La crisi della democrazia

31 gennaio 2008
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Si ripropone  oggi quello che era avvenuto nelle Polis greche,dove solo i cittadini originari godevano dei diritti politici,o nel tardo impero romano dove un editto condannò le classi sociali ad una sostanziale immodificabilità

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della condizione di nascita al mestiere di appartenenza.

Ricordiamoci  che queste furono le condizione che precedettero l’indebolimento della democrazia ad Atene e il crollo rovinoso dell’impero romano .

“La crisi della democrazia”, pubblicato in Italia con la prefazione di Gianni Agnelli.
 denunciava una debolezza strutturale delle democrazie uscite dagli anni sessanta  con la conseguente  debolezza degli esecutivi, perdita di credibilità e di autorità.

“Probabilmente dovremo avere dei governi molto forti, che siano in grado di far rispettare i piani cui avranno contribuito altre forze oltre a quelle rappresentate in parlamento; probabilmente il potere si sposterà dalle forze politiche tradizionali a quelle che gestiranno la macchina economica; probabilmente i regimi tecnocratici di domani ridurranno lo spazio delle libertà personali”.

Era l’annuncio di una spallata al sistema di governo democratico seguendo le tappe  di un cammino programmato molto tempo prima .

Il metodo importa il superamento delle ideologie e del sistema democratico dell’alternanza .

I meccanismi tradizionali dell’assetto democratico repubblicano sono in rapida dissoluzione e sono l’anticamera di  una forma di governo che maschera una dittatura nelle forme apparenti di una democrazia partecipativa.

Scriveva negli anni sessanta un docente universitario america­no, Kenneth Bouldin: “Si può perfettamente concepire un mondo dominato da una dittatura invisibile nel quale tuttavia siano state mantenute le forme esteriori del governo democratico.

In questa logica va inquadrata la  spinta per la creazione di un partito unico mondiale ,un’ oligarchia trasversale che riunisca in una unica organizzazione politica  ex appartenenti a partiti di ispirazione ideologica diversa e che vengono accomunati dalla gestione del potere,dove  una schiacciante maggioranza che spazia disinvoltamente da Destra a Sinistra governa un  popolo sempre più  povero e smarrito  .

Sigismondo Panvini

Fonte: Sigismondo Panvini
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