"Il piano Alitalia va bene". Così il ministro per le Riforme Umberto Bossi lasciando la sede del suo ministero risponde all'ANSA sul piano di salvataggio di Alitalia dopo il via libera del governo ai provvedimenti che modificano la legge Marzano. Il leader del Carroccio afferma che in Consiglio dei ministri non si è affrontato né il tema della giustizia né quello del federalismo fiscale. E alla domanda se la Lega sia soddisfatta di questa ripresa dell'attività del governo, Bossi risponde: "Abbastanza soddisfatti".
BRUNETTA, ESCLUSO RIASSORBIMENTO ESUBERI IN P.A.
"E' assolutamente esclusa ogni forma di riassorbimento degli esuberi Alitalia nella pubblica amministrazione o nelle Poste". Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. "Non esiste alcuna forma di ammortizzazione sociale attraverso passaggi nella pubblica amministrazione o in aziende assimilabili come le Poste", spiega Brunetta a Radio Radicale interpellato sulla vicenda Alitalia al termine del consiglio dei ministri.
VIA LIBERA DEL CDM
Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ed al disegno di legge delega su Alitalia. Il primo provvedimento vara una riforma delle procedure previste dalla Legge Marzano per il commissariamento come strumento per il salvataggio delle grandi aziende in crisi. Il secondo pone le basi per una riforma più ampia delle norme che regolano l'amministrazione straordinaria.
Il decreto varato dal Consiglio dei ministri su Alitalia prevede anche indennizzi ai piccoli azionisti ricorrendo al fondo stanziato dalla finanziaria 2006 per far fronte alle frodi finanziarie con i fondi dei conti dormienti. Il decreto prevede che l'ammissione al commissariamento possa essere decisa anche dal Presidente del Consiglio e non più solo dal ministro dello Sviluppo.
Il commissario straordinario di un 'azienda in crisi potra' anche procedere ad "un'immediata vendita di asset ancora fruttuosi, garantendo così maggior elasticità al modello procedimentale". E' quanto prevede la bozza del disegno di legge delega all'esame del consiglio dei ministri per la riforma della disciplina delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.
Il management in carica - prevede inoltre il provvedimento che l'ANSA è in grado di anticipare - potrà predisporre un programma di risanamento, con conseguente abbreviazione dei tempi. Il commissario straordinario, secondo i principi guida della delega, avrà anche "la possibilità di valutare il programma proposto dall'impresa, se del caso proponendo le necessarie modifiche od integrazioni e se del caso proponendone uno da lui redatto ed alternativo da sottoporre all'approvazione ministeriale". Inoltre il commissario, con l'autorizzazione del ministro dello Sviluppo economico, potrà "ricorrere all'affitto di beni, aziende o rami aziendali per favorire il risanamento dell'impresa". Nell'ipotesi di presentazione del programma di risanamento da parte del Commissario Straordinario, dovranno essere indicati i requisiti minimi (in termini di solidità patrimoniale, vocazione industriale, etc .) dei possibili assuntori, nonché i livelli minimi di soddisfazione delle diverse categorie dei creditori. La durata della procedura verrà fissata in un periodo variabile tra uno e due anni, in funzione della complessità della procedura, ma in presenza di sopravvenute eccezionali esigenze può essere disposta la proroga del termine sino ad un periodo massimo di dodici mesi. Oltre alla necessità di un coordinamento della copiosa normativa in materia di gestione di crisi industriali - come si legge nel testo della relazione illustrativa del disegno di legge - l'intento della delega al Governo è quello di "evitare possibili interferenze con la vetusta normativa penale fallimentare in tema di bancarotta", e di superare "la contrapposizione tra tutela dei creditori e conservazione degli organismi produttivi". Le nuove regole puntano a offrire l'opportunità di contemperare nei limiti del possibile entrambe le esigenze, rifiutando soluzioni che avviliscano le attese dei creditori e quelle che trascurino interessi che gravitano a vario titolo attorno alla vita dell'impresa. La delega prevede anche la riforma delle disposizioni penali fallimentari, adeguandole alle novità introdotte di recente alla disciplina civilistica. In quest'ambito viene introdotta, per le fattispecie di bancarotta impropria da "illecito societario", una "zona di rischio penale", individuata nello stato d'insolvenza o nella situazione di concreto pericolo d'insolvenza. Così come è stata prevista ed estesa all'imprenditore individuale "l'incriminazione della causazione intenzionale del dissesto a cui si affianca, per la bancarotta societaria, la causazione dolosa del dissesto mediante abuso dei poteri o violazione dei doveri da parte degli esponenti societari e la causazione ovvero l'aggravamento del dissesto per inosservanza di specifici obblighi di legge".