Libriamo
Libriamo

... Welcome to Palermo, Sir!!

18 aprile 2009 13:21
Leggi i commenti 64   Inserisci un tuo commento
Condividi

Mancavano una manciata di minuti alle ore 10.00 di quel tremendo venerdì 2 giugno del '44. Il sole era alto e, sotto i miei piedi nudi, l'asfalto manifestava, già, il suo arrogante calore. Io ero lì, e non per caso, mi ero recato alla "Taverna del Tiro", grande spiazzo sterrato adibito ad autoparco relativo alla VI Divisione

Fanteria U.S.A. in forza a Romagnolo. Un sobborgo, questo, di tremila anime, situato a Nord-Est del capoluogo siciliano. Ero andato a consegnare una divisa, sulla quale erano state apportate determinate modifiche. Questa uniforme, - guarnita di Alamari, Medaglie e Croce di guerra al valor militare - faceva parte al corredo dell'Ufficiale più alto in grado: il Colonnello George R. Pitcairn.

Feci in modo di prendere dei contatti con il mio "amico" sergente maggiore Vincent Rizzuto, al quale consegnai il prezioso fagotto ancora caldo dal ferro da stiro. Oggi lo definiremmo, senza alcun dubbio, un eccellente lavoro sartoriale eseguito da mia madre.

Pochi minuti dopo fu di ritorno con una banconota fra le dita, dicendo: «keep the change!!» Seguì, come di rito, un'affrettata carezza sui miei capelli arruffati, resi verosimilmente biondi dalla salsedine.

Ma prima d'allontanarmi misi a sicuro quel biglietto verde in una tasca interna dei pantaloni, e continuai a bighellonare in giro per alcuni minuti. Quando fiutai nell'aria d'essere cercato con lo sguardo. Seguì il solito gesto che m'invitava ad avvicinarmi. Gli corsi incontro.

Avevo nove anni, e ribattezzato con il nick name little Johnny, ero divenuto la mascotte di quella caserma. Mi accostai a Vincent, e lo sentii parlottare affrettatamente con un suo commilitone: il caporale maggiore Jimmy Soldano. Entrambi proni sul cofano motore di una grossa "Jeep", studiavano una carta topografica della città, in cerca di una località da raggiungere, nota con il nome: "Settecannoli". Ma il percorso tracciato con il dito mignolo, era contestabilmente lungo. Occorreva portarsi fino a Sant'Erasmo, oltre il ponte dell'Oreto, quindi, risalire per la Via Tirassegno, e riprendere la strada parallela alla Via Messina Marine, cioè il Corso dei Mille all’altezza del pastificio Virga. (per coloro i quali conoscono Palermo) Fu lì, che il sergente maggiore mi chiese:

«Do you know any short cut, Johnny!» risposi loro, che percorrendo la Via Salvatore Cappello, stradina in terrabattuta che, a tuttoggi, costeggia l'antica chiesa San Giovanni dei Lebbrosi, a meno di un chilometro sarebbero stati in zona Settecannoli.

Il doversi recare d'urgenza in quel luogo, mi spiegò uno dei due, sarebbe stato utile a rifornire di carburante uno dei due grossi automezzi con a bordo 40 uomini che, provenienti d'Agrigento e diretti a Trapani, era rimasto inspiegabilmente in panne. Accettato il mio suggerimento, in meno che si descriva, la grassa Jeep venne caricata con dei fusti contenenti del carburante per quei due Dodge canadesi, provvisti di motori con carburazione a benzina. Fui invitato a montare su di un terzo del sedile posteriore della Jeep, reso più alto da alcune taniche. Non esitai un solo istante a saltarci dentro e prendere posto. Non era la prima volta, d'altronde, e non sarebbe stata l'ultima.

Il passaggio a livello che delimitava quell'area militare era aperto, poiché guasto, e un treno merci proveniente da Corleone carico di cereali e ovini, stava eseguendo lentamente lo scambio binari, ai fini di deporre le sue merci nei dovuti silos e ovili, siti nella non lontana stazione. Il caporale Soldano si era messo alla guida dell'automezzo, quando decise di dare gas al motore della sua Jeep, ed evitare l'attesa della manovra successiva che il ferroviere guardingo, e con il busto fuori dalla sua cabina, stava per effettuare.

A quel punto il pericolo divenne tangibile, e non seppi resistere di urlargli: Don't do it!!...”  A tuttoggi non riesco a rendermi conto cosa esattamente accadde, mi trovai sbalzato fuori dalla jeep, dolorante con il culo per terra.

E a distanza di una decina di metri, inerte e con gli occhi sgranati, stetti ad osservare cosa stava per accadere. Il robusto paraurti della locomotiva, agganciò la parte sinistra in basso della Jeep, facendole effettuare un testa-coda, e nel contempo schiacciò la tanica fissata alla Jeep, la quale detonò.

Tutto divenne fulmineo. Le fiamme si propagarono sugli altri 16 serbatoi, e accadde ciò che non avrei mai previsto. Ad alimentare maggiormente quell'inferno contribuì con certezza il carbone fossile stivato in basso al locomotore.

Quando giunsero i Vigili del Fuoco, null'altro poterono fare che spegnere le ultime fiamme e spalare mucchi di ceneri fumanti. Ma da quelle ceneri ridotte in fanghiglia nulla, ad eccezione di due carcasse di orologi da polso, emerse che potesse accertare la presenza di resti umani. Terrorizzato mi nascosi fra la folla, e da lì – senza aver versato una lacrima – feci ritorno a casa.

