Alessandro Calì risponde all'Ance: "poche opere pubbliche in Sicilia? Colpa della burocrazia"

09 maggio 2008
Numero lettori 110 Numero commenti Nessuno Inserisci un tuo commento

“Il crollo delle opere pubbliche nasce dal fatto che le procedure sono truppe lunghe e complesse”. Così Alessandro Calì, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo commenta i dati diffusi oggi dall’Ance siciliana, secondo le periodiche rilevazioni dell’Associazione costruttori, infatti, “quest’anno è crollato il mercato delle opere pubbliche in Sicilia”, subendo un regresso del -34,91 per cento rispetto al 2007. “Occorre delegificare un quadro normativo che non è più sostenibile – aggiunge Calì -. Un esempio, a livello nazionale, può esser fatto con il quarto ponte sul Canal grande a Venezia, che ha impiegato 12 anni per essere realizzato. In Cina costruiscono strutture molto più complesse in tempi rapidissimi. Basta osservare le lungaggini cui vanno incontro i Responsabile unici del procedimento che diventano interpreti di una burocrazia sempre complicata e farraginosa. Vogliamo continuare così?”.

Segnala ad un amico

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Altre notizie