Primo esame europeo superato per Giulio Tremonti, che ha presentato all'Eurogruppo il programma di politica economica del governo Berlusconi, incassando l'approvazione del presidente dei ministri di Eurolandia, Jean-Claude Juncker: "Il piano presentatoci va bene", ha detto Juncker, spiegando di apprezzare sia le misure già prese - dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, alla detassazione degli straordinari - sia quelle prospettate per il futuro.
E i colleghi europei, ha detto Tremonti, hanno anche mostrato interesse per il recente accordo con le banche sui mutui. E' un'atmosfera particolare quella che accoglie Tremonti a Francoforte, dove sono in corso le celebrazioni del decennale della Bce, con la presenza nella città tedesca anche del governatore di Bankitalia, Mario Draghi, e dell'ex capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi. Il ministro sa di essere atteso dai colleghi europei che - alla vigilia della decisione dell'Ecofin che chiuderà formalmente la procedura di infrazione per deficit eccessivo aperta nei confronti dell'Italia nel 2005 - vogliono capire come proseguirà il risanamento in Italia. E lo vuole capire anche il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, che nella raccomandazione che accompagna la fine della procedura italiana mette in guardia il nostro Paese dai rischi di un peggioramento del disavanzo nei prossimi anni.
Tremonti ha rassicurato innanzitutto che gli impegni europei dell'Italia saranno rispettati. Anzi: di fronte alla decisione dell'Eurogruppo di far slittare dal 2010 al 2012 il termine ultimo a disposizione degli Stati membri per raggiungere il pareggio di bilancio, il ministro dell'Economia ha ribadito che l'Italia centrerà l'obiettivo nel 2011, come già previsto dal governo Prodi.
"Manteniamo il 2011" come termine per centrare il pareggio di bilancio e "applichiamo il piano di Prodi e di Padoa-Schioppa", ha detto il ministro. Che ha dunque spiegato la sua strategia: una Finanziaria 2009 - che dovrebbe aggirarsi sui 10 miliardi circa - anticipata in maniera sostanziale a prima dell'estate, con alcune misure che accompagneranno il Dpef e con le quali si dovrebbero realizzare circa 5 miliardi di tagli della spesa pubblica. "L'Italia - ha commentato Juncker - deve continuare sulla strada del consolidamento dei conti, e tutto ciò che va in questa direzione è benvenuto". Per il presidente dell'Eurogruppo, poi, Tremonti è stato convincente anche sulle prime misure fiscali prese dal governo Berlusconi su Ici e straordinari. E anche l'accordo "fatto di recente in Italia sui mutui ha destato l'interesse di alcuni dei ministri europei", ha ricordato il ministro dell'Economia. Per l'Eurogruppo, come per la Commissione Ue, fondamentali sono le rassicurazioni sul fronte della copertura delle decisioni prese: perché per l'Europa va evitata assolutamente ogni riduzione fiscale che non sia accompagnata da un taglio della spesa di altrettanto valore.
Nell'indicare gli orientamenti che gli Stati di Eurolandia dovranno seguire nel mettere a punto le leggi di bilancio per il 2009, l'Eurogruppo sembra dunque cedere alla Francia, che ha già da tempo annunciato che non prevede di azzerare il suo deficit prima del 2012. Ma Juncker ha spiegato come questo non significhi allentare la presa: "Il 2012 è il termine ultimo, indipendentemente dall'andamento del ciclo economico - ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo - ma restano valide le indicazioni del Patto Ue di stabilità e di crescita riformato, che prevede un taglio strutturale del deficit dello 0,5% l'anno". Ora il prossimo appuntamento di Tremonti in Europa - dopo l'Ecofin di domani - sarà quello dell'Eurogruppo di luglio, al quale potrebbe già arrivare con le misure annunciate oggi.