Libri, l'ultima fatica di Claudio Alessandri
Reminiscenze di un delitto ne Il giorno del sole nero

02 luglio 2009 19:20
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Da qualche giorno la casa editrice “Nuova Ipsa” di Palermo ha licenziato l’ultima fatica letteraria dello scrittore Claudio Alessandri. Il libro è stato inserito nella serie “Mistery” per il contenuto che, dall’apparente andamento del tradizionale “giallo”, invade il campo di un mondo, tutto sommato non troppo distante nel tempo, che sembra scaturire da una Sicilia ancora pervasa da un’atmosfera gravata da arretratezza, povertà morale e silenzi dettati dalla paura di una mafia delle campagne al servizio dei ricchi possidenti.

 

Il giorno del sole nero prende spunto da una tenebrosa e triste vicenda realmente accaduta negli anni ’50 in un piccolo paese non lontano da Palermo. Quando ciò accadde l’autore era ancora giovanissimo. Da allora è trascorso molto tempo, eppure il suo ricordo è vivido, anche se quando il paesino venne sconvolto da un efferato delitto, mai accaduto prima né dopo, l’autore lo visse come un diversivo alla noia imperante in quel piccolo centro agricolo che si animava solo nei mesi estivi con il sopraggiungere dei villeggianti dalla città.

Master mediazione familiare

 

Claudio Alessandri era un bambino e come tale assistette a tutta la vicenda da “spettatore”, non venne coinvolto dal generale cordoglio, registrava tutto nella sua mente e adesso, nella maturità, quel tremendo episodio riaffiora limpido nella sua crudezza come fosse accaduto ieri, sedimentato nel profondo della memoria, torna in superficie, “assumma” come usano dire i vecchi pescatori, ritirando le reti colme di quelle verità che un fanciullo non poteva, né doveva comprendere.

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Anonimo 23 settembre 2009   12:21
L'utente ha risposto al commento anonimo del 23 settembre 2009. Visualizza »

Sulla stesura piacevole e fluida dell'autore, ci si immerge in una cultura lontana eppure ancora esistente in alcuni contesti dell'Isola. Ottima l'introspezione dei personaggi, incisiva la comunicazione e l'empatia col lettore. Da leggere d'un fiato e, immergendosi, cogliere il piacere di questa lettura.

Non é mia abitudine commentare il parere di coloro che esprimono un giudizio su un mio libro, lo farò questa volta e molto volentieri, ovviamente per il giudizio lusinghiero espresso, ma in particolar modo perché lei ha compreso appieno il mio tentativo di sondare chirurgicamente nell'animo di povera gente sottoposta a qualsiasi violenza, violenza che purtroppo viene esercitata ancora ai nostri giorni e non solo in Italia, ma purtroppo in tutto il mondo. La ringrazio ancora una volta per le sue parole dalle quali desumo provenire da "qualcuno del mestiere", comunque da un animo dotato di grande sensibilità. Sperando di rileggerla le invio i miei più cordiali saluti.

Claudio Alessandri

Anonimo 22 settembre 2009   15:01

Sulla stesura piacevole e fluida dell'autore, ci si immerge in una cultura lontana eppure ancora esistente in alcuni contesti dell'Isola. Ottima l'introspezione dei personaggi, incisiva la comunicazione e l'empatia col lettore. Da leggere d'un fiato e, immergendosi, cogliere il piacere di questa lettura.

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