Cresce in Sicilia il numero di famiglie sempre piu' povere, al di sotto della soglia di poverta', mentre l'economia non accenna a riprendersi ed e' in fase di stagnazione. Non solo. L'occupazione e' ulteriormente diminuita ed e' cresciuto il numero di lavoratori in nero, ma anche di giovani laureati che abbandonano la Sicilia per tentare la fortuna nel Nord Italia. E' una Sicilia piu' di ombre che di luci quella emersa dal dossier annuale della sede di Palermo della Banca d'Italia, presentatoquesto pomeriggio, nel corso di una conferenza stampa. "La capacita' di produrre di un siciliano e' molto piu' bassa del resto del Paese -ha confermato il direttore della sede di Bankitalia Palermo, Francesco Parisi-. Il divario con il resto del Paese non si e' mai colmato, anzi, si e' accentuato persino il divariocon le regioni piu' indietro di noi. E' proprio questo il dato piu' preoccupante, oltre al fatto che piu' di una famiglia su 4 vive la di sotto della soglia di poverta'". "La fase di moderata ripresa dell'economia siciliana iniziata nel 2006 e' proseguita soltanto nella prima parte del 2007, per poi interrompersi a causa dell'indebolimento della domanda interna -spiegano da Bankitalia-. Negli ultimi mesi dell'anno il settore manufatturiero ha registrato un progressivo peggioramento degli ordinativi e dei livelli produttivi, proseguito anche nei primi mesi del 2008". Sono state 126 le imprese siciliane che hanno rispostoquestionario di Bankitalia. "Il 2007 e' stato un anno a due facce -ha spiegato Giuseppe Ciaccio della Banca d'Italia- il primo semestre e' andato meglio del secondo, in cui si e' assistito ad un aumento dei prezzi al consumo". Insomma un 2007 davvero nero per l'economia non solo italiana. E nel 2008, nei primi 3 mesi, la situazione non e' per niente rosea: "E' proseguita -spiegano gli esperti- la fase di stagnazione". Nota dolente anche il lavoro nero. "Nel 2007 -diceBankitalia- c'e' stata una maggiore emersione del lavoro nero grazie anche ai maggiori controlli eseguiti nel settore dell'edilizia". Dopo 3 ani di crescita l'occupazione in Sicilia e' diminuita nel 2007 di 14mila unita' (-0,9%). Il calo ha riguardato tutti i principali settori, con l'eccezione delle costruzioni. Il tasso di occupazione per la popolazione tra i 15 e i 64 anni e' diminuito di 0,4%, al 44,6%. L'andamento e' risultato omogeneo tra gli uomini e le donne. Sie' ridotto, per il quarto anno consecutivo (-5,5%) il numero di persone in cerca di lavoro. Il decremento ha riguardato esclusivamente le persone alla ricerca di una prima occupazione (-14,5%) a fronte di un aumento dell'1,8% per quelle con esperienze lavorative precedenti. Secondo Bankitalia possono avere influito su questo fenomeno sia l'aumento della scolarita', sia i flussi di emigrazione verso altre regioni, soprattutto del centro nord. Aumenta notevolmente il numero di persone, soprattutto giovani, che lasciano la propria residenza in Sicilia per stabilirsi al nord Italia. Complessivamente si e' calcolato, in base ai campi di residenza, che il deflusso netto e' stato pari tra gli 8 e i 17mila abitanti l'anno. La crescita delle esportazioni siciliane ha accelerato rispetto al 2006 a causa della dinamica dei prodotti petroliferi. In media, negli altri comparti merceologici il tasso di crescita e' rimasto sugli stessi livelli dell'anno precedente. Sul fronte del credito, l'indebolimento della congiuntura e l'aumento dei tassi di interesse si sono riflessi sui finanziamenti bancari la cui crescita, nel 2007, per la prima volta nell'ultimo quinquennio, e' risultata in rallentamento. E' proseguita anche la ricomposizione del'indebitamento della clientela siciliana a favore dei prestiti a media e a lunga scadenza. "C'e' stato un rallentamento del credito -ha spiegato Antonio Lo Nardo di Bankitalia-soprattuto nel settore dell'industria e del servizio. Ha rallentato anche il credito alle famiglie". Il rallentamento dei finaziamenti alle famiglie e' riconducibilesoprattutto al credito al consumo. L'ammontare dei mutui per l'acquisto delle abitazioni stipulati nel 2007 e' rimasto invariato rispetto all'anno precedente. Particolarmente preoccupante e' in Sicilia la poverta'. L'economia isolana si caratterizza per valori di reddito pro capite tra i piu' bassi d'Italia. Messa a confronto con lealtre regioni europee in ritardo di sviluppo, tra il '95 e il 2005 la Sicilia ha registrato "un consistente peggioramento". E su questi risultati hanno inciso una minore crescita della produttivita' e la persistenza di un basso tasso d'occupazione. I dati Istat basati sull'indagine annuale sui consumi mostrano come la Sicilia risulti tra le regioni italiane in cui piu' elevata e'l'incidenza della poverta' relativa. Tra il 2002 e il 2005 le quote difamiglie che vivono al di sotto della soglia di poverta' e' aumentata sino a raggiungere quasi il 10%. Insomma, una Sicilia dove il clima difiducia tra i consumatori "e' peggiorato notevolmente" con riflessi negativi sulle vendite. Infine, il dossier analizza anche la finanza pubblica decentrata dove si registra un'accelerazione nella spesa dei fondi europei, che alla fine del 2007 ha raggiunto circa il 76% della dotazione finanziaria del programma operativo regionale.