Il Comitato regionale Piccola industria di Confindustria Sicilia, presieduto da Marco Venturi, riunitosi d’urgenza per valutare le gravi conseguenze della crisi finanziaria sul tessuto produttivo dell’Isola, ha rilevato che “mentre i provvedimenti del governo nazionale mirano a sostenere il sistema bancario e la ripresa delle grandi aziende e dei consumi, sono sempre più le piccole e medie imprese che si avviano al fallimento per mancanza
di liquidità determinata dalla stretta al credito bancario e dai ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni. Ritardi che colpiscono anche le grandi aziende a capitale pubblico e i grandi committenti, società che a loro volta scaricano sui piccoli fornitori le loro difficoltà di cassa”.
Il Comitato Piccola industria, quindi, chiede al governo regionale di “adottare misure urgenti capaci di accelerare i tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni locali, nonché di prevedere, attraverso un accordo con le banche, una misura compensativa che favorisca l’apertura di linee di credito a fronte dei crediti che le aziende devono riscuotere”.
In alternativa si chiede al governo regionale di promuovere un accordo con il ministero dell’Economia e con l’Agenzia delle Entrate per prevedere una compensazione fra i crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni e le imposte che le imprese devono versare.
Analogamente il Comitato Piccola industria, nell’apprezzare le misure già adottate a sostegno dei consorzi fidi e quelle che il governo ha proposto per il credito d’imposta, sollecita l’Esecutivo regionale, come ulteriore misura contro la crisi, a “sbloccare l’iter di approvazione dei progetti di nuovi investimenti nei vari settori, stimati in oltre quattro miliardi di euro come sola quota di cofinanziamento privato, la cui realizzazione produrrebbe un incremento dell’occupazione, l’immissione nel mercato di liquidità fresca e un aumento della riscossione dei tributi regionali e locali”.