L'opposizione libanese ha annunciato che Hezbollah e i suoi alleati metteranno fine alla presenza armata a Beirut. La svolta è arrivata dopo che l'esercito libanese ha rovesciato le decisioni prese dal governo e rivolto un appello per il ritiro dei miliziani dalle strade. "L'opposizione libanese - si legge in una nota, nella quale afferma tuttavia che la ''disobbedienza civile'' continuerà - metterà fine alla presenza armata a Beirut, in modo che la capitale sia controllata dall'esercito".In pratica, il comando dell'esercito libanese ha stabilito che la rete telefonica di Hezbollah non sarà smantellata e il capo della sicurezza dell'aeroporto di Beirut resterà al suo posto. Una posizione che ribalta i provvedimenti presi nei giorni scorsi dal governo del premier Fouad Siniora, considerati dal 'Partito di Dio' una dichiarazione di guerra che aveva dato avvio ai violenti scontri a Beirut e in tutto il Paese, costati la vita ad oltre 20 persone.Fuad Siniora aveva sollecitato l'intervento dell'esercito per fermare "il golpe armato" di Hezbollah, che ha inferto "una pugnalata terribile al sogno della democrazia". E aveva rassicurato i libanesi, affermando che lo "Stato non finirà sotto il controllo dei golpisti". "Non abbiamo dichiarato e non dichiareremo guerra a Hezbollah... ma non accetteremo l'assalto ai quartieri e alle case e l'uccisione di civili innocenti'', ha detto il premier in un messaggio televisivo alla nazione, il primo da quando nei giorni scorsi sono iniziati gli scontri settari che hanno portato Hezbollah a conquistare Beirut ovest, roccaforte della maggioranza sunnita. "Faccio appello ancora una volta all'esercito (che in questi giorni è rimasto fuori dagli scontri, salvo dispiegarsi ieri in alcune delle aree prese da Hezbollah a difesa di alcuni leader della maggioranza antisiriana, ndr) perché imponga la sicurezza in tutte le aree, ripulisca immediatamente le strade dagli elementi armati, ripristinando le condizioni di vita normale", ha aggiunto il premier.Il fronte della cronaca è rimasto anche oggi caldo. Almeno 9 persone sono uccise stamane in nuovi scontri a fuoco a Beirut tra miliziani di Hezbollah e sostenitori della maggioranza filogovernativa. A riferirlo la tv satellitare al-Jazeera.E ancora. Sono sei le persone uccise e trantacinque quelle ferite dai colpi d'arma da fuoco sparati da un commando di miliziani durante il funerale, a Beirut, di Mohamed Shamaa, 24 anni, militante del movimento sunnita 'Futuro' guidato da Saad Hariri, leader della maggioranza parlamentare. Altri combattimenti sono avvenuti ad Halba, nella regione di Akkar.Hezbollah accusa inoltre i seguaci del leader druso Jumblatt, a capo del Partito socialista progressista (Psp), di aver ucciso due suoi militanti in un'area a est di Beirut.Da parte sua, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha incontrato il ministro degli Esteri Franco Frattini, per fare un punto sulla situazione in Libano. Lo rende noto il ministero della Difesa, specificando che "l'area di responsabilità del contingente italiano è sotto controllo e le condizioni generali di sicurezza sono da considerarsi buone". Mentre fonti della Farnesina hanno riferito che ''una quindicina di italiani sono stati portati via da Beirut ovest e gradualmente trasferiti nella parte sicura della capitale libanese". I nostri connazionali "sono stati ricevuti dall'ambasciatore Gabriele Checchia nella sede della rappresentanza, dove è stato loro descritto il quadro della situazione, che viene seguita 24 ore su 24 da tutti i funzionari dell'ambasciata". I ministri degli Esteri della Lega araba si riuniranno domani per una seduta d'emergenza dedicata alla crisi libanese.
Hezbollah accusa i sostenitori del leader druso anti siriano Walid Jumblatt di aver ucciso due dei suoi miliziani nelle montagne a est di Beirut. "Riteniamo Jumblatt responsabile del doppio assassinio. Un terzo membro del nostro gruppo risulta ancora disperso. Chiediamo una risposta chiara su cosa gli sia accaduto'', si legge in un comunicato diffuso da Hezbollah. Complessivamente, 35 persone sono rimaste uccise, decine ferite, negli ultimi giorni di violenza in Libano. Jumblatt ha risposto alle accuse precisando di aver passato la questione al governo. ''Se l'inchiesta dimostrera' che i due sono stati assassinati, sono pronto a consegnare chiunque sia coinvolto... sono pronto ad assumere su di me le conseguenze una volta conclusa l'inchiesta''', ha precisato.