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Crisi economica, a rischio mezzo milione di posti di lavoro. Nel 2009 il tasso di disoccupazione potrebbe arrivare al 9 per cento

22 luglio 2009 10:35
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Sino a mezzo milione di posti di lavoro a rischio nel 2009 per effetto della crisi. E' la prospettiva contenuta nel Rapporto sul mercato del lavoro del Cnel, riferita all'ipotesi peggiore per i prossimi mesi, quando ''la disoccupazione continuera' ad aumentare e il ricorso agli ammortizzatori sociali sara' ancora significativo''. In particolare, il rapporto messo a punto dalla commissione dell'informazione, indica la stima che nell'anno possa esserci una perdita di posti di lavoro tra le 350mila e le 540mila unita' se misurati in forze di lavoro e tra le 620mila e le 820mila in termini di Ula (Unita' lavorative annue). Quanto ai disoccupati, potrebbero aumentare in una forchetta che oscilla tra le 270mila e 460mila unita'.

 

 

Il tasso di disoccupazione a fine anno potrebbe collocarsi, nella peggiore delle ipotesi, "poco al di sotto del 9%". Nello specifico, le tabelle indicano un range tra il 7,9% come ipotesi ottimista e l'8,6% come ipotesi sfavorevole (8,3% lo scenario base). Peggio per le donne, per le quali il tasso di disoccupazione è atteso al 10% nel dato medio annuo, nello scenario base, rispetto all'8,5% del 2008, mentre per gli uomini passerebbe dal 5,5 al 7,1%. "Cruciali" nel determinare "caratteristiche e intensità della ripresa", viene quindi sottolineato, saranno gli ultimi mesi del 2009 ed i primi del 2010. Per questo motivo, "é importante che vi sia piena consapevolezza del fatto che nei prossimi mesi potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi per estendere e rendere ancora più flessibili i sostegni al reddito, così come diventa determinante anche l'impulso che le stesse parti sociali e le autorità regionali potranno dare agli strumenti in loro possesso (enti bilaterali, fondi interprofessionali, risorse regionali e soprattutto comunitarie)". Ad oggi, comunque, viene inoltre rilevato, "gli ammortizzatori sociali si stanno dimostrando più efficaci del previsto nel fronteggiare la caduta dell'occupazione" e le risorse stanziate dal governo, anche con il concorso delle regioni, destinate agli strumenti ordinari e straordinari, "coprono la maggior parte dei lavoratori".

 

"Siamo in una fase di forte difficoltà e di grande incertezza" ma, tuttavia, la crisi internazionale "sembra mostrare alcuni segnali di attenuazione. Vi sono, a livello mondiale, indicatori che appaiono rivelare una ripresa, sia pure lieve, dell'attività economica. E' probabile, dunque, che il punto più basso della recessione sia stato superato". Il Cnel, aggiunge, "promuoverà tutte le azioni necessarie nelle sue competenze per assicurare al paese una strategia di uscita dalla crisi che sia virtuosa, efficace e che faccia riprendere una crescita basata sulla produttività, l'occupazione e la dinamica salariale".

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 23 luglio 2009   09:10

Nemmeno una parola sugli artigiani e i titolari di piccole attività individuali, i dimenticati della crisi. I soggetti interessati dagli stramaledetti studi di settore. O raggiungi il reddito truffa stabilito a tavolino dallo stato, oppure hai due alternative: o paghi di tasca tua la cifra che manca oppure chiudi dimenticato da tutti e in silenzio. Cosa diremo alle nostre famiglie e cosa gli daremo da mangiare? 

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