                                                                  

                                                                  * * *

Era trascorso oltre un ventennio, da quel fattaccio. Ottenni un impiego presso l'AVIS Rent-a-Car. Durante il periodo della bassa stagione turistica, prestavo servizio in aeroporto, addetto alla consegna, al ritiro e chiusura dei conteggi delle auto date in noleggio. Indossavo la mia divisa: pantaloni blu, giacca rossa e la patacca all'occhiello con il logo dell'azienda americana: WE TRY HARDER. Durante quei mesi, aprile-settembre, considerati alta stagione, venivo destinato ad altro servizio: alla guida di pullman gran turismo con 54 posti, o di lussuose autovetture, accompagnavo dei gruppi, o singoli turisti, quasi sempre stranieri, in giro per la Sicilia e il Continente.

Era metà settembre del 1965. Il clima era ideale con temperatura gradevole; e lungo le strade statali di tutta la Regione il profumo dei gerani, delle ginestre, e degli oleandri in fiore, dava diletto al turista amante della storia e delle antichità del nostro paese. Quando Mr. Joe Arcidiacono, direttore della nota azienda, convocatomi nel suo ufficio mi affidò una copia di anziani turisti di nazionalità americana, dicendo:

«Mettiti a disposizione di questa coppia VIP, lui è un Generale in pensione, dicono che sia molto esigente, prendi la nuova Mercedes con aria condizionata, chilometraggio illimitato, tempo illimitato. E' la Richichi Travel Bureau, che fa esplicita richiesta di te. Fammi fare bella figura.»

Il foglio di servizio, firmato Vincenzo La Mattina, recitava: Full credit to Mrs. and Mr. George Richard Pitcairn, seguiva il nome dell'aeroporto, la data del loro arrivo e il numero di volo AZ proveniente da Roma. Il pomeriggio del giorno successivo, alle ore 18.00, diedi loro il "welcome to Palermo". Pochi minuti dopo fu lo stesso Mr. Pitcairn ad aprire lo sportello dell'auto alla propria moglie, facendola accomodare in quell'abitacolo che odorava di nuovo. Mi ero presentato, ma ebbi il sentore che sapessero, già, il mio nome e cognome, e non appena ci fummo mossi, mi venne posta una inusuale domanda:

«Qual è quella cittadina che si scorge dall'alto, a stretto contatto con la pista di atterraggio?» risposi che si trattava di due cittadine separate dalla Strada Statale 113, distinte con i nomi Cìnisi e Terrasini.

«Oh!!!!!» esclamò lui, «I remember those little agricolture villages  Ebbi tutta l'impressione che il dialogo stesse per avere un seguito, e mentre Mrs. Pitcairn accendeva la sua seconda sigaretta, gli chiesi se avesse già messo piedi in Sicilia.

«Yea, sure!!! I have been in Sicily quite a few timesrispose lui con marcato accento del Mead West. E proseguì asserendo che, durante l'occupazione delle truppe alleate, era stato un triennio in Sicilia, a capo della VI armata con i gradi di Colonnello, con dislocamento a Palermo, in zona "Romagh-nolo". Un brivido gelido, sottile, come quello di vederti una scala reale all'Asso di cuori servita di mano, mi pervase il corpo rendendo la mia spina dorsale pressoché paralizzata. Ma presto mi riebbi acchiappando la realtà con entrambe le mani, chiedendogli se ricordava quella collisione fra un treno merci e la Jeep americana con due uomini a bordo. Udii un silenzio religioso che durò un'eternità, che diede adito a pensare che mi ero un po' troppo sbilanciato. Quando parlò la signora, dicendo:

«John is talking to you, George!!»

Aprì ancora una volta bocca e con tono mesto vennero fuori due nomi:

«Vincent "Rissuro" and Jimmy "Soldeno". Poor guys!!»

Fu la signora, ancora una volta, a parlare, sollevando la domanda:

«How do you know that, John!?» Diedi chiarimenti, asserendo che proprio quel dì ero presente in loco per consegnare la divisa al Colonnello. Lui scosse il capo ed annuì. Frattanto eravamo giunti al Grand Hotel Villa Igiea, laddove la coppia era stata prenotata, Il giorno successivo volle recarsi sul luogo dell'incidente. Esisteva poco in verità, la strada ferrata era stata divelta. Il tempo e l'incuria avevano fatto il resto per rendere l'ambiente pressoché irriconoscibile, ma sulla parete alle sue spalle si leggeva a malapena la dicitura "Military zone no trespassing". Lui, dando uno sguardo indagatore al fatiscente Palazzo Fileccia, focalizzò il punto esatto e parlò dello spiccato senso del dovere dei due graduati. Non c'era nulla da eccepire circa i riflessi del caporale Soldano, la tempistica era il suo forte, ed era il più bravo stuntman dell'Esercito Statunitense, istruttore di mezzi pesanti, e mai fatalista, aggiunse con un certo orgoglio. L'errore era d'attribuirsi ad una strana coincidenza: nel momento in cui il caporale pigiò fortemente sull'acceleratore, per fare guizzare l'auto, le due ruote anteriori, dotate di trazione, si trovarono sulla coppia dei binari di scambio, ed avvenne lo slittamento dei pneumatici, così la Jeep rimase inchiodata su se stessa. L'impatto fu minimo, come si rilevò dalle lamiere, ma sufficiente da comprimere il serbatoio, in dotazione all'auto, perennemente pieno.

La scientifica deliberò che l'esplosione era stata causata dalla fuoriuscita di un frammento di carbone ardente caduto dalla vaporiera. Si vociferò, anche, che a bordo della Jeep vi fosse un ragazzetto di circa 9 anni, ma nessuno potè confermarlo, e nessuna famiglia ne fece richiesta. Rimase un mistero ancora irrisolto!! Allora mi accostai maggiormente a loro e, in tono minore, confermai la tesi dell'uomo, dando l’avallo che le due ruote anteriori avevano causato molto fumo e un forte stridore. Mi ascoltarono inebetiti, interrogandosi a vicenda con lo sguardo. Il mio stato emotivo divenne talmente elevato che ebbi la sensazione di trovarmi una seconda volta in quell'inferno. Infine trovai la forza d'animo di dire: "il ragazzetto chiamato little Johnny, che voi credeste arso vivo, è qui a discutere con Voi".

