Facciamo male a disinteressarci o a interessarci in modo superficiale di ciò che fa, dice e scrive l’Authority dell’Antitrust, cioè la struttura che tiene sotto controllo i patti che le grandi major dell’industria italiana fanno per decidere i prezzi più convenienti. Questi accordi danneggiano i consumatori, soprattutto quelli che hanno l’euro contato in tasca.
Non sapere perché pane e pasta, energia elettrica, gas e carburanti, telefono, assicurazione per l’auto e servizi bancari, hanno il prezzo che hanno, permette ad un piccolo numero di persone di aumentare il patrimonio, raccogliendo le risorse dalle tasche della gente comune.
La denuncia dell’Autority, pochi giorni fa, sui patti che spazzano via la concorrenza e ci tolgono i soldi dal portafogli, ha avuto una certa eco, ma fra addetti ai lavori. Non esiste una comunicazione ampia e comprensibile, puntuale e costante, su questi argomenti. I media ne parlano e ne scrivono, ma il “ritorno” di consapevolezza è minimo, quasi nullo. Stare dietro a questo tipo d’informazione presuppone infatti una cultura ed una sensibilità che si acquisiscono nel tempo, attraverso una educazione scolastica e familiare adeguate. Bisogna che ci si renda conto che è importante sapere ciò che avviene.
Ci vuole invero una preparazione tecnica, che permetta di decodificare le informazioni e far capire ciò che avviene nel mercato delle materie prime o degli oggetti di lusso. L’ostacolo più forte.
Fino a che le cose resteranno così, e pochi sapranno perché il pane e la pasta costano enormemente di più, non c’è verso che la gente comune possa esercitare alcuna deterrenza.
Un pezzo di democrazia che viene scippata. Lo scippo è reso possibile dal divario delle conoscenze, al quale la Rete non è estranea. Chi non accede a Internet, perché non ha il computer, la connessione o semplicemente perché non lo sa fare o non ha le risorse per farlo, sa molto di meno degli altri: è il nuovo “analfabeta”. La rete, infatti, crea una disparità di conoscenze notevole, ma nella fascia in cui agisce, aumenta enormemente l’informazione. Questo miglioramento, paradossalmente, aumenta il divario rispeto a chi sa pèoco o niente.
Torniamo ai patti che devastano il mercato e fanno alzare i prezzi. Quelli più odiosi riguardano il pane e la pasta (il riso altrove). Colpiscono coloro che hanno il reddito basso in modo grave. Poi ci sono le bollette dell’acqua, della luce, del gas: anche in questi settori i patti ci sono e sono quasi sotto gli occhi di tutti, come ha specificato l’Antitrust.
E’ stata appena preannunciata una nuova stangata in vista per le bollette elettriche: le tariffe potrebbero aumentare fino all'8%, al lordo delle tasse, facendo salire la spesa annua delle famiglie italiane di 35 euro.
I consumatori del Codacons tornano a chiedere di «eliminare i cosiddetti extra-costi che pesano sugli importi delle bollette per oltre il 6%. Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, è stato molto duro: «I cartelli non sono peccati veniali», sono «gravi misfatti », fatti criminosi che «corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato “-
Catricalà vorrebbe che le istituzioni, il Governo e il Parlamento, perseguissero con forza le intese segrete tra imprese, società, banche o assicurazioni, attraverso il rafforzamento delle sanzioni e il miglioramento della «discliplina dei programmi di clemenza », una legislazione premiale per chi collabora.
Catricalà attacca gli «odiosi cartelli» sui beni essenziali come il pane o la pasta, i prodotti alimentari “per i quali il ricarico medio sul prezzo finale, dal produttore al consumatore, è pari al 200% con punte del 300%”.
L'Autorità denuncia anche la pubblicità ingannevole, i nuovi monopoli locali, protetti da «irragionevoli privilegi».
Catricalà individua, tuttavia, un nemico storico dei consumatori: le banche
E richiama la loro responsabilità sulla commissione di massimo scoperto «prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese» che «deve essere abolita».
Catrucalà, infine, denuncia i ritardi «elusivi della legge» sulla portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori, ricordando che sono sotto indagine 23 gruppi creditizi.
Senza la portabilità, afferma Catricalà. anche l'accordo tra Abi e governo sulla rinegoziazione delle scadenze è «insufficiente” ». L’Antitrust, ricorda ancora Catricalà, sta completando l’istruttoria sulla governance di banche e assicurazioni:«Il 45% di banche e assicurazioni quotate annovera tra i propri soci imprese concorrenti e l'80% conta all'interno dei propri consigli di amministrazione persone contemporaneamente presenti anche nei board dei competitori»
E’ la prova finale, che non si vogliono fare del male tra loro, anzi.
ANTONIO POSSO SOLO DIRE CHEO' UNA PESIONE DI 354.00€ ED UN REDDITO DI FITTI DI 22.500.00 € LORDI O PAGATO DI ICI E IRPRPEF € 7.990.00 POSSO VIVERE IO E MIA MOGLIE ANCHE CON LE PROTESI ALLE GINOCCHIA CHE NON POSSO FARE NULLA SALUTI ANTONIO