Il Garante dice basta, ma le dichiarazioni dei redditi continuano a circolare sul web. Democrazia o vouyerismo fiscale?

02 maggio 2008
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Continuano a circolare sul web i dati delle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Mercoledì scorso, a poche ore dalla pubblicazione dei documenti sul sito dell'Agenzia delle entrate, il Garante della privacy ha chiesto di sospenderne la diffusione. Ma il richiamo dell'Autorità non ha fermato i tanti cittadini che hanno scaricato le dichiarazioni dei redditi 2005, quando era ancora possibile accedere al sito, e le hanno messe sulle reti peer to peer, che permettono la condivisione dei dati tra comuni utenti.

Intanto, si muovono anche i Consumatori. ''Valuteremo attentamente se ci sono le condizioni e la possibilità di chiedere i danni'' derivanti dalla pubblicazione on line delle dichiarazioni dei redditi, sottolinea il segretario generale dell'Adiconsum, Paolo Landi. Il presidente precisa che mettere ''sul sito dell'Agenzia delle entrate nome, cognome e indirizzo delle persone significa mettere in mano a chi vuole speculare dei dati importanti. Non critico la scelta di diffondere i dati dei redditi ma la metodologia'', spiega il segretario.

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Secondo Roberto Speciale, deputato Pdl ed ex Comandante generale della Guardia di Finanza, il viceministro Visco ''ha avuto questa bellissima pensata mettendo praticamente in piazza i redditi di tutti gli italiani''. Per i cittadini, ora, il rischio, avverte intervenendo a 'Panorama del giorno' su Canale 5, è rappresentato da ''pizzo, ricatti, eventuali sequestri di persona. Hanno messo i poveri cittadini in piazza - ha denunciato Speciale - spiabili da parte di tutti, così aumenteranno le delazioni. Hanno messo gli italiani in un mare di guai''.

''Ormai, come si dice, la frittata è fatta. Se si volevano avvelenare i pozzi, e questo era il motivo, i pozzi sono stati avvelenati. Questo è un problema grossissimo che adesso passa nelle mani del governo che si insedierà tra poco''. ''Do questa lettura - ha risposto Speciale - perché non c'è alcuna utilità nel pubblicare on line il redditi degli italiani. Si tratta di dati talmente protetti, talmente delicati che potevano rimanere lì dove sono. A giudizio di Speciale, ''il prossimo governo dovrà prendere questo dpr del '73, quando allora non esisteva internet, e adeguarlo ai tempi moderni. Tutto qua. Purtroppo i dati del 2005 sono di dominio pubblico . Chi li vuole usare, e purtroppo li userà chi ha cattive intenzioni, li ha a disposizione''

Fonte: Adnkronos
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