Si e' svolto come previsto il referendum costituzionale in Myanmar, e i seggi sono rimasti aperti dalle 6 alle 16 ora locale. Le votazioni si sono tenute nonostante gli appelli internazionali rivolti alla giunta militare per un posticipo, a causa delle devastazioni provocate dal passaggio del ciclone Nargis il 2 e 3 maggio scorsi che avrebbe ucciso fino a 100 mila persone secondo le stime. I militari al governo si sono limitati a posporre al 24 maggio la consultazione nelle aree maggiormente colpite.
Per assicurare un voto affermativo, il regime non avrebbe esitato ad usare l'intimidazione e le offerte di denaro. "Sono stato pagato per votare si' e cosi' ho fatto", ha detto il 24 enne Zaw Min Hla, dipendente di un negozio a Yangon dopo essere uscito dal seggio.
Originariamente erano 30 milioni gli elettori attesi alle urne per il referendum, ma con il rinvio delle votazioni anche in alcuni seggi della ex capitale Rangoon che conta 6 milioni di abitanti, non e' chiaro in quanti hanno potuto partecipare alla consultazione. "Ho seguito il segno giusto sulla scheda e ho votato si'", ha detto un altro elettore, il 77enne Tin Mya.