Con la pubblicazione on line dei redditi «potremmo avere più problemi. Siamo a rischio ancora di più». A esprimere all'ADNKRONOS preoccupazione per la diffusione delle dichiarazioni dei redditi da parte dell'Agenzia delle entrate è il presidente dell'Associazione antiracket e antiusura Confcommercio 'Ugo Alfinò di Catania, Rosario Bellino, secondo cui rendere pubblici questi dati «potrebbe provocare le preoccupazioni degli imprenditori».
«Non
è una cosa positiva, che possa in qualche modo far bene alla collettività. Gli imprenditori seri, che hanno un certo reddito, hanno il timore di farsi notare, e per questo mantenogno un tenore di vita normale, senza esagerare nell'esibizione della ricchezza». I redditi, spiega il presidente, «sono già conosciuti dalla Guardia di Finanza». Metterli a disposizione di tutti i cittadini può soddisfare la loro «curiosità, non altro. Mentre il delinquente potrebbe avere maggiore attenzione verso un imprenditore rispetto a un altro».
Subito dopo la pubblicazione dei dati il presidente confessa di aver avuto «questo timore, mi sono chiesto anch'io perchè far conoscere a tutti le dichiarazioni dei redditi». Per Bellino il rischio «ci può essere non tanto le per organizzazioni mafiose ma anche per il criminale 'spicciolò che può individuare più facilmente un imprenditore rispetto a un altro».
«Le organizzazioni criminali non guardano tanto la dichiarazione del reddito di un imprenditore, a loro interessa far pagare tutti anche se poco. Il pizzo che viene richiesto -spiega il presidente- non è elevato, non interessa soffocare l'azienda ma avere il controllo sul territorio». Bellino chiede quindi alla Guardia di Finanza di «continuare a controllare i conti sospetti di riciclaggio. L'impegno della Gdf fino oggi è stato eccezionale ma c'è bisogno di un ulteriore approfondimento».