Su la7 fanno Il giardino dei Finzi Contini, un film meraviglioso. Lessi il libro di Bassani al liceo. Ed è proprio questo ricordo il mio punto di partenza.
Non scrivo nulla sui fatti, perché sarebbe, se non inutile, ripetitivo. Per fortuna per me queste cose sono talmente scontate che non ho bisogno di tirare fuori discorsi retorici per condannare il crimine più atroce della storia, se rapportato alla sensibilità degli uomini del '900, rispetto ai massacri degli Unni o dei Lanzichenecchi, per citare due esempi tra i mille di cui sono a conoscenza.
Quello che invece voglio dire è che è inaccettabile che studenti universitari come quelli della Sapienza intervistati poc'anzi sulla rai, non sappiano nulla della Shoah (d’accordo, magari non conosci la parola, ma...!). E' inaccettabile che ci scanniamo sulla politicizzazione massiccia dei testi di storia, e non riconosciamo, da destra e da sinistra, che ci vuole una condanna forte unanime e, quello che più manca, un'esaltazione e un ricordo da trasmettere (direi stampare) nelle memorie e nelle anime dei ragazzi, di quei pochi virtuosi che sono morti opponendosi al Mostro, perché il "Sonno della ragione genera mostri", appunto. Questi eroi per lungo tempo dimenticati ci ricordano che è possibile opporsi. Che si può, come mi disse una volta qualcuno che molto apprezzai, costruire e portare avanti, divulgare un "pensiero della differenza", davanti a una massa cieca e bruta che sembra investita dalla pazzia.
E un'altra parola di condanna spendo, un altro strale di fiamma parte dalla mia bocca che si storce, verso i negazionisti. Premetto che tento di comprendere come ognuno, quando parla, in special modo un presidente di un paese arabo, abbia le sue motivazioni. Ma ritengo anche che la criminalità di questi fatti superi qualunque ragione. Quindi, per quando io possa "sentire" il dolore dei palestinesi (generalizzo), i palestinesi non dimentichino e soprattutto non nascondano o neghino il dolore che hanno vissuto gli ebrei.
E nessun altro deve o può farlo, sia egli uno stupido neonazista adolescente che non sa nemmeno "di che sangue grondino" gli idoli che esalta, da brava pecora, o un politico ignorante o, ancor peggio, un professore dannoso, che magari condanna Hitler ma esalta Stalin (l'ho passato sulla mia pelle e ho lottato, impotente, per tentare di affermare le mie idee, convinta che ogni dittatura o lager, di qualunque colore, siano un Male).
Consapevolezza, dunque. E' la parola chiave.
La mia preghiera di oggi, oltre a chiedere la Luce per tutte quelle anime innocenti, è la speranza per noi vivi che non si perda mai di vista il valore della democrazia, dell’uguaglianza e della libertà; che la scuola, se non lo fa la famiglia, sia lo strumento di crescita morale e di risveglio delle coscienze dei giovani, per essere, molto più che un semplice contenitore di nozioni, la guida delle nuove generazioni alla trasmissione di questi valori.
Perchè laddove non c'è lo Stato, con tutte le sue carenze, ci sia almeno l’"esercito di maestri" auspicato da Sciascia per combattere la mafia nelle coscienze, che ci redima e ci renda migliori, con l'arma più potente, quella che solo ama, fa crescere e non ferisce: la cultura.
Benedetta Bonanno