Settimana vivace a Piazza Affari, con forti oscillazioni delle quotazioni

04 luglio 2008
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Settimana vivace a Piazza Affari, con forti oscillazioni delle quotazioni, che lasciano il rendimento da inizio anno in territorio fortemente negativo: il primo semestre 2008 si è infatti concluso per l’indice italiano S&p Mib a –23,88%.Tra i settori maggiormente penalizzati in settimana citiamo quello auto, con Fiat in difficoltà a seguito dell’uscita dei dati relativi alle immatricolazioni, che evidenziano un calo del 19,5%.

 

I ribassi

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hanno interessato anche le altre case automobilistiche europee: la francese Renault ha perso il 1 Luglio il 2%, mentre le tedesche Daimler e Porsche hanno perso rispettivamente il 2,75% ed il 6,15%.In difficoltà, nonostante i nuovi rialzi del prezzo del petrolio, Eni, che ha raggiunto un accordo con la brasiliana Petrobras, per lo sfruttamento di alcune riserve petrolifere brasiliane. Gli analisti sono concordi nel ritenere che i frutti dell’accordo potranno raccogliersi nel lungo periodo.

 

In settimana il governo venezuelano ha deciso di risarcire ad Eni 56 milioni di dollari a fronte della nazionalizzazione di alcuni contratti petroliferi decisa lo scorso anno. I dati macroeconomici hanno evidenziato per l’area europea qualche indizio di rallentamento, con gli indici di fiducia dei consumatori e delle imprese in calo, e con una debole dinamica dell’attività produttiva.

 

Ad appesantire lo scenario, i dati del settore manifatturiero che hanno tagliato al ribasso la soglia di 50, spartiacque tra le fasi di contrazione e di crescita economica.La Banca Centrale Europea ha alzato il tasso ufficiale di sconto portandolo al 4,25%, con obiettivo primario la conservazione del potere d’acquisto dell’Euro, minato dal trend ascendente dell’inflazione.Nel corso della settimana il prezzo del petrolio ha messo a segno un nuovo record, portandosi oltre i 145 dollari al barile. Nonostante negli Stati Uniti si sia verificata una contrazione dei consumi, la debolezza del dollaro, le tensioni geopolitiche e la speculazione rimangono le principali motivazioni per questi continui record.Debole il dollaro, mentre è rimasto sostanzialmente invariato lo Yen che perde il 3% circa da inizio anno.Segnaliamo che il Gruppo potrebbe avere un interesse di qualunque natura sui prodotti finanziari contenuti in tale analisi.A cura di Banca Sella Sud Arditi Galati 

Fonte: Ufficio stampa Banca Sella
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