«For heavens' sake!!...» esclamò l'anziana donna con entrambe le mani sulla bocca.

«Oh my God!!...» aggiunse lui, provando a spingere dentro i suoi lucciconi. Quando posto il suo braccio destro sulla mia spalla, mi strinse fortemente a sé. Intensamente scossi e ammutoliti lasciammo quel luogo.

                                                                  * * * 

Di anni ne trascorsero tanti altri, ed ebbi modo d'incontrarlo un paio di volte a Roma.

Nel 1978, facevo parte allo Staff dell'E.N.I.T. e fui inviato a Chicago per lavoro, durante un lungo weekend trascorso a Cleveland, (Ohio) in prossimità delle Cascate del Niagara, Kelly ed io, maturammo l'idea di fare una capatina a Cincinnati, antica residenza dei Pitcairn. Raggiunto l'esatto indirizzo, bussai al portone di quella grande casa, che per stile - ma in misure ridotte - dava una vaga idea del museo parigino "Le Louvre". Fu il figlio, l'Avvocato George R. Pitcairn Junior, ad aprirci la porta. Ci attendeva poiché l'avevo chiamato al telefono il giorno precedente.

Fu molto accogliente. Stringendoci la mano mi avvidi quanto caloroso era stato il benvenuto datoci. Ci fece accomodare in un vasto salone e ciarlammo per un po'. Mi avvidi che sapeva tutto di me. Nondimeno mi promise che, quanto prima, si sarebbe recato presso la cineteca di Stato in cerca  del cortometraggio che immortalava quei tragici momenti.

Indi mi diede l'amara conferma, che George Richard - omettendo il cognome e i vari titoli accademici e militari - era scomparso 8 giorni prima della mia visita, e non era il caso, precisò, che m'incontrassi con la vedova Pitcairn, poiché affetta dal morbo di Alzheimer non mi avrebbe riconosciuto. Pochi minuti dopo ci accomiatammo. Mi risedetti al posto di guida e, non mi vergogno a dirlo, 35 anni dopo, irruppi in un pianto dignitoso.

Circa un anno dopo, ricevetti una lettera con affrancatura assicurata, tramite la quale venivo informato che l'erede Pitcairn aveva preso visione di quel breve documentario. Tutto era tangibile, descriveva, il rogo in piena evoluzione, il sopraggiungere dei V.V.F., l'addensarsi della folla incuriosita, arginata dalle forze dell'ordine americane e italiane, la rimozione di mucchi di ceneri  melmose, ma sullo sfondo sfocato nemmeno l'ombra di un ragazzetto di 9 anni che indossasse dei calzoni corti. La lettera racchiudeva, inoltre, un assegno bancario non trasferibile di un certo "spessore", con le seguenti parole d'accompagno: "Mio caro amico, grazie per l'eccellente lavoro apportato al perfezionamento delle mie uniformi. Fare questo gesto era un mio recondito desiderio, ma purtroppo non ho fatto in tempo ad estinguere il debito"". All the best!!.

La lettera, invece, recava la firma di: George R. Pitcairn junior. Attorney Lawyer.

 

                                                                      * * *

Questa cronistoria – non poco stringata – erompe da un sinistro realmente accaduto, romanzato forse al 10%. E alla salvaguardia della privacy di quella famiglia, ho preferito fare impiego di cognomi fittizi.

Cordialità,

 

         Gianni D’Amico

                                                                                                 

 

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 10 maggio 2010   17:38

GRANDE SOR GIANNI E' UNA STORIA FANTASTICA,L HAI DESCRITTO TAMLMENTE BENE CHE MI SONO IMMEDESIMATO NELLA PARTE!!!! IO ERO QUELLO CHE GLI SISTEMAVA ER CUSCINO LA SERA PRIMA DI CORICARCI,IL SUO COMPAGNO DI TELEVISIONE(MEZZA CUFFIETTA PER UNO) SPERO SI RIPRENDA ALLA GRANDE!!!! BUONAFORTUNA.

giannidamico 13 febbraio 2010   13:28
L'utente ha risposto al commento di giannidamico del 13 febbraio 2010. Visualizza »

Caro Gianni.

Ho letto il tuo racconto mi è molto piaciuto. Ma ti è successo realmente tutto questo? Devo dire molto bello mi intriga ho letto anche il commento di Rachele. In ogni caso ho ritrovato interessante il fatto di riconoscere anche i luoghi l'ho sentito molto perchè è raro trovare dei racconti che parlano del luogo in cui vivo da circa una vita!! :)

Mi hai emozionato, grande Gianni!!!!!!!!!!!!!!!!

Sabrina Di Blasi

Grazie Sabrina. T'invito a leggere il secondo, "Fuggirono lasciandolo accostato." Avrai modo di entrare nella mia vita.

A presto. gianni.

giannidamico 16 gennaio 2010   18:22

Caro Gianni.

Ho letto il tuo racconto mi è molto piaciuto. Ma ti è successo realmente tutto questo? Devo dire molto bello mi intriga ho letto anche il commento di Rachele. In ogni caso ho ritrovato interessante il fatto di riconoscere anche i luoghi l'ho sentito molto perchè è raro trovare dei racconti che parlano del luogo in cui vivo da circa una vita!! :)

Mi hai emozionato, grande Gianni!!!!!!!!!!!!!!!!

Sabrina Di Blasi

giannidamico 28 dicembre 2009   09:41

Copia/incolla da FB.

Caro Gianni, ho letto il tuo "welcome to Palermo" e l'ho trovato ottimamente scritto e perfetto nella dimensione, e da questo testo nasce il fatto che per me sei un maestro dello scrivere breve.

Dario Arkel.

