Giovanni Epifanio e l’hobby della pittura

di Francesco M. Scorsone
28 gennaio 2008
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Mi chiedo spesso per quale alchimia una persona “normale”, che fa un mestiere normale e che apparentemente non ha nulla a che fare con la pittura, se non per l’impiego nel suo mestiere di alcuni colori, decida per passatempo di dipingere proponendo poi al pubblico il frutto della sua passione. Un hobby è tale se non ha implicazione di carattere commerciale e soprattutto se è gelosamente custodito fra le cose personali. Diversamente, sembra che Giovanni Epifanio abbia in maniera molto generica fatto stampare un discutibile depliant nel quale si commenta, e si fa commentare, per meglio chiarire la sua posizione di “artista”.

 

Fatto fagotto ha deciso di esporre la sua produzione pittorica nello spazio comunale di Villa Niscemi messogli a disposizione dal Comune di Palermo. Fin qui tutto è abbastanza normale salvo la pretesa di vedere riconosciuti i suoi lavori come il frutto di non so quale creatività. Molto spesso si tratta di paesaggi di quella Palermo disarcionata dalla fierezza del suo destriero che non ci sta più ad essere cavalcato da fanti e fantasmi. Esso ha la necessità di sapere che chi lo cavalca ha la mano ferma e la spada affilata pronta a colpire.

Al Poggetto

 

Abbiamo voluto vedere la mostra e leggere ciò che Maria Grazia Cusumano ha scritto: “(…) Giovanni Epifanio attraverso il suo personalissimo linguaggio pittorico è un testimone veridico e attendibile della realtà odierna che gli consente di lanciare un messaggio di sano ottimismo ai giovani disincantati e plagiati da “onnipotenti mass-media” (…)”. Ritengo che sia quanto mai azzardato fare un’affermazione di questo tipo per una serie di ragioni: 1° non mi pare che nei quadri di Epifanio ci sia un qualche messaggio e in ogni caso non certo di sano ottimismo; 2° i giovani non sono né disincantati né tanto meno plagiati, loro sanno molto meglio di noi, che giovani non siamo più, cosa vogliono e dove lo devono cercare; 3° i mass-media fanno il loro lavoro, starà poi ai giovani, alla loro intelligenza e a quella dei loro genitori, fare il discernimento necessario per capire che cosa è spazzatura e cosa è elemento da metabolizzare per la propria crescita culturale. Ritengo comunque che per dipingere bene, al di la delle varie considerazioni che si vogliono fare su che cosa è arte e cosa non lo è, basterebbe partire da un dato: il disegno, e non mi pare che in questo caso ci siano i presupposti. A parlar d’arte ci penseranno i posteri. La mostra si concluderà il 31.01.2008 Galleria di Villa Niscemi Palermo.

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