Un nuovo processo di internazionalizzazione sta investendo le Madonie. La promozione dei territori che ricadono all’interno del Parco naturale è stata incentivata dai numerosi accordi creati tra tour operator e albergatori. E negli ultimi mesi le presenze turistiche sono in crescita, facendo intravedere un deciso incremento per la nuova stagione 2008. Una ripresa dei flussi turistici – dopo anni di stagnazione e di rallentamento - che supera l’ambito della costa di Cefalù ed inizia ad interessare anche l’entroterra madonita, con i suoi centri storici, le sue bellezze naturalistiche ed i suoi patrimoni ambientali e paesaggistici. Questa rivoluzione può essere anche spiegata con le iniziative promosse dal Pit 31 Reti Madonie che, con il comune di Cefalù capofila, ha avviato una strategia di promozione del territorio integrando all’offerta turistica alberghiera ed extra-alberghiera, il patrimonio architettonico e paesaggistico, le produzioni tipiche agroalimentari e dell’artigianato, in modo da costruire una visibilità a tutto tondo delle Madonie. In soli tre anni, il PIT 31 Reti Madonie è riuscito ad avviare 23 cantieri, di cui 14 già conclusi e collaudati. L’apertura verso una prospettiva internazionale è frutto di una strategia di governance che il progetto territoriale ha garantito attraverso efficienza, trasparenza e partecipazione diretta del tessuto imprenditoriale locale.
Un viaggio educational è stato organizzato nei giorni scorsi per rispondere alle esigenze provenienti da buyers internazionali e giornalisti interessati a comprendere le dinamiche del cambiamento. I processi di “rinascimento” economico dell’area sono stati presentati alla delegazione straniera proveniente da Francia, Inghilterra e Irlanda.
“Il territorio madonita è un’oasi naturale incontaminata che esprime potenzialità davvero interessanti, con caratteristiche che rendono l’area una fonte di attrazione dell’offerta turistica futura”. Sono queste le prime impressioni che emergono dalla selezionata rappresentanza internazionale che ha partecipato al viaggio educational territoriale promosso nei comuni di Castelbuono, Polizzi Generosa, Caltavuturo e nelle Petralie.
“Il patrimonio naturalistico è incantevole e immenso”, commentano alcuni giornalisti invitati: “era da anni che non ammiravo tante varietà floristiche racchiuse in un raggio di terra che si estende dal mare alla montagna e crea un ecosistema di pregevole valore”. I giornalisti inglesi, francesi e irlandesi hanno ammirato le varietà endemiche che rappresentano uno dei pilastri su cui il Pit punta per rilanciare l’economia delle alte Madonie. Un tour in elicottero ha mostrato le unicità naturalistiche del Parco regionale delle Madonie con particolare riferimento alle specie protette dell’Abies Nebrodensis, varietà di abete presente in 24 esemplari nel territorio di Polizzi nel Vallone Madonna degli Angeli e gli Agrifogli giganti di Piano Pomo, localizzati nel territorio compreso tra Castelbuono e le Petralie. “Il paesaggio offre uno spettacolo naturale suggestivo. Se gli amministratori locali e i fautori del cambiamento economico continueranno ad investire in quest’area, fra qualche anno i flussi turistici potrebbero incrementarsi ulteriormente”. A sostenerlo sono i diversi buyers di Francia, Inghilterra ed Irlanda che, domenica 2 marzo – ultimo giorno di presenza in Sicilia - hanno incontrato una dozzina di rappresentanti del tessuto produttivo e turistico delle Madonie.
L’identità del territorio è stata scoperta anche attraverso le meraviglie artistiche dei luoghi come il Castello dei Ventimiglia e la Cappella di Sant’Anna a Castelbuono, il trittico dello “Zoppo di Gangi” e il vasto patrimonio chiesastico a Polizzi, il centro storico di Caltavuturo.
Il tour è stato arricchito da un percorso del gusto tra le prelibatezze e i piatti tipici della cultura culinaria locale come i formaggi e i salumi preparati artigianalmente dai produttori madoniti e le punte di diamante del territorio, i presidi slow food: il fagiolo Badda di Polizzi e la Manna, che sgorga solo dai frassini localizzati nel territorio di Castelbuono. Inoltre la delegazione ha potuto degustare il tipico dolce della tavola polizzana, lo Sfoglio, torta di pastafrolla preparata con la tuma e i panettoni Fiasconaro di Castelbuono, una delle più rinomate ed apprezzate pasticcerie siciliane e la maggiore produttrice di panettoni dell’isola.