Il conflitto che oppone in Sri Lanka la minoranza tamil (18%, di religione indù) alla maggioranza buddista o musulmana è antico e, dal 1983, è sfociato in una aperta guerra civile che ha provocato quasi 70.000 vittime. I tamil sono in parte di origine indiana, in parte autoctoni, vivono concentrati nel nord e nel nord-est dell'isola e sono stati spesso vittime di discriminazioni. L'Ltte (Tigri di liberazione dell'Eelam Tamil) mira alla creazione di uno Stato autonomo e autogovernato (Eelam). Agli inizi del 2002, grazie a una mediazione internazionale, in particolare della Norvegia, viene formalizzato un cessate il fuoco, ma alle elezioni del 2004 l'uscita di scena del primo ministro Wickremesinghe, sostenitore della riconciliazione, porta a una battuta di arresto del processo di pace. Le elezioni del novembre 2005 poi hanno portato alla vittoria di Mahinda Rajapaksa, sostenitore della linea dura nei confronti dell'Ltte. La fragile tregua salta e ricominciano attentati e scontri, che a volte sono vere e proprie battaglie frontali. Le Tigri tamil hanno basi operative in diversi paesi, attive soprattutto nella raccolta di fondi, che permettono di mantenere un arsenale militare che comprende mezzi navali ed aerei.