Tremonti: "Non c'è nessun tesoretto, ma ci saranno aiuti per famiglie e pensionati"

02 luglio 2008
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Il tesoretto non esiste ma il Governo cerchera' in ogni modo di tutelare i redditi delle famiglie e dei pensionati non appena il Pil dara' segni di presa. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha assicurato che l'impegno dell'esecutivo va in questa direzione. Sara' un passo realizzabile in tempi brevi, gia' in estate, anche se i conti pubblici non godono buona salute e la crescita e' ''molto vicina allo zero''.
 
Il ministro, parlando davanti alle commissione Bilancio di Camera e Senato per illustrare le linee guida del Dpef e della manovra che, di fatto, anticipa la Finanziaria , ha garantito che: "se c'e' sviluppo e ricchezza da distribuire questa va distribuita in termini fiscali a favore di redditi da lavoro dipendente, delle pensioni e della famiglia. E' un impegno che pensiamo di formalizzare e prendere prima dell'estate".
 
Tuttavia, per Tremonti, fattori ''critici'' non mancano. A cominciare dall'extragettitto che ''non esiste'', dal momento che l'andamento delle entrate fiscali lo escludono. Poi il rapporto tra deficit e Pil che e' tornato a crescere. Il Dpef prevede il livello dell'indebitamento intorno al 2,5 per cento contro l'1,9 per cento del 2007. E' un "dato oggettivo", ha sottolineato Tremonti, che mostra un cambiamento perche' il deficit, a differenza del passato, "ha ora cambiato direzione, e' in salita". 
 
Ma oltre all'andamento del Pil e del deficit, ci sono anche possibili problemi sul fronte fiscale. Per esempio, il calo dell'aliquota Ires dal 33 al 27,5%, fatta dal precedente Governo presenta delle ''criticita' di copertura''. Tra le criticita' Tremonti ha citato anche la ''sentenza della Corte Costituzionale sulla deducibilita' dell'Irap dall' Ires''.

''Noi - ha sottolineato il ministro-, vista la situazione dei conti pubblici, abbiamo fatto la scelta di non aumentare le tasse sui redditi della popolazione, ma di aumentare la tassazione su alcuni settori in alcuni settori: petrolieri, banche e assicurazioni, facendotornare l'aliquota Ires al 33%''.

Non solo. Il ''mega recupero dell'evasione fiscale'' negli anni passati non c'e' stato. ''Se ci fosse stato davvero - ha aggiunto Tremonti- avremmo dovuto avere un andamento strutturale continuo delle entrate tributarie. Invece non e' cosi'''. Il ministro ha aggiunto che
effetti positivi sono derivati dalla riforma del sistema della riscossione e che ''e' fondamentale la partecipazione dei Comuni nellastrategia di lotta all'evasione fiscale''. 

 

Passando poi ad esaminare il versante della spesa, Tremonti apre alle proposte dell'opposizione ma replica a chi dice che con il precedente Governo Berlusconi la spesa pubblica e' aumentata: "Un dato che non viene considerato e' che la spesa si rapporta al Pil, se questo viene meno il rapporto si deteriora ma non si puo' dire: non ti do le medicine per questo''.

Insomma, prosegue il ministro, "se la spesa e' fatta da diritti e rigidita' c'e' qualche difficolta' a ridurla. Detto questo ci sono voci sulle quali e' possibile una riduzione. Noi abbiamo agito su queste e credo sarebbero state le stesse su cui avrebbe agito il precedente Governo, ma -sottolinea- ben vengano ipotesi alternative, fattibili e compatibili con i vincoli europei. Se si tratta di alternative strutturali e non virtuali saremo ben felici di
accoglierle". Tremonti ha, poi, ricordato che "in queste ore e in questi giorni" si sta definendi il Patto di stabilita' interno con Regioni ed Enti locali e si e' fatto, a livello centrale, "un taglio orizzontale compensato dalla flessibilita' verticale".

 

Il titolare di Via XX settembre ha, infine, dovuto soffermarsi sull'inflazione programmata che il Dpef fissa quest'anno all'1,7%. Un dato, questo, fondamentale per i rinnovi dei contratti e criticato sia dai sindacati che dall'opposizione. Per Tremonti, si tratta di una percentuale ''coerente con il sistema'' ma ''sappiamo che non e' un dato reale''. D'altra parte, ha aggiunto, ''lo abbiamo fissato in base ai principi della legge italiana che, sul tasso di inflazione programmata richiede che debba essere un pelino piu' bassa, altrimenti non funziona''. 

 

di Delia Ciciliani

 

Fonte: adnkronos
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Anonimo 07 luglio 2008   12:40

Ancora........ quello che non si è capito è una cosa........ il popolino non vuole aiuti ma solo che i prezzi di tutti i beni di consumo scendano entro i parametri normali......... ma devono scendere alla base..... per i prodotti agricoli (ortofrutta e graminacei) già in campagna i prezzi sono da fame.... gli agricoltori stanno morendo... la mia domanda chi si arricchisce? perchè aumentano i prezzi al consumo? e si parla di aiuti, ma aiuti a cosa..... perchè non colpite chi specula?

il petrolio alle stelle? e in SICILIA ci sono i pozzi di estrazione e raffinazione!!! ma avete i prosciutti negli occhi?

il popolo durerà calmo ancora per poco, volete una rivoluzione?

 

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