Conto alla rovescia per il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare organizzato dalla Fao, dal 3 al 5 giugno a Roma. Oltre quaranta fra capi di Stato e di governo sono chiamati a confrontarsi sui temi chiave per la sicurezza alimentare del Pianeta nei prossimi anni: i prezzi delle materie prime agricole, i cambiamenti climatici e i biocarburanti. A lanciare l'allarme per le scorte mondiali di cereali ai minimi storici era stata a dicembre dello scorso anno proprio la Fao, registrando il livello di 420 milioni di tonnellate, il valore più basso dal 1983.
Proprio il 2007 è stato anche l'anno dell' allarme clima lanciato dall'ultimo rapporto del Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (Ipcc), poi insignito del premio Nobel per la pace insieme all'ex vicepresidente americano, Al Gore. In questo quadro si è innescato lo 'tsunami' silenzioso dell'emergenza cibo, che a livello globale rischia di far lievitare il numero di 854 milioni di persone che oggi soffrono la fame. Questo il dato segnalato dal vicedirettore generale della Fao, Hafez Ghanem.

Nel 2008 la produzione di cereali crescerà del 3,8%, arrivando a toccare 2,191 milioni di tonnellate, ma questo non riporterà i prezzi alla normalità a causa della necessità di ricostituire le scorte e per l'aumento della domanda globale, proveniente soprattutto dai Paesi emergenti come Cina e India. Paesi dove la dieta sta cambiando: oggi, in Cina si consumano 50 kg di carne all'anno, rispetto ai 20 kg consumati nel 1985. Legato a doppio filo alla questione della dieta c'é il problema dell'acqua, basti pensare che per produrre un kg di manzo, alimentato con concimi, occorrono 15 mila litri di acqua. "Negli ultimi 20 anni si è perso più del 20% della portata dei maggiori bacini idrici mondiali - ha detto Pasquale Steduto, capo dell'unità dell'acqua della Fao - e il comparto agricolo consuma il 70% dell'acqua utilizzata al mondo, toccando il 95% in molti Paesi in via di sviluppo".
Un altro dei fattori che si legano all'emergenza cibo è costituito dai biocarburanti, la cui domanda, secondo l'agenzia Onu, aumenterà di 12 volte entro il 2016, passando da 15 a 110 milioni di tonnellate. Per il momento, però "non sono la causa dell'aumento dei prezzi delle materie prime agricole; è solo una bolla mediatica, pesano infatti meno del 15% sui rincari", secondo il responsabile del gruppo di lavoro della Fao sulla bioenergia, Jeff Tschirley.
L'incrociarsi di questi fattori può rappresentare un'opportunità per l'agricoltura, secondo il direttore generale dell'agenzia, Jaques Diouf, che nel mese di aprile ha rivolto un appello ai Paesi membri ad incrementare gli sforzi per attutire la crisi, per un ammontare di 1,2-1,7 miliardi di dollari. Per fronteggiare i cambiamenti climatici la Fao propone poi interventi di taglio delle emissioni di gas serra e di adattamento soprattutto per l'agricoltura, "che contribuisce per il 30% al totale delle emissioni annuali di gas serra, nella misura del 17,4% per la deforestazione e del 13,5% direttamente dall'agricoltura", ha detto Wulf Killmann, capo del gruppo di lavoro interdipartimentale della Fao sui cambiamenti climatici.
Su questo tema Killman auspica che dal vertice Fao emerga un accordo tra i Paesi per investire su pratiche agricole sostenibili e adottare politiche per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. "Aumenteranno gli eventi estremi - ha aggiunto Killman - come siccità ed inondazioni, e il caso della siccità in Australia che ha causato la perdita del raccolto di cereali ne é una dimostrazione".
Teresa Carbone