Le reti di sensori wireless per la salvaguardia delle opere d’arte. Una ventina di dispositivi di piccole dimensioni e dai costi estremamente esigui sono appena stati montati a palazzo Sant’Elia per misurare la temperatura e l’umidità nelle stanze in cui è stata allestita la mostra "España 1957-2007". Il sistema è stato realizzato dal Network Research Group guidato da Giuseppe Lo Re, docente del dipartimento di Ingegneria informatica dell'Università di Palermo e permetterà di monitorare il microclima delle sale di esposizione.
Le reti di sensori sono costituite da centinaia di piccoli dispositivi autonomi, ciascuno dotato di microprocessore, memoria e radio. “Parlano” tra di loro e permettono di acquisire dati dal mondo reale. Installati negli ambienti, senza essere invasivi e senza necessità di manutenzione, permettono un monitoraggio continuo e capillare dei fenomeni osservati. Vengono utilizzati nei campi dell’agricoltura di precisione e per il recupero dei beni architettonici.
“L'installazione effettuata a Palazzo Sant'Elia – dice Giuseppe Lo Re - rappresenta soltanto uno dei molteplici campi di applicazione delle reti di sensori wireless. I musei di provenienza delle opere d'arte richiedevano un accurato monitoraggio delle condizioni climatiche delle sale di esposizione. Con la rete che abbiamo realizzato, oltre a rilevare i dati richiesti senza alcun intervento sulle strutture dello storico palazzo, abbiamo messo tali dati a disposizione dei curatori spagnoli direttamente su internet, ventiquattro ore su ventiquattro”.