 

 

Anonimo 13 dicembre 2009   16:59
L'utente ha risposto al commento anonimo del 13 dicembre 2009. Visualizza »

Caro Gianni,

ho letto la Sua storia e l'ho trovata molto bella nella sua semplicita'. Essa ha il senso del racconto e quello della descrizione. Ha un pathos narrativo che solo i testimoni di particolari momenti storici come quello possono riprodurre per i lettori. Noto anche la Sua capacita' di scrittore di saper trasformare un "normalissimo" episodio di guerra in qualcosa capace di oltrepassare lo spazio e il tempo. Cos'altro dirLe? Bravo! Continui a scrivere!

Emanuele Viscuso

Presidente

Sicilian Film Festival - Miami

Egregio Presidente.

 

Il Suo giudizio espresso sul mio racconto e' talmente gratificante che mi avrebbe fatto sentire in ogni caso importante anche qualora fosse stato schiettamente negativo. Mi pregio comunicarle che SiciliaInformazioni, il quotidiano online maggiormente letto in Europa e nelle due Americhe, presto pubblichera' - sempre in lingua Inglese - il secondo dei miei racconti: "Fuggirono lasciandolo accostato" dove il monello da lei conosciuto nel primo racconto, salva da sicura morte un Generale Americano. Anche questa, chiamiamola pagina di "storia", narrata nel suo stile asciutto descrivera' gli stessi luoghi ad Ella noti.

Mi auguro poterla leggere nei miei prossimi racconti.

Cordialmente. Gianni D'Amico.

 

 

Anonimo 08 dicembre 2009   02:45

Caro Gianni,

ho letto la Sua storia e l'ho trovata molto bella nella sua semplicita'. Essa ha il senso del racconto e quello della descrizione. Ha un pathos narrativo che solo i testimoni di particolari momenti storici come quello possono riprodurre per i lettori. Noto anche la Sua capacita' di scrittore di saper trasformare un "normalissimo" episodio di guerra in qualcosa capace di oltrepassare lo spazio e il tempo. Cos'altro dirLe? Bravo! Continui a scrivere!

Emanuele Viscuso

Presidente

Sicilian Film Festival - Miami

Anonimo 20 novembre 2009   22:20

Ciao Gianni

come vedi ho letto e ti scrivo che il racconto è gradevole e ben congegnato. Ha una sua tenerezza, anche, tra le divise da militare e i fusti di benzina. Qualcosa che ha il sapore delle combinazioni, casi fortuiti, incontri che arricchiscono l'esistenza... di ricordi indelebili, che ci danno un segno tangibile anche nel presente. 

Buon proseguimento!

Barbara Cristina - la piemontese, da Facebook 

giannidamico 30 agosto 2009   12:23

Copia/incolla da posta elettronica.

Ciao Gianni, con immenso piacere ho letto i tuoi racconti e devo dirti che ne sono entusiasta. Li ho trovati accattivanti, ho avuto la sensazione di immaginare chiaramente e vivere quegli eventi. Soltanto un vero "writer" puo' far scaturire tali emozioni. Quindi penso proprio che tu non debba darti all'ippica ma debba continuare a dar vita con le parole a tutto cio' che hai dentro. Ho letto gli altri commenti (anche quello di Rachele) e concordo sulla sua professionalita'.

In relazione a cio' che scrive devo dire che quando si riferisce allo stile anglosassone della sintassi non concordo del tutto perche' secondo me e' proprio questo che crea emozione.

Ancora complimenti e grazie per avermi fatto vivere dei piacevoli momenti."

A presto, fammi sapere.

Linda. D.

giannidamico 06 agosto 2009   16:34

Copia/incolla da posta elettronica

GRAZIE GIANNI PER L'AFFETTO, SEI SEMPRE TANTO GENTILE, HO LETTO IL TUO RACCONTO "WELCOME TO PALERMO SR.!!" E' FANTASTICO, NON SAPEVO QUESTO TUO TALENTO. DEVO LEGGERE GLI ALTRI.

COMPLIMENTI ANCHE A SICILIAINFORMAZIONI. E' NUOVO QUESTO GIORNALE? NE PARLERO' AI MIEI AMICI IN MESSICO.

TI MANDO UN ABBRACCIO FORTE SALUTAMI LINA E A PRESTO BACI E GRAZIE ANCORA - MARTHA.

 

Anonimo 04 agosto 2009   09:02
L'utente ha risposto al commento anonimo del 04 agosto 2009. Visualizza »

Preg.mo Gianni D'Amico

Ho letto il tuo short memories. Perfetto. Se non avessi chiarito in fondo al tuo racconto che si trattava di una situazione al limite, non avrei avuto dubbi che il fatto fosse realmente accaduto nei termini che hai descritto. Fra l'altro conosco molto bene i luoghi di cui parli e di conseguenza era facile per un palermitano come me cadere nella facile trappola ben congegnata e che si presta, con i dovuti accorgimenti, ad una sceneggiatura cinematografica e al limite ad un corto. Mah chissà.

Complimenti e buon lavoro

Francesco Scorsone 

Egregio Professore, il Tuo commento mi lusinga, oltre ad incitarmi a proseguire sull’aspro percorso, laddove non siamo in molti a raggiungere determinate vette. E do garanzia che non sei il primo - non comune - lettore a vedere il racconto dietro l’ottica del regista del cinema.

Grazie di cuore, Francesco.

Gianni.

Anonimo 03 agosto 2009   19:23

Preg.mo Gianni D'Amico

Ho letto il tuo short memories. Perfetto. Se non avessi chiarito in fondo al tuo racconto che si trattava di una situazione al limite, non avrei avuto dubbi che il fatto fosse realmente accaduto nei termini che hai descritto. Fra l'altro conosco molto bene i luoghi di cui parli e di conseguenza era facile per un palermitano come me cadere nella facile trappola ben congegnata e che si presta, con i dovuti accorgimenti, ad una sceneggiatura cinematografica e al limite ad un corto. Mah chissà.

