Dopo aver spiegato i dettagli della sua storia, Josef Fritzl, il mostro di Amstetten che ha sequestrato e violentato la figlia per 24 anni, si difende. "E' stato una specie di circolo vizioso, dal quale non c'era nessuna via d'uscita né per Elisabeth né per me: avere rapporti sessuali con lei era come una mania - ha spiegato -. Non ho stuprato mia figlia da quando aveva 11 anni, non sono un uomo che abusa di bambini piccoli".
Secondo quanto riferisce il settimanale "News", che cita dichiarazioni fatte dallo stesso Fritzl al suo avvocato, Rudolf Mayer, dalla ricostruzione dei fatti emergono particolari inquietanti. L'uomo avrebbe infatti ammesso di aver progettato il sequestro della figlia in cantina già due o tre anni anni prima. "E' vero, dev'essere stato il 1981 o il 1982, quando cominciai a trasformare la mia cantina in una cella, chiudendola con una pesante porta in cemento armato telecomandata - spiega Fritzl -. Poi ho creato l'isolamento acustico del bunker e ho installato una toilette e un lavandino, ci ho messo anche un letto, un fornello e un frigorifero".

Cosa sia scattato nell'uomo, che poi il 28 agosto del 1984 ha rinchiuso veramente la figlia in cantina, lo si apprende dai ricordi del diretto interessato, che ha cercato di far luce sui primi giorni di prigionia di Elisabeth e di difendersi a suo modo dalle accuse. "E' stato una specie di circolo vizioso, dal quale da un certo punto non c'era nessuna via d'uscita né per Elisabeth né per me: con ogni settimana, in cui tenevo prigioniera mia figlia, la mia situazione è diventata più folle, e veramente, ho pensato tante volte di lasciarla libera - ha spiegato Fritzl - Ho avuto paura di essere arrestato e paura che mia famiglia e tutti gli altri sapessero del mio crimine".
Scendendo ulteriormente nei dettagli dell'incredibile incesto, il mostro di Amstetten ha poi raccontato che il desiderio di avere rapporti sessuali con la figlia era come "una mania". L'uomo era consapevole del fatto che Elisabeth rifiutava le sue attenzioni e che imponendogliele le faceva del male, ma, secondo le sue testimonianze, non poteva resistere. Nella sua folle difesa, Fritzl ha dichiarato di aver sempre voluto dei figli da questo incesto. Nel 1988, prima del parto del primo dei sette bambini che Elisabeth ha avuto da sua padre, oltre ad asciugamani, disinfettanti e pannolini, l'uomo ha raccontato di aver portato in cantina libri di medicina perché la ragazza potesse prepararsi. "Ero contento della nascita del bambino, perché per me è stato bello avere anche in cantina una famiglia vera, con una donna e con alcuni bambini", ha spiegato Fritzl.