Poco piu' di un bambino su 10, nel 2004, fruiva dei servizi per la prima infanzia. A rivelarlo il rapporto dell'Istat ''100 statistiche per il Paese, indicatori per conoscere e valutare'', presentato oggi a Roma, da cui risulta che la percentuale di bambini tra zero e tre anni che in Italia fruiscono del servizio di asilo nido e' pari all'11,3%.
A livello nazionale il quadro relativo alla percentuale di bambini fino al compimento dei 3 anni di eta' che ha usufruito di servizi per l'infanzia si presenta piuttosto disomogeneo. Molto ampia, infatti, la distanza sulla presa in carico dell'utenza per i servizi dell'infanzia fra la regione che presenta la siatuazione migliore, l'Emilia- Romagna, con una percentuale di bambini che usufruisce dei servizi pari al 27,5% e la campania, la piu' carente, dove solo l'1,5% dei bambini ne fruisce. Il divario tra territori, rileva ancora l'Istat, e' ben sintetizzato dalla distanza tra i valori assunti dall'indicatore al Centro-Nord (15,5%) e nel Mezzogiorno (4,2%).

Al Centro Nord la provincia autonoma di Bolzano (4,6%), con Lazio, Friuli-Venezia Giulia e veneto, intorno al 10%, sono le regioni che devono ancora conseguire l'obiettivo, mentre nelle rimanenti le percentuali nel 2004 sono gia' tutte piu' elevate del target fissato
(nel caso di Toscana, valle d'Aosta ed Emilia-Romagna di oltre 10 punti percentuali). Nel Mezzogiorno le regioni piu' virtuose sono: sardegna, con una percentuale del 10% molto vicina al valore target; Abruzzo, Sicilia e basilicata (con quote comprese tra il 5 e il 10%).
Piu' distanti risultano invece Puglia, Calabria e Molise, sotto il 5%.
A livello di ripartizione, si evidenziano meglio le differenze tra servizi fruiti da bambini di 0-3 anni: in tutte prevale la scelta per il servizio di asilo nido rispetto ai micronidi e ad altri servizi integrativi per l'infanzia, anche se il Nord-Est e il Centro presentano valori significativi sulla fruizione di servizi integrativi innovativi: i valori sono, infatti, sopra la media Italia (2,6%) e rispettivamente pari al 3,9 e al 4,1%.