Complimenti e buon lavoro

Francesco Scorsone 

Anonimo 07 giugno 2009   23:13
L'utente ha risposto al commento di giannidamico del 07 giugno 2009. Visualizza »

 

Esimia Dottoressa.

Il Suo giudizio espresso sul mio racconto è talmente neutrale quanto gratificante e premetto che qualora fosse stato schiettamente negativo mi avrebbe fatto sentire in ogni caso importante. 

Mi pregio comunicarle che SiciliaIiformazioni – il quotidiano on-line maggiormente letto in Europa, – ha presentato un mio secondo racconto: ancora una pagina di “storia ” della vita di un monello di borgata, cresciuto fra le truppe del Fürer prima e più tardi tra quelle di Roosevelt.

Pertanto La invito cortesemente a voler prendere visione di quest’altro mio breve testo, il cui titolo recita: “…Fuggirono lasciandolo accostato”. Un Suo commento mi renderebbe felice.

Ad maiora, signora Rachele.

Suo gianni D’Amico.

Gent. mo sig. Gianni,

non mancherò certamente a questo nuovo appuntamento letterario! Appena potrò dedicarmi con tranquillità alla lettura del suo pezzo le invierò il mio commento che sono certa non potrà essere che interessante come il primo !! Leggere stralci autobiografici ricchi di spunti storici è sempre un piacere perchè è un modo per condividere tempi e luoghi dove altri sono stati al posto nostro! A presto

 

Rachele

giannidamico 06 giugno 2009   18:50
L'utente ha risposto al commento anonimo del 06 giugno 2009. Visualizza »

 

Il racconto è buono...... effettivamente possiede un ritmo narrativo abbastanza sostenuto: non si dilunga mai troppo, le descrizioni sono essenziali ma esaurienti, insomma..al lettore non resta nessun punto interrogativo dovuto ad ellissi di alcun genere. Anche il lessico impiegato è colorito e rende molto l'idea delle sensazioni: direi un linguaggio sinestetico ed onomatopeico... con la ricerca di parole che evochino sensazioni fisiche ben precise (tatto, udito, vista, olfatto). Diciamo quindi che personalmente lo trovo un pezzo valido e ben scritto che denota non poca capacità narrativa e linguistica dato che si mischiano inoltre un registro elevato ed uno più colloquiale che rendono il racconto vivo. Ho da muovere solo due critiche se così si possono chiamare: lo stile molto anglosassone della sintassi, ossia l'uso di periodi molto brevi ed alle volte troppo incalzanti : spesso non risulta del tutto necessario creare un climax del genere dato che la sequenza di periodi fatti di una unica proposizione tende ad aumentare il ritmo e quindi a mantenere viva la suspence. L'impiego di congiunzioni renderebbe più fluida la narrazione in quelle parti a cui mi riferisco. L'altra osservazione riguarda la scelta di alcune parole e della punteggiatura che non condivido ma che fa parte il più delle volte della licenza poetica di ogni autore e quindi non definitivamente criticabile.

 

Rachele

 

Esimia Dottoressa.

Il Suo giudizio espresso sul mio racconto è talmente neutrale quanto gratificante e premetto che qualora fosse stato schiettamente negativo mi avrebbe fatto sentire in ogni caso importante. 

Mi pregio comunicarle che SiciliaIiformazioni – il quotidiano on-line maggiormente letto in Europa, – ha presentato un mio secondo racconto: ancora una pagina di “storia ” della vita di un monello di borgata, cresciuto fra le truppe del Fürer prima e più tardi tra quelle di Roosevelt.

Pertanto La invito cortesemente a voler prendere visione di quest’altro mio breve testo, il cui titolo recita: “…Fuggirono lasciandolo accostato”. Un Suo commento mi renderebbe felice.

Ad maiora, signora Rachele.

Suo gianni D’Amico.

giannidamico 04 giugno 2009   09:31

Credibile la storia, stile asciutto ma dal ritmo leggermente accelerato (ho un pò il fiatone!!), da capire se per scelta dell'autore oppure perchè rappresenta un limite narrativo.

Mi piace la descrizione dei luoghi che risulta attenta anche se a tratti topografica (ricorda lo stile di un celebratissimo autore svedese del quale si è reso necessario pubblicare una piccola guida dei luoghi frequentati nei suoi tre romanzi).

Promuovo il racconto incondizionatamente!

A questo punto mi aspetteri la produzione di altri "cortometraggi" e non mi stupirei di leggerla in una raccolta organica. Anzi, mi piacerebbe!

 

AD

 

Anonimo 03 giugno 2009   16:55

 

Il racconto è buono...... effettivamente possiede un ritmo narrativo abbastanza sostenuto: non si dilunga mai troppo, le descrizioni sono essenziali ma esaurienti, insomma..al lettore non resta nessun punto interrogativo dovuto ad ellissi di alcun genere. Anche il lessico impiegato è colorito e rende molto l'idea delle sensazioni: direi un linguaggio sinestetico ed onomatopeico... con la ricerca di parole che evochino sensazioni fisiche ben precise (tatto, udito, vista, olfatto). Diciamo quindi che personalmente lo trovo un pezzo valido e ben scritto che denota non poca capacità narrativa e linguistica dato che si mischiano inoltre un registro elevato ed uno più colloquiale che rendono il racconto vivo. Ho da muovere solo due critiche se così si possono chiamare: lo stile molto anglosassone della sintassi, ossia l'uso di periodi molto brevi ed alle volte troppo incalzanti : spesso non risulta del tutto necessario creare un climax del genere dato che la sequenza di periodi fatti di una unica proposizione tende ad aumentare il ritmo e quindi a mantenere viva la suspence. L'impiego di congiunzioni renderebbe più fluida la narrazione in quelle parti a cui mi riferisco. L'altra osservazione riguarda la scelta di alcune parole e della punteggiatura che non condivido ma che fa parte il più delle volte della licenza poetica di ogni autore e quindi non definitivamente criticabile.

