi ministri, poi tutti con Sarkozy sotto l'Arco di Trionfo per la cerimonia di apertura, con immagini che faranno il giro del mondo: il presidente srotolerà proprio in quel luogo così simbolico due enormi bandiere, francese ed europea. Poi tutti all'Eliseo per una cena di gala presieduta da Sarkozy e dal presidente della Commissione, José Manuel Barroso.
Fra la mezzanotte dell'1, quando riceverà le chiavi dell'Europa alla Slovenia, all'ultimo minuto di San Silvestro, quando le riconsegnerà alla Repubblica Ceca, la Francia ha organizzato oltre 400 manifestazioni per celebrare la sua presidenza, con grande spazio per il "semestre della cultura" grazie al quale storia e tradizione dei 27 paesi Ue troveranno posto un po' ovunque da Parigi a Brest, da Nizza a Kourou, nella Guyana francese. Il tutto per un budget di 200 milioni di euro, compreso il grande happening del 13 luglio per la fondazione dell'Unione mediterranea e l'invito collettivo ai capi di stato e di governo per il giorno dopo, festa nazionale, quando assisteranno alla sfilata del 14 luglio.
Prima del vertice Ue conclusivo, al Trocadero di Parigi saranno celebrati anche, alla presenza dei leader di tutto il mondo, i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani, firmata il 10 dicembre 1948. Il tutto arricchito e condito da grandi concerti di orchestre internazionali, escursioni dei leader europei sulla Senna, happening e kermesse artistico-culturali e celebrazioni in pompa magna, tutto firmato dal designer francese Philippe Starck, che è anche griffe prestigiosa della moneta da due euro celebrativa della presidenza Ue e in corso da martedì.