Le forze della coalizione di governo libanese denunciano che la presa da parte di Hezbollah dei quartieri occidentali di Beirut rappresentano "un golpe armato" il cui obiettivo è far ritornare la Siria nel Paese, dopo il ritiro tre anni fa, e servire gli interessi dell'Iran. "Il golpe armato e sanguinoso che è stato condotto ha lo scopo di far tornare la Siria in Libano e di estendere il braccio dell'Iran sul Mediterraneo", si legge in una nota della coalizione letta dal leader cristiano Samir Geagea.
Continua intanto a salire il numero delle vittime. Secondo fonti della Croce Rossa citate dalla Tv satellitare 'al-Arabiya', il bilancio degli scontri di oggi tra militanti delle opposte fazioni è di dieci morti e una decina di feriti. Ma altre due persone sono state uccise e altre due sono rimaste ferite nella città di Khaldeh, a sud di Beirut. Secondo quanto riferito da fonti della sicurezza, ad affrontarsi sono stati "sostenitori sunniti del blocco di maggioranza e militanti fedeli al leader dell'opposizione drusa Talal Arslan", rivale di Walid Jumblatt.

Questa mattina le autorità libanesi hanno fermato ogni attività all'interno del porto di Beirut, nodo centrale per la vita economica e commerciale del Paese. "Gli oppositori sono sul punto di controllare il 90% della città di Beirut", ha annunciato l'inviato della Tv iraniana in lingua araba 'al-Alam' nella capitale libanese. Secondo il giornalista, i miliziani vicini al partito Hezbollah e a quello Amal hanno circondato i principali centri in cui si trovano gli uomini del partito governativo 'al-Mustaqbal'.
Bloccata anche l'informazione. La sede della tv libanese 'al-Mustaqbal', di proprietà della famiglia di Saad Hariri, è infatti stata colpita da un vasto incendio. L'emittente qatariota 'al-Jazeera' ha mostrato le immagini che mostrano del fumo nero uscire dalle finestre della redazione. La sede della tv del partito di governo guidato da Hariri si trova nel quartiere di Al-Rausha e aveva cessato le trasmissioni già stamane, quando un gruppo di miliziani Hezbollah l'ha assaltata.
Miliziani vicini all'opposizione controllano ora numerosi quartieri della capitale, come quelli di Zarif, Zokak al-Blat, Malla, Corniche al-Mazraa e Ras an-Nabaa. Mentre altri elementi dell'opposizione hanno occupato la strada che porta a Jabal Lubnan. E sarebbero in corso trattative tra le parti perché gli uomini di Hezbollah vogliono la consegna delle armi dei loro rivali, mentre i militanti filo-governativi intendono consegnarle solo ai soldati dell'esercito. Negli scontri tra le parti è rimasto ferito anche un cineoperatore della Tv 'al-Alam'.
Approfittando di una breve calma questa mattina, alcune famiglie con i bambini sono fuggite verso i quartieri orientali cristiani, ritenuti più sicuri
Di fronte al peggiorare della crisi è intervenuta anche 'Unione europea che ha lanciato un forte appello alle diverse fazioni libanesi affinché pongano fine agli scontri . "Deplorando profondamente la violenza che è scoppiata a Beirut", Bruxelles "invita tutte le parti a mettere immediatamente fine agli scontri, a cessare i blocchi stradali, ad aprire l'aeroporto e a vietare nuove violenze", afferma ila presidenza di turno slovena dell'Unione europea. Per l'Ue, infine, "solo mezzi pacifici permetteranno ai protagonisti di risolvere la crisi e preservare l'indipendenza, la stabilità e la sovranità del Libano".
Dal canto suo il neo ministro degli Esteri, Franco Frattini, sta preparando un ponte per evacuare i connazionali che vogliono lasciare il Paese dei Cedri. "Mi sono preoccupato dei nostri connazionali -ha detto il titolare della Farnesina- e ho dato disposizioni per coloro che vogliono evacuare l'area centrale di Beirut che possono farlo e avranno un ponte nazionale".
Interrogato dai giornalisti sulle regole di ingaggio, Frattini ha detto "bisogna chiedere ai nostri militari. Non bisogna parlare di cambiamento delle regole. Bisogna sentire i nostri militari che comandano Unifil su come funzionano queste regole", ha aggiunto il ministro, a margine del ricevimento per i 60 anni della fondazione di Israele.