 

Rachele

Anonimo 31 maggio 2009   11:58

Copia/incolla da Facebook

Paolo Cappiello caro Gianni.

 

Sono in ritardo, ma adempiente. Ho appena finito di leggere il primo racconto. E' assolutamente fluido e gradevole e poi, mentre lo leggevo, mi sono accorto che "sentivo" la tua voce raccontarmelo, incalzavi e poi con un sorriso sdrammatizzavi.

BELLO. SINCERO.

giannidamico 30 maggio 2009   12:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 30 maggio 2009. Visualizza »

Hi Gianni dear cousin,

 

Read your story with great interest, great work.  You are a great WRITER, keep them coming.

 

Love you lots,

Nancy

 

Hi Nancy!! A lot of Thanks sweetheart. There's a second tale to read. "Fuggirono lasciandolo accostato"

Try to have a look of it. Somebody sed. it's more interesting than the other.

Much love. gianni, Your cousin.

Anonimo 29 maggio 2009   22:36

Hi Gianni dear cousin,

 

Read your story with great interest, great work.  You are a great WRITER, keep them coming.

 

Love you lots,

Nancy

Anonimo 29 maggio 2009   12:50

Caro amico mio, ho finalmente il tempo per esprimerti il mio modesto giudizio. Non sono un critico letterario e quindi non posso esprimermi sulle capacità tecniche di esposizione e simili, posso però  sicuramente dire che lo trovo essere un pezzo molto coinvolgente ed emozionante, piacevole e molto scorrevole.... insomma .... un pezzo da "divorare"....

quindi........

non mollare

 

un abbraccio

 

Claudio Salvatori

 

 

 

 

Anonimo 29 maggio 2009   12:17

ciao gianni ho letto il tuo racconto e ti posso dire che mi è piaciuto sarò felice di leggere altri racconti  un abbraccio by elena minà

giannidamico 28 maggio 2009   19:33

Copia/incolla da Facebook

Valerio la Martire alle 19.00 del 28 maggio

 

Il racconto l'ho letto molto volentieri. L'ho trovato ben scritto e coinvolgente. Si sente il romanzo e si sente il ricordo, il che è un ottimo connubio (non sono un amante delle cronache troppo fedeli al vero e con poca verve letteraria!).

Buona scrittura! Leggerò presto il secondo che hai inserito!

V.

 

giannidamico 28 maggio 2009   18:25

Copia/incolla da facebook

Caro Gianni

"Ho letto e ho visto cio' che hai scritto...è forbito e semplice il tuo modo di narrare. Di commenti ne hai gia' tanti, non voglio essere banale, ti dico solo "continua a raccontare".

Paola.

giannidamico 17 maggio 2009   19:15

Copia/incolla da E-Mail

Caro Gianni, ho ultimato di leggere la tua pagina di storia. Ne sono rimasto veramente sorpreso,

sia del contenuto del racconto che della forma letteraria. Continua a curare questa tua passione.

Complimenti.

Cordiali saluti.

Felice Scalfaro.

giannidamico 17 maggio 2009   09:20

Copia/incolla da posta elettronica.

"congratulazioni zio, ho visitato il link con il tuo racconto: è stata una lettura piacevole fino alla fine che mi ha tenuta incollata alla sedia! Un racconto scorrevole e piacevole!!! di nuovo congratulazioni!! baci baci"

Ivana D'Amico

Anonimo 14 maggio 2009   05:55
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 maggio 2009. Visualizza »

Copia/incolla da E-Mail. Data odierna.

Ho letto con emozione questo piccolo romanzo che mi auguro abbia un seguito, perchè come al solito sei riuscito a distrarmi da questa vita stressante e farmi assaporare il gusto di leggere.

Volevo commentare direttamente il tuo "racconto", purtroppo il sistema di sicurezza dell'ente in cui lavoro, non me l'ha permesso. Comunque, detto tra noi, rimani un "grande"!!!

A presto

Gennaro

caro gianni

la storia è sicuramente triste , pero' mi è piaciuta tanto, se fossi un regista farei un film .

un abbraccio forte

                                      pino d'amico

Anonimo 11 maggio 2009   14:42

Copia/incolla da E-Mail. Data odierna.

Ho letto con emozione questo piccolo romanzo che mi auguro abbia un seguito, perchè come al solito sei riuscito a distrarmi da questa vita stressante e farmi assaporare il gusto di leggere.

Volevo commentare direttamente il tuo "racconto", purtroppo il sistema di sicurezza dell'ente in cui lavoro, non me l'ha permesso. Comunque, detto tra noi, rimani un "grande"!!!

A presto

Gennaro

giannidamico 09 maggio 2009   20:45

 

Copia/incolla da Facebook.

 

Filippo Ingrassia alle 20.11 del 09 maggio

 

Sì Gianni, ho letto il tuo bellissimo racconto. Come sempre confermi le tue grandi doti narrative e poetiche.

Te lo confermo sei un ARTISTA della letteratura ! A presto Filippo.

 

 

giannidamico 08 maggio 2009   17:27

Copia/incolla da posta elettronica.

Alla nostra veneranda età l`unica cosa di positivo che ci rimane è quella di potere essere se stessi e quindi dire ciò che vogliamo con tanta sincerità, motivo per cui il mio giudizio sul tuo racconto è sincero e genuino al 100%. Bravo Gianni, l`ho letto tutto di un fiato e alla fine ci sono rimasto male perchè avrei voluto che continuasse almeno per altre 100 pagine.

Il tuo modo di scrivere sobrio fa sì che il racconto scivoli piacevolmente e a far questo contribuisce molto anche la bellezza della storia. L’unico rimpianto che ho avuto, è stato quello di non avere sentito lo stesso racconto dal vivo durante il tuo soggiorno in Svezia, ma forse i tempi non erano ancora maturi.

