Se non siete interisti o tifosi della Roma, e credete di non essere quindi per nulla interessati alle vicende del nostro campionato di calcio della massima divisione, perché tra l’altro, non vi piace vedere ventidue giovanotti che inseguono un pallone, vi sbagliate clamorosamente. C’è un pezzo di noi nelle due squadra regine del campionato, l’ammiraglia di Massimo Moratti, munifico patron della società, e la Roma di mastro Sensi, orgoglioso azionista di maggioranza del sodalizio giallorosso.
Cruz e Totti un poco ci appartengono, abbiamo contributo senza saperlo a rifocillarli giorno dopo giorno. La grandeur di Moratti è frutto dei nostri risparmi, ed ai successi di Sensi abbiamo dato una mano. Consapevolmente? No, con i distributori di benzina non ci si po’ parlare. Puoi solo prendere nota del prezzo e pagare.
Se non possiamo parlare al distributore, figuriamoci se potevamo concordare con Moratti l’entità del nostro contributo all’Inter. Abbiamo subìto le decisioni di Moratti e Sensi. Avremmo raccomandato più prudenza al primo e l’uscfita di scena al secondo per raggiunti limiti d’età. Il piacere di fare una porticina, insomma. Niente, meno di niente.
Perché dovremmo avere voce in capitolo, vi state chiedendo. L’Inter e la Roma ci appartengono. Perché? Semplice, le due società sono proprietà di due petrolieri. Massimo Moratti è l’esemplare più rappresentativo della famiglia di petrolieri più importante d’Italia. Letizia, sua cognata, si occupa di un altro team, il governo della città di Milano: l’abbiamo aiutata a diventare sindaco, ma le risorse che abbiamo scialacquato per fare grande l’Inter sono un’altra cosa. Letizia ci costa infinitamente meno.
Ogni volta che facciamo un pieno, dunque, una piccola percentuale, infinitesimale ma ineludibile arriva ai nerazzurri di Mister Mancini ed ai giallorossi del capitano Totti. Questo non ci provoca incubi notturni, intendiamoci, ma sapere che quando facciamo benzina, a guadagnarci sono le due società di calcio più costose del momento, un poco di rabbia ce la procura. Se potessimo far di conto e stabilire l’entità del nostro contributo a fare grande il pallone, potremmo scoprire che non è roba da poco. Non ci importerebbe nulla del modo in cui i petrolieri spendono i loro soldi se non fosse per una circostanza.
Questa storia del prezzo della benzina che sale con il barile di petrolio più caro e non scende quando il barile costa di meno, è una bidonata grande quanto una casa. Si capisce lontano un miglio che qualcuno trucca le carte, perché se il prezzo fosse agganciato alle speculazioni dovrebbe andare su e giù, invece l’altalena compie solo voli verso l’alto, non scende mai, come i palloni d’aria privi di gancio a terra.
In definitiva ci potrebbe perfino stare bene che paghiamo il signor Zanetti e le stupidaggini di Materazzi, perché non possiamo metterci naso, ma almeno, non ci prendessero in giro, per favore.
Il mercato è libero e non si può fare niente, ci viene ricordato ad ogni piè sospinto. Giusto, ma mandateci la Guardia di Finanza un giorno sì ed uno no dove sapete e quelli capiranno che fate sul serio e diventeranno più morigerati.
Massimo Moratti non potrà togliersi lo sfizio di un altro gioiello del calcio mondiale, ma noi avremo qualche euro in più in tasca.
Qualche giorno fa il Ministro di turno al business del petrolio ha incontrato il presidente dei petrolieri, che è un signore elegante e forbito e si chiama De Vita, e gli ha spiegato che non è più possibile sopportare il surplus di guadagni dei petrolieri italiani. I due, De Vita e il Ministro di turno, hanno parlato a quattrocchi, non possiamo sapere se il signor De Vita abbia sollevato il problema di Cruz o Ronaldinho, certo però che ci ronzano nelle orecchie le sue parole. Il signor De Vita ci ha invitato a star tranquilli, rammaricandosi per il comportamento isterico degli italiani, i quali non sono a conoscenza nientemeno del fatto che il divario sfavorevole sul prezzo della benzina non ha subito alcuna modifica da un anno a questa parte. Insomma, tranquilli, perché – è vero - paghiamo di più degli altri il carburante, ma giusto quanto lo scorso anno.
Perché ci stiamo agitando, dunque? E’ del tutto ingiustificato.
Il Ministro di turno, Scajola per l’esattezza, che non è una mammola ed è pure genovese (conosce bene le famiglie del petrolio), ha superato in audacia i suoi predecessori, giungendo ad invitare i petrolieri alla morigeratezza.
Che vogliamo di più? Abbiamo Ibra all’attacco e Vieira a centrocampo.
L'altro vero scandalo di questa ultima giornata di serie A è stato il tipo di informazione che è passata sulla mancata trasferta dei tifosi della Roma a Catania. Pur di non dire la verità, si è tirato in ballo strumentalmente, senza alcun rispetto, l'Ispettore Raciti indicando quale motivo il timore che si ripetessero incidenti come quelli del derby 2007, mentre la vera causa per cui i tifosi della Roma non meritavano assolutamente di andare a Catania è l'accoltellamento avvenuto ai danni di un tifoso del Catania in ocasione della gara di andata. Questo fatto non è stato citato mai!!!! E considerando che in quel momento si trattava del quarto accoltellamento consecutivo ai danni di tifosi ospiti e che la Roma (alla faccia della responsabilità oggettiva estesa a fuori campo proprio in seguito alle "ferree" misure preventive conseguenti al derby citato) non è ha pagato alcuna conseguenza in termini di squalifica de campo, si capisce bene che c'è stata una congiura del silenzio a favore della Roma.
Insieme alle ultimissime voci circa le intercettazioi telefoniche, in questo momento qualcosa mi suggerisce che a Parma è stata preparata una trappola per l'Inter: vedremo nel pomeriggio.....
NO Calcio -
L'altro vero scandalo di questa ultima giornata di serie A è stato il tipo di informazione che è passata sulla mancata trasferta dei tifosi della Roma a Catania. Pur di non dire la verità, si è tirato in ballo strumentalmente, senza alcun rispetto, l'Ispettore Raciti indicando quale motivo il timore che si ripetessero incidenti come quelli del derby 2007, mentre la vera causa per cui i tifosi della Roma non meritavano assolutamente di andare a Catania è l'accoltellamento avvenuto ai danni di un tifoso del Catania in ocasione della gara di andata. Questo fatto non è stato citato mai!!!! E considerando che in quel momento si trattava del quarto accoltellamento consecutivo ai danni di tifosi ospiti e che la Roma (alla faccia della responsabilità oggettiva estesa a fuori campo proprio in seguito alle "ferree" misure preventive conseguenti al derby citato) non è ha pagato alcuna conseguenza in termini di squalifica de campo, si capisce bene che c'è stata una congiura del silenzio a favore della Roma.
Insieme alle ultimissime voci circa le intercettazioi telefoniche, in questo momento qualcosa mi suggerisce che a Parma è stata preparata una trappola per l'Inter: vedremo nel pomeriggio.....