Gli scheletri dei dinosauri del Deserto di Gobi in mostra a Palermo

05 febbraio 2008
Numero lettori 1856 Leggi i commenti 1 Inserisci un tuo commento

Stephen Jay Gould, grande biologo, geologo ed evoluzionista, oltre che instancabile autore di saggi scientifici e di articoli divulgativi, ma sempre rigorosi e dal taglio spesso geniale, in un piccolo articolo di qualche anno fa (Sfruttiamo i dinosauri, in “Bravo Brontosauro. Riflessioni di storia naturale”, per i tipi di Feltrinelli, 1992) ci racconta dei motivi per cui - tra le tante specie che si sono estinte nel corso dell'evoluzione della vita sulla terra - sono proprio

Sicinform
i dinosauri a suscitare tanto consenso, interesse, attrazione indifferentemente in individui di tute le età e di tutte le provenienze culturali ed etniche, benché soltanto a pochi anni sia stato dedicato loro un attenzione che non fosse semplicemente superficiale.

Almeno, Gould ci prova, anche se – portando avanti al riguardo un pensiero essenzialmente “debole – egli affermi nel suo preambolo di “non sapere”.

 

Forse la mania per i dinosauri è intrinseca ed endemica, un fatto della vita permanente e necessario (una volta che i fossili siano stati scoperti e caratterizzati in modo appropriato); forse i dinosauri attivano un profondo archetipo junghano dell’anima; forse incarnano timori e fascinazioni primordiali, programmati nel nostro cervello come i draghi dell’Eden (S.J. Gould).

 

Prova di tale consenso è l'enorme –recente - proliferazione di testi divulgativi sulla vita dei dinosauri, sulle loro caratteristiche, sulle ipotesi che hanno portato alla loro estinzione, ma anche i numerosi romanzi che vengono ambientati all'epoca dei dinosauri, oppure che immaginano la persistenza di veri e propri “mondi perduti” in hanitat nascosti nel cuore di terre selvagge, oppure che ipotizzano un mondo alternativo in cui i dinosauri non si sono estinti, per finire con le ipotesi affascinanti e "catastrofiche" di una possibile reviviscenza della specie estinte, sviluppate da Michael Crichton nei tre romanzi della serie "Jurassic park" (che hanno visto tutti una rivisitazione cinematografica).

Per non parlare della strabordante produzione di film, documentari, cartoni animati, in cui il tema dei dinosauri è dominante oppure viene utilizzato in "contaminazione" con altri generi (si veda per esempio il film “King Kong” nell'edizione originale in muto, ma anche nell'ultimo rifacimento da parte di Jackson, lo stesso regista dello spettacolare trilogia de "Il signore degli anelli" (con un’attenzione minuziosa alla prima sceneggiatura).

 

Il fatto paradossale è che, pur essendo i dinosauri non solo degli animali estinti, ma anche - a ben vedere - degli esseri enormi, orridi e primigeni, non certamente rassicuranti, attraggono fortemente i bambini di una certa fascia d’età (a prescindere dalla antropomorfizzazione che subiscono nei cartoni umani e nei film d’animazione) Inducendoli sovente ad esprimere simpatia ed interessamento nei loro confronti e a dolersi della loro scomparsa: il mercato dei giochi per l'infanzia, interpretando magistralmente questa propensione, ha fornito nel corso degli ultimi, una ricca gadgetistica articolata per fascia d'età, dai dinosauri di peluche, ai loro modelli di plastica grezzi e semplici per i più piccini, a quelli per collezionismo più elaborati e veritieri nei minimi dettagli, ai libri animati. Affini ai dinosauri, peraltro, ma su di un versante del tutto fantastico, sono i draghi della mitologia e del genere fantasy che - analogamente, benché con un più forte radicamento nell'elaborazione fantastica -suscitano l'interesse dei piccini (e a volte anche dei grandi, con il fenomeno di una ricca offerta di mercato, simile a quello riguardanti i dinosauri).

 

Questo interesse per i dinosauri, inoltre, tende mantenersi nel tempo, subendo tutt'al più piccole - non significative - oscillazioni. Ci sono sempre nuove generazioni di piccini che ne subiscono il fascino che, a loro volta, divenuti adulti trasmetteranno ai propri figli la curiosità nei confronti degli enormi animali vissuti nel giurassico.