Complimenti,

Jano Alicata

Anonimo 08 maggio 2009   14:27
L'utente ha risposto al commento di giannidamico del 08 maggio 2009. Visualizza »

Maria Rita Di Noto  Copia/incolla da FB.

Bravo, bravo, bravo.!! Ho aspettato tanto per leggerlo, ma credimi, ne è valsa la pena. La scrittura è scorrevole, semplice, ma allo stesso modo incisiva, giusto equilibrio tra racconto storico, suspense e dolore.

 

Io nel leggerlo ho pianto la tua descrizione minuziosa di quelle vie palermitane, "Romagnolo": luogo dove nacque mio padre e soprattutto “a' taverna o’ tiru”, come diceva il mio povero papà, mi hanno fatto venire la pelle d’oca. Aspetto con trepidazione nuovi racconti.

Great Jononny. Kisses M. Rita Di Noto.

 

Tengo a precisare che il commento e' stato scritto da me e pubblicato per problemi tecnici al mio pc da Gianni.

 

giannidamico 08 maggio 2009   08:58

Maria Rita Di Noto  Copia/incolla da FB.

Bravo, bravo, bravo.!! Ho aspettato tanto per leggerlo, ma credimi, ne è valsa la pena. La scrittura è scorrevole, semplice, ma allo stesso modo incisiva, giusto equilibrio tra racconto storico, suspense e dolore.

 

Io nel leggerlo ho pianto la tua descrizione minuziosa di quelle vie palermitane, "Romagnolo": luogo dove nacque mio padre e soprattutto “a' taverna o’ tiru”, come diceva il mio povero papà, mi hanno fatto venire la pelle d’oca. Aspetto con trepidazione nuovi racconti.

Great Jononny. Kisses M. Rita Di Noto.

 

Anonimo 04 maggio 2009   17:27

Copia/incolla da Facebook. 04. 05

Frassanito Paolo l'ho letto caro Gianni, ogni promessa è debito . E poi è con vero piacere che ho fatto la lettura, bella, vera, piacerebbe anche a me aver un buon numero di esperienze da poter narrare.

Rallegramenti. Paolo

Anonimo 04 maggio 2009   11:19
L'utente ha risposto al commento anonimo del 04 maggio 2009. Visualizza »

racconto scorrevole, vocaboli ben piazzati, mi ha tenuto incollato alla sedia x sapere la conclusione. voto 10

Caro Gianni,

     Ho letto il tuo raccoto e ti faccio i miei complimenti per l'esposizione chiara e dettagliata e direi letteraria di un storia vissuta da te in prima persona. Sono più giovane di te (1946), e malgrado sia nato a circa 100 mt. da dove è accaduto l'incidente da te descritto, non ne conoscevo la storia. Pertanto ti sono grato nell'averla esposta e resa pubblica, in tal modo hai fatto rivivere due militari morti per  il dovere in circostanze veramente tragiche. Non ti nascondo che mi sono molto emozionato nel leggerla.

     Ancora una volta complimenti

 

     F. Cottone

giannidamico 04 maggio 2009   08:18

Copia/incolla da posta elettronica. 04.04

Caro Gianni, un po' in ritardo per vari motivi rispondo alle tue missive. Per quanto attiene al racconto WELCOME TO PALERMO condivido in pieno il tenore dei commenti dei tuoi primi lettori; anche se avevo intuito ( quanto sono intelligente !!!) il finale, sono arrivato in fondo al testo con la curiosità di avere conferma della sopraindicata intelligenza ( sic! ). Riguardo allo stile l' ho trovo scorrevole, gradevole e privo di fronzoli: il giudizio è assolutamente positivo.

Un caro saluto. Pino

giannidamico 03 maggio 2009   21:16

Copia/incolla da posta elettronica.

L'ho letto appena me lo hai inviato il tuo testo, e sono andata anche su operanarrativa per dare un'occhiata al tuo cv.. il racconto mi ha certamente dato un brivido, anche perché mio nonno è stato nella polizia e sono cresciuta con i racconti della guerra. Ho letto pure gli affettuosi commenti sulla tua pagina personale, devi essere un padre stupendo.

Un forte abbraccio!

L.G.

giannidamico 03 maggio 2009   12:43

Copia/incolla da posta elettronica 03. maggio

CARO GIANNI,

 

HO LETTO IL TUO RACCONTO, E' UNA PERLA, LO CREDO CHE HA AVUTO TALE SUCCESSO

COMPLIMENTI. NIN?

Anonimo 01 maggio 2009   17:39

... I tuoi scritti hanno il potere di "incollarti" alle parole, dalla prima all'ultima... Come una corsa a perdifiato.... E in egual misura emozionante e toccante...

 

Ti mandiamo un forte abbraccio Dany & Viky

giannidamico 01 maggio 2009   17:06

Copia/incolla da Facebook.

Viky E Dany Veg alle 16.57 del 01 maggio

 

Ciao Gianni, si ti ho lasciato anche il commento, Viky è un lui e Dany una lei eheheheh Buona giornata, e complimenti i tuoi scritti sono molto appassionanti, anch'io adoro scrivere ma in questo periodo ho in testa solo virus e collisioni di atomi,fasci di elettroni, gas-cromatografo ecc ecc...per via degli studi che facciamo....Un abbraccio.Dany

 

Anonimo 30 aprile 2009   10:57

Copia/incolla da posta elettronica 29.04

Dietro tuo suggerimento ho appena finito di leggere con estremo gusto, il racconto in oggetto.

Una pagina di "storia" che sa emozionare e sai perchè?, perchè è scritto bene, più che plausibile il contenuto (senza le tue spesso abusate iperboli) bella la forma pulita, scorrevole.

Mi congratulo.

 

Un bacio.

 

A.D.

