Continua ad aggravarsi di ora in ora il bilancio del fortissimo sisma che ha colpito la regione sudoccidentale cinese del Sichuan: al momento si parla di oltre 8.500 morti accertati, ma si teme per la vita di altre migliaia di persone. Ancora non si hanno infatti notizie circa le vittime registrate in alcune delle aree colpite, tra cui la contea di Wenchuan, situata nell'epicentro del sisma e che conta una popolazione di circa 112mila abitanti.
La scossa di magnitudo 7,8 gradi della scala Richter ha colpito alle 2.28 del pomeriggio ora locale. L'epicentro è stato individuato a dieci chilometri di profondità, in un'area 95 chilometri a nord ovest da Chengdu, capitale della provincia sud occidentale del Sichuan. La scossa è stata avvertita fino a Bangkok e a Pechino e ha isolato centinaia di migliaia di abitanti della provincia del Sichuan.
L'esercito ha inviato migliaia di soldati, elicotteri e squadre di soccorso che dovranno far fronte anche al problema delle decine di migliaia di persone rimaste senzatetto. Il premier cinese Wen Jiabao ha intanto raggiunto Dujiangyan, una città situata a nordovest della capitale provinciale Chengdu, e ha iniziato la supervisione delle operazioni di soccorso. La città si trova a meno di cento chilometri dall'epicentro del sisma.
Secondo fonti delle squadre di soccorso della provincia sudoccidentale di Sichuan, circa l'80% degli edifici nella contea di Beichuan sono crollati .
Nella città di Dujiangyan City, a 100 chilometri dall'epicentro del sisma, 900 studenti sono rimasti sepolti nel crollo della scuola superiore Juyuan.
A Shanghai e a Hong Kong - 1360 chilometri di distanza da Chengdu - hanno tremato le cime dei grattacieli e molti grandi uffici sono stati evacuati.
Un altro terremoto, di magnitudo 3,9, è stato registrato nel sobborgo di Tongzhou a Pechino alle 14.35 (ora locale), mentre alle 10.43 (ora locale) vi è stata una scossa sottomarina di magnitudo 5,1 a largo di Taiwan. I sismologi ritengono che si tratti di fenomeni separati dal terremoto del Sichuan.