 

Le sale dei dinosauri del National Museum of Natural History di New York destano grandissima meraviglia nei visitatori: è difficile rimanere immune dal fascino degli enormi scheletri perfettamente ricostruiti che, incombenti, danno loro il senso della propria fragilità e piccolezza.

 

Per questi motivi, ha riscosso molto successo, una mostra itinerante allestita a Palermo presso la Fiera del Mediterraneo, che sarà visitabile sino agli inizi di Marzo. La mostra, titolata "Dinosauri" viene qualificata come con una certa enfasi con il sottotitolo "La più importante mostra di scheletri fossili preistorici autentici". E' difficile confermare che un'affermazione-slogan rispondente ad esigenze pubblicitarie sia del tutto rispondente al vero, ma si può accettare un certo fraseggiare da imbonitore nel presenterà una mostra che è certamente di “meraviglie”: quel che è certo è che la mostra - pur piccola - è ben messa e sicuramente interessante, con molti dei fossili e degli scheletri esposti autentici (e soltanto una certa percentuale dei reperti in forma di riproduzioni, in verità segnalati). Si alternano, nelle sale espositive, ricostruzioni di interi scheletri di dinosauri, insiemi soltanto parziali (degli arti oppure delle ossa gigantesche isolate) e bacheche contenenti uova fossili e scheletri di piccole proprorzioni. Il percorso, guidato da pannelli didascalici molto chiari ed esaustivi, si presta molto alle visite da parte delle scolaresche, anche perché al termine del percorso "didattico" una grande sala lasciata vuota e arredata con bassi tavoli attrezzati con fogli di carta da disegno e matite colorate, consente ai più piccini di rappresentare graficamente ciò che della mostra ha colpito maggiormente la loro fantasia.

 

L'interesse scientifico della mostra è che mette in evidenza reperti fossili provenienti in massima parte dagli scavi compiuti nel Deserto di Gobi che, ubicato all'estremità sud-occientale della Mongolia e considerato attualmente una delle zone più inospitali del pianeta, è tuttavia una delle aree più ricche di fossili, poiché - in un’epoca geologica compresa tra 130 e 65 milioni di anni fa - era una regione ricca di vita e di vegetazione, percorsa - com’era - da grandi fiumi e punteggiata di grandi laghi e di terreni lacustri. La zona del Deserto di Gobi si può considerare uno dei "mondi perduti" del periodo cretaceo che fu quello in cui i dinosauri raggiunsero il loro culmine evolutivo prima di estinguersi: dei sette gruppi sistematici in cui sono stati classificati i dinosauri, ben cinque sono rappresentati tra i fossili del Gobi.

Non è solo la varietà di specie ritrovate a rendere interessante il deserto di Gobi, ma anche la ricchezza di materiali fossili rinvenuti nel corso delle campagne di scavo che illustrano le diverse fasi della vita dei dinosauri, come le uova non ancora dischiuse e i resti dei piccoli appena usciti da esse. Infine, una caratteristica dei fossili del Gobi è la loro completezza; cioè il fatto che vi sono stati rinvenuti scheletri composti da centinaia di ossa e rimasti intatti, perché inclusi nel fango delle paludi dove trovarono la morte e che, successivamente, si trasformò in un conglomerato roccioso.

 

Tra le diverse specie presentate nella mostra si possono ricordare gli scheletri del Tarbosaurus, dell'Anserimimus e del Gallimimus (entrambe queste due ultime collegabili agli struzzi), alcuni piccoli esemplari di Protoceratops e dello Psittacosaurus, quest'ultimo conosciuto come il più piccolo dinosauro erbivoro e fornito di un becco simile a quello del pappagallo. Fortemente inquietante appare un baio di enormi "braccia", lunghe tre metri e dotate di enormi artigli affilati: si tratta degli arti superiori del Deinocheirus ("dalle mani terribili"), l'unica parte conosciuta di questo dinosauro di cui non è stato rinvenuto - contrariamente agli altri - alcuno scheletro intero, anche se le dimensione di questi arti farebbero pensare ad un essere di enormi proporzioni.

 

Maurizio Crispi

Segnala ad un amico
Anonimo 01 giugno 2008   19:43

estuvieron en chile la mostra de los dinosauri del gobi,el regreso de los verdaderos dinosauri del 7 de junio al 23 de septiembre ,una gran mostra

Ricevi il Giornale

Inserisci il tuo indirizzo email e riceverai il quotidiano online gratuitamente

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti
Google
Altre notizie