La Banca Centrale Europea annuncia: "Nei prossimi mesi inflazione stabile sopra il 2%"

15 maggio 2008
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''Sulla base dei prezzi correnti dei contratti future per queste materie prime, è probabile che il tasso di inflazione si mantenga su livelli notevolmente superiori al 2% nei prossimi mesi, per poi registrare soltanto una graduale moderazione nel corso del 2008''. E' quanto afferma la Banca centrale europea nel bollettino mensile. L'area dell'euro, speiga la Bce, ''attraversa, infatti, una fase piuttosto prolungata di elevata inflazione. Affinché gli attuali alti livelli di inflazione restino un fenomeno temporaneo, è indispensabile che non vengano incorporati nelle aspettative a più lungo termine o che non inducano effetti di secondo impatto generalizzati sul processo di determinazione di salari e prezzi''.



L'inflazione ''è aumentata in misura significativa dallo scorso autunno'' e ''dovrebbe attestarsi su livelli elevati per un periodo di tempo piuttosto prolungato, per poi tornare a diminuire gradualmente''. Le ultime informazioni confermano la valutazione secondo cui ''prevalgono rischi al rialzo per la stabilità dei prezzi nel medio termine, in un contesto che continua a essere caratterizzato da un'espansione molto vigorosa della moneta e del credito'', spiega la Bce. Nel contempo, le variabili economiche fondamentali dell'area dell'euro ''sono solide e i dati macroeconomici più recenti seguitano a indicare il perdurare della crescita del pil in termini reali, seppure a ritmi moderati.



Nel 2008 la domanda sia interna che esterna ''dovrebbe sostenere il protrarsi della crescita del pil nell'area dell'euro, sebbene in misura minore rispetto al 2007''. Per quanto riguarda l'analisi economica, ''i dati più recenti e i risultati delle ultime indagini congiunturali sull'attività economica confermano le precedenti aspettative riguardo al perdurare della crescita, seppure a ritmi moderati, nella prima metà del 2008''. Nel complesso, in ogni caso, l'economia dell'area dell'euro è caratterizzata da variabili fondamentali solide e non presenta squilibri di rilievo''. 



Dal canto suo il commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia, intervenendo in un convegno a Bruxelles, ha confermato le prime stime diffuse da Eurostat, l'ufficio europeo di statistica: l'inflazione della zona euro ad aprile si attesterà al 3,3%, in calo dopo il 3,6% di marzo. "Nei prossimi trimestri l'inflazione scenderà" ulteriolmente, fino a raggiungere il 2%, ha sottolineato. Quanto alla crescita "in alcuni Paesi Ue è stata troppo bassa. Non tutte le aspettative economiche che avevamo dieci anni fa sono state raggiunte, il potenziale di crescita si è attestato intorno al 2% ma ci aspettavamo di più" ha osservato legando l'andamento del Pil alla scarsa crescita della produttività.



L'inflazione annua dell'eurozona ad aprile è dunque scesa al 3,3%, dopo il 3,6% di marzo, secondo Eurostat. Il dato è però nettamente più elevato rispetto all'aprile 2007, allora l'inflazione annua si assestava all'1,9%. Per l'Italia (il dato è rilevato da Eurostat in modo leggermente diverso da quello impiegato dall'Istat), l'istituto indica il3,6%. Per l'Ue a 27 stati membri il dato annuo di aprile 2008 è invece pari a 3,6%, anche qui in calo rispetto a marzo (3,8%) e in netto incremento rispetto allo stesso mese dello scorso anno (2,2%). Su base mensile, infine, Eurostat rileva tra marzo e aprile un incremento di +0,3% per l'eurozona e +0,4% per l'Ue-27. 



Guardando ai comparti, nel comunicato diffuso a Bruxelles Eurostat sottolinea che, su base annua, le principali componenti con i maggiori rialzi annui sono stati il settore alimentare (+6,0%) e quelli di abitazione e trasporti (entrambi +4,8%). Al contrario i tassi più bassi si sono registrati nelle comunicazioni (-1,6%), ricreazione e cultura (-0,4%) e abbigliamento (-0,8%). Quanto ai sottoindici, il maggiore impatto al rialzo sul tasso nominale l'hanno avuto i carburanti per i trasporti (0,41 punti di percentuale), l'olio combustibile per riscaldamento (+0,25), latte, formaggio e uova (+0,24) e infine pane e cereali (+0,16). Il maggior impatto al ribasso l'hanno invece avuto le auto (-0,16), le telecomunicazione (-0,15) e il vestiario (-0,14).



Infine il pil dell'eurozona nel primo trimestre 2008 ha visto un incremento pari a +0,7%, registrando un'accelerazione rispetto all'ultimo trimestre del 2007, quando l'aumento era pari a +0,4%. E' la prima stima flash diffusa da Eurostat. Anche il pil dell'Ue a 27 stati membri registra nei primi tre mesi di quest'anno un aumento pari a +0,7%, nell'ultimo trimestre 2007 il dato era di +0,5%. Il dato è invece nettamente peggiore rispetto allo stesso trimestre del 2007, quando la crescita del pil era pari a +2,2% nell'eurozona e +2,4% nell'Ue-27.

Fonte: Adn kronos
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