“Il Giappone sta promuovendo una campagna per convincere i suoi cittadini a dimagrire – lo fa sapere il quotidiano Repubblica, che riprende un articolo comparso sul New York Times -. Secondo una legge dello Stato entrata in vigore due mesi fa, tra gli esami da fare per il checkup annuale, le aziende e i governi locali devono misurare anche il giro-vita dei cittadini giapponesi tra i 40 e i 74 anni. Il che significa misurare più di 56 milioni di giro-vita: il 44% dell'intera popolazione”.
“A chi supera i limiti indicati dal governo (85,09 centimetri per gli uomini e 90 per le donne) – spiga l’articolo -, e il cui aumento di peso è collegato all'alimentazione, verranno forniti alcuni consigli dietetici qualora dopo tre mesi non abbiano ancora perso peso. Se necessario, dopo altri sei mesi, quelle stesse persone verranno sottoposte ad ulteriori controlli. Per raggiungere l'obiettivo di far scendere la popolazione sovrappeso del 10% entro i prossimi quattro anni e del 25% entro i prossimi sette, il governo ha previsto anche delle multe da comminare a quelle aziende e amministrazioni locali che non riusciranno a raggiungere gli obiettivi prefissati. Il ministro della Sanità ritiene che questa campagna contribuirà a contenere il diffondersi di malattie come il diabete e l'infarto.
La campagna è cominciata un paio d'anni fa, quando il ministro della Sanità ha iniziato a parlare insistentemente di una patologia di cui pochi giapponesi avevano sentito parlare: la sindrome metabolica, un insieme di fattori che aumentano il rischio di sviluppare malattie vascolari e diabete. Tra questi fattori c'è l'obesità addominale, la pressione alta e livelli elevati di glucosio e colesterolo. Patologia poi abbreviata con il nome "metabo" ormai sinonimo di sovrappeso.