Paesaggio da amare
E’ nella volontà degli organizzatori della mostra mirare a recuperare quel rapporto intrinseco tra l’uomo e il paesaggio, offrire al pubblico una scelta meditativa circa la visione che l’uomo moderno ha nel suo rapporto con il paesaggio. Un paesaggio non di tipo tradizionale, visto in termini ottocentisti, ma un paesaggio moderno, degli anni della conquista dello spazio delle visioni aeree, in qualche
caso satellitari. La scelta quindi dei due artisti non è stata casuale, anzi ci pare abbastanza azzeccata perché la pittura, sia di Angelo Denaro che di Gilda Gubiotti, ha molta relazione con questo aspetto della natura. Nel paesaggio della Gubiotti tutto è improntato al racconto di un mondo tra il fantastico e il reale visto in particolare da una condizione quasi estraniata dal contesto rappresentato. Ella, infatti, il suo paesaggio se lo immagina viaggiando con la fantasia in una sorta di macchina spaziale oltre i confini della stessa terra, è come se chiudesse gli occhi lasciando che mani mentali lo realizzino. Gilda, come un vasaio, lo modella manualmente (l’artista infatti lavora il colore direttamente senza l’uso di pennelli o attrezzi analoghi) fino ad avere una visione appagante del suo lavoro sia in termini cromatici che prospettici. Acque rosse del lago Natron, Pianeta terra, Scogliere coralline, Eruzione (solo per citarne alcuni) sono i nuovi lavori su carta della Gubiotti che, se mai ce ne fosse bisogno, la confermano pittrice talentuosa.Di diversa natura è il paesaggio di Angelo Denaro. Abbandonata la sua validissima esperienza artistica di carattere informale, (da sottolineare la sua appartenenza al gruppo palermitano dei matecromatici assieme a Perricone, Leto, Antioco e Caruso e alle successive esperienze di “Ossido e Nikel”), da tempo ormai si dedica al paesaggio e ai suoi aspetti poco agresti. Egli, infatti, predilige porre in evidenza il degrado e l’incuria dell’uomo, la mancanza di rispetto verso un mondo che abbiamo ricevuto in prestito e, per quanto possibile, dobbiamo fare in modo di riconsegnarlo integro. La sua è una pittura che, pur risultando piacevole e apparentemente accattivante, è un affresco, una denuncia sui mali dell’uomo, sulle sue nefandezze, sulla incapacità di una gestione sana della ricchezza del suolo e del sottosuolo. Quella di Denaro è una pittura pittura, quella per capirci fatta di pennello e cavalletto, quella recuperata ed elaborata dai cassetti mentali, quella a cui non sono concessi ripensamenti. I suoi paesaggi, pur se riconoscibili o riconducibili a questa o a quell’altra realtà, sono luoghi strappati al ricordo e a come eravamo. Archeologie del passato e piste aeroportuali di decollo per i suoi fantastici viaggi mentali sono frequenti nei suoi quadri, ma anche rassicuranti vedute di Mondello, San Vito, un fantastico Continente perduto e l’inquietante immagine di un Canyon, ricordo di un suo viaggio americano.
La mostra alla Galleria d’arte Studio 71 di Palermo, rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2008 con il seguente orario: dalle 17.00 alle 20.00 festivi esclusi.
Ho visitato la mostra e sono rimasto colpito dalla tavolozza cromatica di Gilda Gubiotti. Avevo già visto dei suoi lavori a bordo della Costa Atlantica e l'artista si conferma tra le presenze piu' interessanti nel panorama artistico siciliano
Ancora non ho visitato la mostra, ma lo farò al più presto perchè sono stata ad una personale della pittrice Gubiotti che si è tenuta a Luglio a Taormina e ne sono rimasta affascinata. Complimenti a quest'artista siciliana davvero talentuosa!