L'Iran ha ribadito che non sospenderà l'arricchimento dell'uranio e ha detto di ritenere "impossibile" un attacco da parte di Israele. Le nuove parole di sfida sono state pronunciate da dirigenti iraniani una settimana dopo che le grandi potenze hanno presentato a Teheran un pacchetto di incentivi per cercare di risolvere il braccio di ferro sul nucleare, chiedendo però una sospensione dello stesso arricchimento. Il New York Times, citando fonti americane, aveva parlato di una grande esercitazione aerea compiuta da Israele all'inizio di giugno sul Mediterraneo, forse in vista di un'azione militare per colpire gli impianti nucleari iraniani.
E Mohammed el Baradei, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), ha minacciato che in tal caso si dimetterebbe, avvertendo che "un intervento militare metterebbe la regione a ferro e fuoco". Inoltre, secondo il responsabile dell'Aiea, un tale intervento "avrebbe come conseguenza che l'Iran, se già non sta dotandosi di armi nucleari, si butterebbe a capofitto nella costruzione di armi nucleari con la benedizione di tutti gli iraniani, anche di quelli che vivono in Occidente". Oggi, comunque, il portavoce del governo iraniano, Gholamhossein Elham, ha detto che, pur essendo "l'esistenza stessa di Israele sinonimo di distruzione e massacri", è "impossibile un'impudenza tale da aggredire gli interessi e l'integrità territoriale della Repubblica islamica".
L'Iran, non considera quindi l'eventualità di un intervento militare contro i suoi impianti, così come ha sempre detto che nessuna sanzione potrà fermare il suo programma. La parola d'ordine, dunque, è continuare nell'arricchimento dell'uranio, di cui il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha già chiesto la sospensione con quattro risoluzioni e che il gruppo dei '5+1' ha posto come condizione per negoziare un pacchetto di incentivi proposto la settimana scorsa all'Iran dal responsabile della politica comune della Ue, Javier Solana, durante una missione a Teheran. Del gruppo fanno parte i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania. "Non ci piegheremo ad alcuna richiesta illogica che ci priverebbe del nostro diritto di continuare le nostre attività nucleari pacifiche", ha affermato il capo negoziatore iraniano, Said Jalili. Da parte sua, l'ambasciatore iraniano presso l'Aiea, Ali Asgar Soltanieh, ha sottolineato che l'arricchimento dell'uranio continuerà "senza alcuna sospensione". Esclusa, quindi anche una soluzione di compromesso che, con uno 'stop' di poche settimane, consentirebbe di avviare le trattative, ipotizzata da alcuni diplomatici occidentali citati ieri da alcune fonti di stampa occidentali.