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Centro commerciale chiude a Caltanissetta, in 17 perdono il posto di lavoro

02 novembre 2009 12:16
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La crisi economica miete vittime anche in Sicilia. Da oggi chiude il "Mercatone Europa" di contrada Favarella, a Caltanissetta, dove lavorano 17 persone che si ritrovano adesso disoccupate. La struttura commerciale fu inaugurata una quindicina di anni fa e all'epoca fu una vera e propria innovazione nel nisseno, considerato che fu il primo grande centro commerciale. In questi anni tra alti e bassi, il mercatone è rimasto sempre aperto così come il gemello di Ragusa che ha già chiuso i battenti a luglio scorso gettando nello sconforto una ventina di dipendenti. Adesso è toccato a Caltanissetta dove gli impiegati, che continuano a presidiare la struttura anche di notte, sperano in un eventuale riassorbimento in caso di riconversione del meganegozio.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 03 novembre 2009   12:08

Beh. Il nome del mercatone europa era scomparso dalle bocche dei nisseni da moltissimo tempo.

Non una campagna pubblicitaria per un rilancio, non una promozione gridata ad alta voce per incuriosire la clientela.

Nessun rinnovamento, nessun investimento. Si erano "adagiati" come si dice, ma purtroppo, complice anche una spietata concorrenza, bisogna rimanere sempre "sul pezzo" se si vuole continuare.

Mi dispiace per gli impiegati, e mi dispiace che una grossa realtà come questa sia svanita nel nulla a vantaggio di un ancor più ristretto oligopolio che va delineandosi nel nisseno.

E nel frattempo in città sono in costruzione altri grandi centri commerciali...paradosso

 

Anonimo 02 novembre 2009   16:02

questo centro commerciale ha avuto un decadimento notevole da qualche anno a questa parte...

 

in più teniamo in conto che il centro si trovava fuori S. Cataldo, manco Caltanissetta, e inoltre l'offerta è aumentata ultimamente...

 

già si sapeva,và.

Anonimo 02 novembre 2009   14:26

i centri commerciali come qualsiasi altra attività ha bisogno di personale che devono remare a favore e non contro, non conosco la realtà di questo centro riportato in articolo, ma fra le tante attività chiuse in sicilia una delle cause imputabili proprio al personale, tipo un supermercato vi erano persone che fra il dire ed il fare sottraevano la merce oppure non lavorava, oppure scontri con la clientela.

da qui si evince che quando il gudagno non è sufficiente alle aspettative o non rientra nei criteri fissati, decidono di chiudere prima di essere travolti dai passivi.

quindi una chiusura di questi locali, deve essere imputata alle circostanze negative, che possono anche differire da una realtà passiva, ma anche da un attivo non sufficiente per mantenere e programmare la struttura nel medio termine od a lungo termine.

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