Dpef, nel 2012 l'Italia raggiungerà deficit zero. Ma l'economia è ferma: quest'anno il Pil crescerà dello 0,5%

24 giugno 2008
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Deficit zero si raggiungerà nel 2012: nel 2011 il pareggio di bilancio sarà sostanzialmente raggiunto ma si prevede ancora un micro-deficit dello 0,1%. Sono le cifre del Dpef che, dopo giorni di anticipazioni, sono state pubblicate nella versione ufficiale del documento diffuso dal Tesoro. Nelle versioni precedenti, non ufficiali, il deficit risultava infatti azzerato del tutto nel 2011. Tra le altre cifre diffuse quella sull'inflazione (reale e programmata) che nei giorni scorsi ha fatto già molto discutere. Ma oggi il Governo precisa che ci potranno essere misure "perequative". In particolare la polemica si è concentrata sulla cifra decisa per l'inflazione programmate nel 2008 all'1,7%. Cifra confermata oggi anche nel documento ufficiale che spiega però che tale livello dipende soprattutto dalle indicazioni della Bce. Negli anni successivi il livello scende poi all'1,5%. Il governo ha scelto di mantenere il tasso di inflazione programmato all'1,7% - si spiega nel documento - ma anche di adottare "misure perequative per alleviare l'impatto negativo sui redditi più bassi". 

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Ad aver 'suggerito' di mantenere invariato il tasso programmato per il 2008 sono anche i "richiami della Banca centrale europea a non generare 'second-round effect' alimentando la dinamica salariale". Nel Dpef si sottolinea inoltre "la rilevanza per il 2008 dell'inflazione importata": durante quest'anno infatti "il rialzo dell'inflazione previsto sarà in buona parte l'effetto di fenomeni 'esogeni' quali le tensioni sui prezzi energetici e il loro impatto sui prodotti alimentari". Per quanto riguarda l'inflazione reale invece il governo sconta un livello per l'anno in corso ben più elevato, il 3,4% e spiega però che il livello dovrebbe calare a fine anno: "Le previsioni di un rallentamento delle tensioni nella seconda parte dell'anno, sia sugli alimentari che sugli energetici, dovrebbero portare l'inflazione in dicembre intorno al 2,9% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente". Ma su questo rallentamento dei prezzi al consumo peserà l'andamento del barile di greggio che il governo vede stabilmente a quota 128 dollari dall'anno prossimo fino al 2013. La crescita resta intanto debole anche se tende a risalire negli anni: il Pil crescerà quest'anno dello 0,5% e dello 0,9% l'anno prossimo. 

Nel 2010 la crescita sarà dell'1,2%, 1,3% nel 2011, 1,5% nel 2012 e 1,5% anche nel 2013. Il debito pubblico italiano scenderà invece sotto il 100% del Pil nel 2011 attestandosi al 97,2%. Per l'anno in corso il rapporto è previsto al 103,9%, per poi scendere al 102,7 nel 2009 e al 100,4% nel 2010. Poi si scende sotto il 100% nel 2011 mentre nel 2012 si arriva al 93,6%, nel 2013 al 90,1%. Cresce intanto l'avanzo primario contribuendo a far calare il debito: si colloca a quota 2,6% nel 2008 e sale al 3,1% nel 2009. Nel 2010 poi viene toccata la soglia del 4%, nel 2011 si arriva al 4,9%, idem l'anno successivo per arrivare al 5% nel 2013. Sul fronte fiscale si registra invece una sostanziale stabilità della pressione fiscale: si attesterà quest'anno a un livello pari al 43% ed è vista in lieve calo (al 42,9%) nel 2013. Nel 2009 la pressione del fisco resta al 43%, nel 2010 sale al 43,2%, nel 2011 al 43,1%, 43,1% anche nel 2012 mentre scende sotto il 43%, appunto al 42,9% solo nel 2013. Tra le indicazioni fornite con il Dpef quella sul federalismo fiscale che il Governo conta di portare a casa entro dicembre prossimo e le indicazioni sul riavvio del processo di privatizzazione: si parte da Alitalia ("l'auspicio è quello di completare il processo di privatizzazione entro i prossimi mesi") e poi la lista, con diverse modalità e tempi, prevede Poste, Poligrafico, forse Sace, Fincantieri e Tirrenia. Si escludono invece operazioni su Eni, Enel e Finmeccanica.

Fonte: ansa
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