Il testo del piano per salvare Alitalia sbarca a Bruxelles, che lo analizzerà per appurare che sia in linea con le norme Ue. E mentre Filt-Cgil va all'attacco, nonostante le rassicurazioni del governo su come smaltire gli esuberi, la Commissione europea non si sbilancia in attesa di studiare il materiale, giunto da Roma, sotto forma di bozza. Intanto è atteso per giovedì l'esame in Consiglio dei ministri di un decreto legge e un ddl delega per la gestione delle crisi aziendali. Provvedimenti attesi da tempo che permetteranno di modificare la legge Marzano e quindi di procedere all'operazione per il salvataggio della compagnia di bandiera. L'ingresso di soci privati "è un fatto positivo perchè così cresce la concorrenza e si rafforza il mercato in Europa" ha sottolineato da parte sua il commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani, osservando che "sarebbe stato un danno per il mercato e per il turismo se una compagnia importante come quella di bandiera fosse fallita". "E' un fatto di grande correttezza perché riguarda la normativa Ue. Anche Passera mi ha informato dello stato della vicenda" ha poi proseguito Tajani, ricordando di aver chiesto di rispettare le norme Ue e su questo "ho avuto risposte positive, poi valuteremo nel merito i singoli particolari della vicenda".
Intanto però alcune compagnie concorrenti gridano vendetta: quattro vettori e un tour operator hanno recapitato a Bruxelles i loro rilievi sulla vicenda, nel quadro dell'indagine formale Ue aperta per il sospetto che i 300 milioni di euro varati dal governo per Alitalia, poi convertiti in patrimonio, non siano compatibili con le norme europee sugli aiuti di stato. Osservazioni firmate rispettivamente da British Airways, Ryanair, Sterling Airlines, Neos e dall'associazione europea delle agenzie di viaggio e dei tour operator, che accusano l'aviolinea italiana di concorrenza sleale e giudicano i 300 milioni di euro un aiuto di stato illegale. Adesso tali osservazioni saranno inoltrate dagli uffici di Tajani a Roma per la risposta, prassi che allungherà i tempi della procedura, che può durarefino a 18 mesi. Al momento comunque ufficialmente Bruxelles non esprime commenti sul piano di salvataggio, ma alcuni aspetti suscitano già qualche timore. Richiederebbe infatti una valutazione più attenta la creazione della bad company: se fosse infatti il governo a farsi carico delle passività a essa destinate l'operazione potrebbe di configurarsi come aiuto di Stato. Ma non solo. Sul fronte della nuova Compagnia aerea italiana, va assicurata una cessione degli asset a prezzi di mercato o anche in questo caso si rischierebbe la violazione delle norme Ue.
Intanto sul fronte interno divampa la polemica, nonostante le rassicurazioni del governo: "Nessun lavoratore in esubero dall'operazione Alitalia-AirOne finirà in mezzo a una strada", ha garantito il ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli. Ma il sindacato attacca: ''Pretendiamo chiarezza e il necessario confronto'' afferma in una nota il segretario generale Filt-Cgil, Franco Nasso, giudicando "per nulla rassicuranti le dichiarazioni degli esponenti di governo che sembrano trascurare la complessità della realtà occupazionale del gruppo Alitalia". Un primo incontro governo-sindacati dovrebbe tenersi la prossima settimana, probabilmente lunedì, e vi dovrebbero partecipare solo le categorie del trasporto aereo e non i sindacati confederali.
Pioggia di critiche sono giunte anche dal Pd. ''Sulla vicenda Alitalia siamo di fronte a un vero e proprio bluff del governo Berlusconi'', ha dettoil ministro ombra alle Infrastrutture Andrea Martella. "Si sono persi dei mesi - continua Martella- e la soluzione che adesso si profila costerà ai contribuenti italiani e al Paese molto di più di quanto non sarebbe costata con Air France". Sul piede di guerra anche il Codacons che è passato alle vie legali per rispondere "all'arroganza di governo e imprenditori", afferma, e contrastare la soluzione ipotizzata per il salvataggio di Alitalia: un primo ricorso di urgenza sarà presentato al Tribunale civile ex art.700 cpc, e alla Commissione europea. Dal giorno dell'ingresso in borsa, nel maggio del 1986, fino alla sospensione dalla quotazione, lo scorso 3 giugno, il titolo Alitalia ha bruciato il 98,5% del proprio valore. Circa trenta mila i piccoli azionisti rischiano di vedere azzerato il loro investimento in Alitalia e il Sindacato Italiano per la Tutela dell'Investimento e del risparmio è pronto a promuovere una Class Action in caso di bancarotta. E se il ministro dell'Economia Giulio Tremonti assicura: "I piccoli risparmiatori saranno tutelati", gli fa eco l'economista Giacomo Vaciago, che ipotizza di riservare una parte del capitale della nuova Alitalia anche ai vecchi azionisti della compagnia. Una misura, spiega, che servirebbe a risarcire in parte i risparmiatori che hanno investito nella compagnia aerea e che negli ultimi anni hanno visto praticamente azzerarsi il valore delle azioni in borsa.