La 'vecchia' Alitalia ha spento i motori. Il consiglio di amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura dell'amministrazione straordinaria, ritoccata dal Governo per spianare la strada al percorso per il salvataggio tracciato dal "Piano Fenice". E perché morendo possa rinascere dalle ceneri la compagnia è già nelle mani di un commissario straordinario. E' l'avvocato tributarista Augusto Fantozzi, ex ministro nei governi Dini (1995) e Prodi (1996): la nomina
è arrivata nel giro di poche ore, firmata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il presidente Aristide Police lascia dopo aver garantito per 5 mesi la difficilissima gestione di una compagnia in un precario equilibrio sull'orlo del fallimento: nell'ultima, lunga, complessa riunione del cda ha esaminato i conti del primo semestre per poi chiedere al Tribunale di Roma di dichiarare lo stato di insolvenza, presupposto per la richiesta di commissariamento. Un percorso tracciato dal piano di salvataggio, che così muove i primi passi.
Le prossime 4 o 5 settimane saranno cruciali, ha indicato Corrado Passera, il numero uno di Intesa Sanpaolo, che ha definito il progetto come advisor e che sarà tra gli azionisti della "Nuova Alitalia" che nasce da una cordata di 16 imprenditori italiani. La "vecchia" dovrà essere smembrata dal commissario straordinario. Il piano di salvataggio prevede la cessione alla newco degli asset che le servono per dar vita ad una nuova compagnia nella quale integrare anche Air One, poi Augusto Fantozzi avrà il delicatissimo compito di gestire quel che resta: gli esuberi, i debiti, la liquidazione di azionisti ed obbligazionisti. Potrà contare sugli strumenti che il governo ha predisposto con il decreto varato: ammortizzatori sociali per sette anni, e indennizzi per i piccoli risparmiatori.
"Ci siamo preoccupati di garantire il reddito per un periodo adeguatamente lungo", ha assicurato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Mentre il governo si appresta ad aprire, lunedì, il difficile confronto con i sindacati. Per Corrado Passera raggiungere un accordo "é necessario per il piano". La situazione dei conti di Alitalia era da tempo disastrata, e la compagnia era ormai tenuta artificialmente in vita solo grazie al prestito ponte di 300 milioni del governo ed al decreto che a maggio ne ha permesso l'utilizzo per tamponare l'erosione del patrimonio netto. E le forti perdite che erano attese per i conti del primo semestre, per il calo dei passeggeri, e per l'impatto sui conti dell'impennata del prezzo dei carburanti, hanno dato un ultimo scossone. Al termine della riunione del cda la compagnia ha diffuso l'aggiornamento, al 31 luglio, dei dati sull'indebitamento (salito a 1,172 miliardi, senza calcolare il prestito del governo) e la liquidità rimasta in cassa (scesa a 314 milioni).
"Non sono mago Merlino", ma "colgo una sfida, mi metto in gioco", ha detto in una intervista a Repubblica Roberto Colanninno che investirà nella Nuova Alitalia e la guiderà come presidente. Intanto si lavora ancora sull'assetto azionario della newco: Corrado Passera ha indicato che "nei prossimi giorni si aggiungeranno nuovi investitori", ed ha confermato l'interesse anche di banche straniere. Mentre si attende l'esito della trattativa per l'ingresso di Air France con una quota di minoranza e non si esclude che, in alternativa, anche Lufthansa possa essere interessata ad affiancare la cordata italiana.
SINDACATI, NO A CONFRONTO SOLO SUGLI ESUBERI Le nove sigle sindacali presenti in Alitalia confermano la presenza all'incontro di lunedì prossimo al ministero del Lavoro su Alitalia ma ribadiscono "con forza la ineludibilità di un preventivo confronto a tutto campo sul piano industriale e sul riassetto del gruppo". In una nota congiunta, le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, SdL trasporti, e le presidenze di Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia osservano che quella di lunedì "sembra una convocazione diversa da quella che servirebbe: non a Palazzo Chigi sul piano industriale, ma al ministero del Lavoro, e non è un problema formale. Tale incontro infatti non può che prendere in esame la strumentazione degli ammortizzatori sociali a disposizione. La nostra posizione è nota: non abbiamo alcuna intenzione di accettare un confronto esclusivamente circoscritto alla gestione degli esuberi. Il sindacato non accetterà di essere relegato alla esclusiva gestione degli effetti sul lavoro di un piano sconosciuto".
Le nove sigle aprono il comunicato con una nota polemica scrivendo che "a circa 24 ore dall'annuncio dato alle agenzie di stampa abbiamo ricevuto la convocazione da parte del ministero del lavoro di via Flavia per lunedì prossimo alle 18". "Il sindacato - si legge nella nota - non accetterà di essere relegato alla esclusiva gestione degli effetti sul lavoro di un piano sconosciuto. Rivendichiamo il diritto a confrontarci preventivamente sui contenuti industriali del progetto. Il giudizio verterà sul profilo industriale del piano di impresa: perimetro aziendale, network, flotta, qualità e quantità del lavoro. Cosi come è, a nostro giudizio, necessario un intervento di riassetto dell'intero sistema trasporto aereo ad iniziare dagli aeroporti". Giudicando le indiscrezioni di stampa, i sindacati e le associazioni professionali ribadiscono che "il governo ha evitato qualsiasi confronto ad ogni livello sindacale fino ad oggi, e dalle dichiarazioni di esponenti di governo, c'é da essere molto preoccupati. Se le indiscrezioni venissero confermate - continuano le nove sigle - ne risulterebbe una azienda fortemente ridimensionata, troppo leggera e troppo circoscritta alle attività di medio raggio per poter prefigurare una ragionevole prospettiva di rilancio". Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, SdL trasporti, Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia auspicano "ragionevolezza e senso di responsabilità da parte del Governo. Il problema va affrontato e non è possibile farlo dalla coda: gli effetti sul lavoro". MINISTERO,CONFRONTO A TUTTO CAMPO Il Ministero del Lavoro, con una nota, "ricorda alle nove organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative in Alitalia che l'oggetto dell'incontro di lunedì, come è indicato nel comunicato di convocazione, riguarda l'esame delle ipotesi di risanamento e di nuova organizzazione - nel primario interesse nazionale - delle attività attualmente gestite dalla società Alitalia e delle conseguenti iniziative per la tutela attiva dei lavoratori". All'incontro "parteciperanno, non a caso, tutti i ministri interessati agli aspetti regolatori e sostanziali del rilancio di Alitalia, nonché rappresentanti dell'advisor incaricato di valutare le offerte relative". Per il ministero "é quindi evidente che il confronto sarà a tutto campo, con l'obiettivo di individuare soluzioni inerenti il piano industriale e la tutela attiva dei lavoratori nei tempi brevi che sono imposti dalle condizioni oggettive della società e del mercato in cui opera".