Cultura & Arte • Libri

Palermo. Alla Biblioteca dei Frati Cappuccini i libri più piccoli del mondo

27 dicembre 2007 02:44
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Se vi capiterà di entrare nell’affascinante mondo dei libri in miniatura, sappiate che si tratta di vere opere d’arte dal valore inestimabile.
Il più piccolo formato conosciuto è il “Dantino”, una sorta di Divina Commedia stampata a Padova nel 1878 dai Fratelli Salmin.
E’ stato definito il più piccolo libro del mondo non tanto per le dimensioni delle pagine, che misurano 56 x 34 millimetri, quanto per i parametri di stampa.

Master mediazione familiare
Con lo stesso carattere i Salmin, nel 1897, stamparono un libro che riporta la “Lettera di Galileo a Madame Cristina di Lorena”, custodito con amorevole cura da Padre Mario Sciortino nell’antica Biblioteca dei Frati Cappuccini di Palermo.
“Questa splendida opera d’arte – ci illustra Padre Mario – è un pezzo interessante di miniatura che misura 15 x 6 millimetri, stampato con caratteri mobili chiamati “occhio di mosca”, in corpo due. Questi caratteri furono una laboriosa opera di Antonio Farina, incisore della Stamperia Reale di Torino. Il libro risulta composto da 208 pagine, ogni pagina contiene 9 righe e ciascuna di esse conta al massimo tre parole”.
Nessuno ottenne mai le piccole dimensioni dei celebri Fratelli Salmin, che nel 1902 stamparono anche il più piccolo libro dei Promessi Sposi.
Nella Biblioteca del Vaticano, invece, è custodita una Bibbia in caratteri ebraici che papa Giulio II nel 1512 rifiutò di cedere ad un gruppo di israeliti per un equivalente peso in oro: ben 160 chilogrammi.
Anche il libro dei frati Cappuccini, che si apre con un disegno che raffigura Galileo Galilei, vale davvero una fortuna.
Straordinaria è stata l’abilità di chi l’ha stampato e rilegato, progettando caratteri tanto minuscoli quanto leggibili anche senza l’ausilio della lente d’ingrandimento. Da non sottovalutare è anche la maestria dei cartai e l’uso dell’ inchiostro che hanno garantito la massima chiarezza e leggibilità delle pagine stampate.
Incredibile, infine, è la meticolosa rilegatura del libro e l’eccezionale abilità dimostrata dagli artigiani nella realizzazione della minuscola copertina ben lavorata e decorata. Il libro, custodito all’interno di un cofanetto, oggi si può ammirare nell’antica Biblioteca dove i Frati Cappuccini cominciarono a custodire antichi volumi già alla fine del Seicento.
Dovettero attendere, però, il 1752 per ottenere l’autorizzazione papale a collezionare libri il cui contenuto, ai tempi, era proibito dalla Chiesa e la cui consultazione era limitata a pochi.
Una raccolta lenta, questa, che si interruppe nel 1866 quando vennero soppressi i beni ecclesiastici e molte confraternite religiose furono spogliate da tutti i loro beni.
Solo alla fine dell’800 un frate cappuccino, utilizzando l’esigua pensione che percepiva, riprese ad acquistare volumi d’importanti scrittori ecclesiastici in greco e in latino per ridare vita alla Biblioteca. Una Biblioteca che oggi possiamo ammirare in tutta la sua bellezza, dove è possibile consultare più di 52 mila volumi, di cui più della metà antichi, concernenti opere di filosofia, di lettere, di diritto civile ed ecclesiastico, di francescanesimo, di sacre scritture e di patrologia, di dogmatica, di mistica, di ascetica, di angiografia, etc.
Anche Nino Basile, autore di “Palermo Felicissima”, donò alla Biblioteca circa settecento volumi e diecimila fogli autografi riguardanti soprattutto la storia della nostra Sicilia e della nostra città.
La Biblioteca, méta di consultazione per studenti e studiosi, è un prezioso scrigno di sapere che rappresenta per la nostra città un vero fiore all’occhiello.
La Biblioteca è aperta al pubblico da lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle ore 12:30.

Melinda Zacco
 

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