Continuano a circolare sul web i dati delle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Mercoledì scorso, a poche ore dalla pubblicazione dei documenti sul sito dell'Agenzia delle entrate, il Garante della privacy ha chiesto di sospenderne la diffusione. Ma il richiamo dell'Autorità non ha fermato i tanti cittadini che hanno scaricato le dichiarazioni dei redditi 2005, quando era ancora possibile accedere al sito, e le hanno messe sulle reti peer to peer, che permettono la condivisione dei dati tra comuni utenti.
Intanto, si muovono anche i Consumatori. ''Valuteremo attentamente se ci sono le condizioni e la possibilità di chiedere i danni'' derivanti dalla pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi, sottolinea il segretario generale dell'Adiconsum, Paolo Landi. Il presidente precisa che mettere ''sul sito dell'Agenzia delle entrate nome, cognome e indirizzo delle persone significa mettere in mano a chi vuole speculare dei dati importanti. Non critico la scelta di diffondere i dati dei redditi ma la metodologia'', spiega il segretario.

Secondo
Roberto Speciale, deputato Pdl ed ex Comandante generale della Guardia di Finanza, il viceministro Visco ''ha avuto questa bellissima pensata mettendo praticamente
in piazza i redditi di tutti gli italiani''. Per i cittadini, ora, il rischio, avverte intervenendo a 'Panorama del giorno' su Canale 5, è rappresentato da ''
pizzo, ricatti, eventuali sequestri di persona. Hanno messo i poveri cittadini in piazza - ha denunciato Speciale - spiabili da parte di tutti, così aumenteranno le delazioni. Hanno messo gli italiani in un mare di guai''.
''Ormai, come si dice,
la frittata è fatta. Se si volevano avvelenare i pozzi, e questo era il motivo, i pozzi sono stati avvelenati. Questo è un problema grossissimo che adesso passa nelle mani del governo che si insedierà tra poco''. ''Do questa lettura - ha risposto Speciale - perché non c'è alcuna utilità nel pubblicare on line il redditi degli italiani. Si tratta di dati talmente protetti, talmente delicati che potevano rimanere lì dove sono. A giudizio di Speciale, ''il prossimo governo dovrà prendere questo dpr del '73, quando allora non esisteva internet, e adeguarlo ai tempi moderni. Tutto qua.
Purtroppo i dati del 2005 sono di dominio pubblico . Chi li vuole usare, e purtroppo li userà chi ha cattive intenzioni, li ha a disposizione''