Impregilo punta a rafforzarsi sul mercato internazionale

07 maggio 2008
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Impregilo intende aumentare ancora di più la sua esposizione internazionale. "Vogliamo essere più internazionali per essere più forti e così seguire anche meglio il nostro Paese che ha tanto bisogno di infrastrutture" ha spiegato Massimo Ponzellini,

Al Poggetto
presidente di Impregilo a margine dell'assemblea della società. Già nel 2007 l'incidenza dell'estero nel portafoglio ordini del general contractor è salito al 54% dal 38% dell'anno precedente.

La società ha aggiunto l'amministratore delegato Alberto Rubegni "sta facendo il possibile per riposizionarsi" puntando sui settori che più le hanno dato soddisfazione, "le costruzioni, gli impianti e le concessioni" e cercando "di diversificare per Paesi e tecnologie". In Italia Impregilo difenderà il contratto per la costruzione del Ponte sullo

Stretto di Messina: "lo gestiremo nel miglior modo possibile - ha detto Ponzellini - è un contratto vero e valido, ci abbiamo speso dei soldi. O si fa o ci viene rimborsato quello che

abbiamo speso". Agli azionisti di risparmio Ponzellini ha assicurato che "non appena il bilancio sarà in utile pagheremo tutti gli anni il massimo possibile" in termini di dividendi.

Rubegni è andato all'attacco sulla vicenda dei rifiuti campani in cui Impregilo è rimasta coinvolta. "C'é in Italia una completa disinformazione", ha detto Rubegni sottolineando

che il termovalorizzatore di Acerra "é uno dei più moderni d'Europa con una delle tecnologie migliori e migliore di quello di Milano e Brescia per quanto riguarda le emissioni". "Le ecoballe - ha aggiunto - non inquinano, l'unico problema è quello dell'umidità ma l'umidità non inquina. Possono essere smaltite in qualsiasi termovalorizzatore d'Italia". Rubegni ha poi invitato a tenere distinti "il problema dei rifiuti solidi urbani" da quello "delle discariche abusive". Il termovalorizzatore di Acerra ha aggiunto "era un progetto da un punto di vista tecnico alla portata di Impregilo. Non lo era

invece - ha detto riferendosi a problemi burocratici e istituzionali - da un punto di vista normativo e politico".

 

Ponzellini ha infine ricordato che Impregilo "ha costruito 500 termovalorizzatori nel mondo e funzionano tutti".

Fonte: Ansa
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