Caos redditi online. Prodi non sapeva della pubblicazione

06 maggio 2008
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Il premier Romano Prodi non sapeva nulla della pubblicazione on line dei redditi dei contribuenti. A precisarlo sono ambienti di Palazzo Chigi che definiscono ''totalmente infondate'' le indiscrezioni di stampa secondo le quali il presidente del Consiglio sarebbe stato a conoscenza della diffusione on line degli elenchi dei contribuenti. Il riferimento è a quanto scrive oggi 'Metro'.

Secondo il quotidiano free press diretto da Giampaolo Roidi, Prodi sapeva e lo avrebbe confermato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Massimo Romano, nella sua memoria difensiva inviata ieri alla Procura della Repubblica di Roma, che sta indagando su una possibile violazione della privacy.

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''E' quanto risulta a 'Metro' da fonti giudiziarie'', precisa il free press, aggiungendo che il responsabile comunicazione dell'Agenzia delle Entrate, Vittorio Riccioni, ''non conferma che nella memoria inviata alla Procura si citi esplicitamente il presidente del Consiglio, ma semplicemente rinvii al documento, inviato ieri al Garante della Privacy, con i chiarimenti della pubblicazione on line degli elenchi''.

Oltre a Palazzo Chigi anche l'Agenzia delle Entrate in una nota si è affrettata a smentire la notizia. "E' totalmente falso quanto riportato dal quotidiano 'Metro' secondo cui il direttore dell'Agenzia delle Entrate avrebbe informato il presidente del Consiglio della diffusione on line degli elenchi dei contribuenti" si legge nella nota, in cui si spiega inoltre che "è privo di ogni fondamento che nella dichiarazione resa ieri alla Polizia postale il direttore abbia fatto alcun riferimento diretto o indiretto al presidente del Consiglio".

Intanto la pubblicazione on line dei redditi dei contribuenti continua a far discutere. La decisione incassa l'apprezzamento dell'Italia dei Valori perché, dice Antonio Di Pietro, ''chi guadagna onestamente non ha nulla da temere, nulla da nascondere e nulla di cui vergognarsi".

Considera ''davvero singolare che la pubblicazione su internet di tutte le dichiarazioni dei redditi relative al 2005 abbia suscitato tante polemiche - il sottosegretario uscente all'Economia Mario Lettieri - Ma è davvero illegittima e scandalosa la decisione assunta dall'Agenzia delle Entrate? - si chiede Lettieri - Non sembra proprio se si fa una lettura coordinata della normativa in vigore in materia di pubblicità e trasparenza dei dati in questione, che, a mio modesto avviso, non hanno nulla di sensibile''.

''Le dichiarazioni dei redditi di coloro che ricoprono cariche istituzionali o incarichi pubblici - spiega ancora il sottosegretario - da tempo sono giustamente note. Che ora si possano conoscere con più facilità anche quelle dei cosiddetti vip, degli imprenditori, dei giornalisti, dei liberi professionisti o del semplice lavoratore non dovrebbe suscitare scandalo alcuno''.

E si allunga la lista anche delle associazioni di consumatori che appoggiano la scelta. ''Da condividere" secondo l'Unione Nazionale Consumatori che la considera "un gesto concreto a favore della trasparenza amministrativa, che andrebbe sempre difesa e incentivata".

Intanto Roberto Falcone, presidente nazionale dell'associazione dei tributaristi Lapet (Libera Associazione Periti e Esperti Tributari), ha fatto sapere che la categoria ha dato incarico all'ufficio legale ''di valutare l'ipotesi di intraprendere un'azione di risarcimento danni, non per violazione della legge sulla privacy, ma per tutte le somme che i nostri studi hanno dovuto sostenere in relazione al trattamento dei dati personali''.

Fonte: Adnkronos
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