Nella Bolivia al bivio le destre non vogliono più il referendum revocatorio

28 giugno 2008
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Anche il dipartimento di Tarija ha da domenica un illegale statuto di autonomia che lo renderebbe semi-indipendente da La Paz. La partita adesso si sposta sul referendum revocatorio del 10 agosto che adesso le destre neoliberali temono e stanno cercando di sabotare.?Dietro l’apparenza del successo dei cinque referendum dell’autonomia, venduto dai media internazionali come la cifra del fallimento del “narcoindio Evo Morales”, c’è una realtà ben diversa: in tutti i casi tra astensioni e voti contrari i SÌ agli statuti di autonomia superano di poco il 50% dei voti e sono minoranza nelle zone isolate, al di fuori dai centri urbani.?In questo contesto il referendum revocatorio del prossimo 10 agosto assume sta assumendo ben altra tinta. Invenzione della Costituzione partecipativa della Repubblica Bolivariana del Venezuela, l’idea di sottoporre il mandato degli eletti agli elettori a metà mandato sta facendo scuola in molte democrazie, prima tra tutte quella boliviana. ?Addirittura nel caso boliviano ha il senso dell’unica svolta che sembra in grado di sbloccare una partita politica bloccata, tra il governo che ha approvato una nuova Costituzione, che nasce però senza la legittimazione dell’opposizione che non solo non l’ha votata, ma l’ha boicottata duramente, e l’opposizione che, soprattutto nelle regioni ricche e bianche, ha preso su consiglio di Washington e delle multinazionali, la via eversiva del separatismo.?In questo contesto il revocatorio fissato per il prossimo 10 agosto decide tutto: decide il mandato di Evo Morales, decide della Costituzione e mette in gioco anche il mandato dei prefetti (governatori) che sono alla testa dell’opposizione. E così un referendum che in teoria dovrebbe espellere dal governo l’indio, potrebbe concludersi in maniera opposta da come vorrebbero che andasse le destre, i latifondisti, l’ambasciata statunitense: legittimare Morales e la sua Costituzione e delegittimare i prefetti e gli statuti d’autonomia da loro pretesi. ?Secondo i sondaggi infatti non solo Evo dovrebbe vincere in maniera chiara, ma almeno un paio di prefetti, in particolare quelli di Beni, Tarija e Cochabamba potrebbero essere revocati dal voto popolare dimostrando allo stesso tempo l’illegalità e la non rappresentatività dei referendum sull’autonomia organizzati in queste settimane. Sono proprio quei prefetti a chiedere oggi la sospensione del referendum che a parole dovrebbe rimuovere l’odiato indio.?In questo contesto si sta scatenando una guerra sporca di incidenti piccoli e grandi e di rumori di sciabole che hanno come obbiettivo la non effettuazione del revocatorio: meglio lo stallo che una nuova e più forte legittimazione del governo popolare. 

Sicinform

 

Gennaro Carotenuto

Fonte: www.gennarocarotenuto.it
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