Un giullare contro la mafia. Nessun altro sottotitolo poteva essere più azzeccato di quello scelto da Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso per firmare il loro nuovo libro a fumetti che racconta la storia di Peppino Impastato, l’eroe antimafia di Cinisi. In questa semplice frase è possibile ritrovare la caratteristica principale del personaggio Impastato che ha saputo contrastare, attraverso le armi dell’ironia e della satira, un potere apparentemente insormontabile come quello mafioso.
Rizzo e Bonaccorso, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore del libro, hanno presentato ieri pomeriggio a Palermo la loro ultima fatica letteraria. E quale migliore occasione per ricordare Impastato se non la vigilia del trentunesimo anniversario della sua morte. Edito da Beccogiallo, il volume narra i momenti fondamentali che hanno scandito la vita di Impastato e che lo hanno portato alla morte. Il tutto tramite il linguaggio altamente fruibile e accessibile del fumetto. E questo è uno dei punti di forza dell’opera così come spiega Lelio Bonaccorso: “Lo scopo di questo libro è proprio quello di fare arrivare a più gente possibile la storia e il messaggio di Peppino, permettendo anche a chi non ha mai letto qualcosa su di lui di accostarsi alla sua storia e recepirne gli insegnamenti”. Concetto ulteriormente ampliato da Marco Rizzo che sottolinea “l’importanza del fumetto come mezzo d’informazione alternativo che, come tale, è già percepito in molti altri paesi”.
Nelle centoventuno pagine del libro troviamo così le trasmissioni satiriche su “Mafiopoli”, nelle quali Peppino colpiva, con l’arma dello sberleffo, alcune delle più importanti personalità mafiose di Cinisi; troviamo il rapporto di complicità tra Peppino e il fratello Giovanni e quello conflittuale con il padre, quest’ultimo a sua volta esponente mafioso. Un’”onda pazza” che sbatte sulla scogliera delle radicate abitudini omertose di un paese e ne erode a poco a poco le coscienze, risvegliando i sentimenti di giustizia e legalità da troppo tempo assopiti.
“C’è ancora posto nella nostra società – spiega Rizzo – per persone come Impastato. Basta pensare a Saviano, o a tutti coloro che tramite il mondo di internet fanno sentire la loro voce. Lo spazio c’è, esiste, e sta anche a noi come società concederlo senza nasconderci dietro il muro dell’omertà. Fortunatamente basta vedere il corteo che da si svolge ogni anno a Cinisi per tenerne viva la memoria. L’anno scorso vi erano diecimila persone da tutta Italia e questo conferma come il suo sacrificio non sia stato inutile e la sua presenza sia stata fondamentale”.
“La figura di Peppino è unica – aggiunge Bonaccorso -. La sua cultura che spaziava a tutto campo affascinava la gente che lo ascoltava e nonostante ciò ha continuato a non sentirsi un leader, anche dopo la sua candidatura alle elezioni. Attualmente io non vedo qualcuno come lui ma il suo sacrificio ha avuto l’effetto opposto a quello sperato dai mafiosi, e oggi la sua storia ha travalicato i confini siciliani e rimane da esempio per tutti nel nostro Paese”.
Il libro, oltre alla storia a fumetti, propone anche diversi approfondimenti che, tramite interviste e dietro le quinte, aiutano a conoscere ancora di più la vita, la personalità e le opere di Impastato. Perché la sua figura possa continuare a essere da esempio per tutti coloro che lottano per una Sicilia e un’Italia finalmente libere dal giogo della criminalità organizzata.