Il bilancio dei morti accertati nel sisma che ha sconvolto la provincia cinese del Sichuan ha superato le 21.500 vittime. Ancora 14mila persone sono sepolte sotto le macerie. Lo ha riferito il governo provinciale.
Mentre potrebbero essere oltre 50mila le vittime del terremoto secondo la ricostruzione di due giorni fa da parte dei soccorritori.
Intanto, nel timore che al devastante sisma segua anche un'inondazione, oltre 10mila sopravvissuti sono stati evacuati da Beichuan. Una frana causata dal terremoto ha infatti bloccato il fiume Bai He a monte della città, provocando la formazione di un lago che incombe pericolosamente sull'abitato. I soldati hanno portato gli abitanti verso zone più alte, prima di riprendere a scavare fra le macerie di questa città prossima all'epicentro del sisma.
Il rischio di inondazioni non si limita a questa città. Secondo il ministro per le Risorse Idriche Chen Lei, sono rimasti danneggiati 391 bacini e serbatoi idrici nel Sichuan e altri 129 nella vicina regione del Chongqing. I danni riportati lungo i fiumi, alle dighe, i bacini e gli impianti idroelettrici pongono "una grave minaccia" di allagamento in diverse aree del Sichuan e le province vicine, ha avvertito Chen.
Per capire meglio i rischi le autorità intendono esaminare i danni anche con l'aiuto delle immagini satellitari, ha spiegato il ministro, avvertendo che potrebbero essere necessarie altre evacuazioni. A Beichuan, una città di 30mila abitanti, si contano già 5mila morti. Nella parte vecchia della città è crollato l'80% delle case e in quella nuova è stato raso al suolo il 60% delle abitazioni.