Anonimo 29 aprile 2009   16:40
L'utente ha risposto al commento anonimo del 29 aprile 2009. Visualizza »

Caro Gianni finalmente ho letto il tuo racconto e inaspettatamente sono tornata banbina quando ogni giorno per andare a scuola elementare da noi chiamata "SOLARIUM"  (a fianco della Taverna del Tiro) passavo dal tuo descritto passaggio a livello. Non conoscevo questa drammatica storia da te descritta così bene con realismo e ricca di particolari. Complimenti Antonella Angellotti

Grazie Antonella! Grazie per i tuoi apprezzamenti. Chiedo venia se non mi ricordo di te. Chi sei delle tante, potrei chiederlo a zio Nino, il prof. geologo, ma scelgo direttamente te: a chi degli Angellotti fai parte. Forse di zio Vincenzo? Attendo una tua risposta al mio quesito. Sì, i conti tornano come vedi. La VI divisione trasformò il "SOLARIUM" in una "soldier barracks" noi diremmo caserma. Un forte abbraccio, gianni.

Anonimo 29 aprile 2009   16:38
L'utente ha risposto al commento anonimo del 29 aprile 2009. Visualizza »

Caro Gianni finalmente ho letto il tuo racconto e inaspettatamente sono tornata banbina quando ogni giorno per andare a scuola elementare da noi chiamata "SOLARIUM"  (a fianco della Taverna del Tiro) passavo dal tuo descritto passaggio a livello. Non conoscevo questa drammatica storia da te descritta così bene con realismo e ricca di particolari. Complimenti Antonella Angellotti

Grazie Antonella! Grazie per i tuoi apprezzamenti. Chiedo venia se non mi ricordo di te. Chi sei delle tante, potrei chiederlo a zio Nino, il prof. geologo, ma scelgo direttamente te: a chi degli Angellotti fai parte. Forse di zio Vincenzo? Attendo una tua risposta al mio quesito. Sì, i conti tornano come vedi. La VI divisione trasformò il "SOLARIUM" in una "soldier barracks" noi diremmo caserma. Un forte abbraccio, gianni.

Anonimo 29 aprile 2009   14:44

Caro Gianni finalmente ho letto il tuo racconto e inaspettatamente sono tornata banbina quando ogni giorno per andare a scuola elementare da noi chiamata "SOLARIUM"  (a fianco della Taverna del Tiro) passavo dal tuo descritto passaggio a livello. Non conoscevo questa drammatica storia da te descritta così bene con realismo e ricca di particolari. Complimenti Antonella Angellotti

giannidamico 28 aprile 2009   16:13

Copia/incollada Facebook:   

Ecco il link diretto al tuo racconto: http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cultura/49497/welcome-palermo.htm

L'ho trovato molto interessante, tra l'altro sono stato molto interessato ai grandi confilitti del '900 e in particolar modo della seconda guerra mondiale e della guerra del Vietnam, su WWW.OPERANARRATIVA.COM ho letto la tua biografia,davvero, molto ma molto istruttivo,sapere che hai vissuto quel periodo mi affascina non poco.

Ah quasi dimenticavo, ho messo il tuo racconto sul mio profilo, è semplice puoi farlo anche tu basta che vai su:

1) http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cultura/49497/welcome-palermo.htm

2) BOOKMARK (sotto la data) e una volta aperta la finestra clicchi su FACEBOOK

3) Il resto è intuitivo.                                                                                                                                                 Danilo Battista.

 

Anonimo 28 aprile 2009   12:40
L'utente ha risposto al commento anonimo del 28 aprile 2009. Visualizza »

racconto scorrevole, vocaboli ben piazzati, mi ha tenuto incollato alla sedia x sapere la conclusione. voto 10

16 parole, un unico puntino, due virgole. Da 1 a 100 Il massomo voto. E' così che si scrive in paradiso.

Ed io meritavo tanto!? Chi sei, perchè non ti sei firmato ?

Un saluto, gianni. 

Anonimo 28 aprile 2009   09:44
L'utente ha risposto al commento di giannidamico del 28 aprile 2009. Visualizza »

Mi farebbe molto piacere sapere che sei, ML, con sincerità nonci arrivo con le sole iniziali.

un abbraccio. gianni.

scusa non ci avevo pensato, sono Maryloo... come mi chiami tu...al prossimo racconto

ciao

 

giannidamico 28 aprile 2009   09:05

Copia/incolla da E.mail 27.04

Caro Gianni,

sono riuscito finalmente a leggere il tuo racconto della drammatica esperienza giovanile. Esso e` scritto in modo accattivante e partecipativo, e fa rivivere quei momenti "drammatici" con estremo interesse, fino all'epilogo finale. Inoltre e` piacevole leggerlo perche´ la prosa e`scorrevole. Bravo. Coltiva pure questa tua passione.

Un caro saluto.

Pio

giannidamico 28 aprile 2009   07:28

Copia/incolla da I.mail 27.04

Ho letto il tuo racconto e molto ironico ed emozionante.

Giusi Iacorossi.

giannidamico 27 aprile 2009   18:54
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 aprile 2009. Visualizza »

Ciao Gianni, ho rivisto con i tuoi occhi la mia città, il mio quartiere...così come era un tempo, quando io non esistevo ancora. Mi ha fatto uno strano effetto sapere quel che è successo negli stessi luoghi in cui ho vissuto spensierata e felice.

Grazie

ML

Mi farebbe molto piacere sapere che sei, ML, con sincerità nonci arrivo con le sole iniziali.

un abbraccio. gianni.

giannidamico 27 aprile 2009   18:10

Copia/incolla da E.mail 24.04

Carissimo Gianni ciao! Sono veramente orgoliosa d'avere un cugino eccezionale come te! Ho letto con curiosita' e interesse....non avrei mai immaginato simili situazioni...ed esperienze cosi' meravigliose! Ne' sarai molto fiero! Un grande abbraccio...Giusi D'Amico

Anonimo 27 aprile 2009   14:31

Ciao Gianni, ho rivisto con i tuoi occhi la mia città, il mio quartiere...così come era un tempo, quando io non esistevo ancora. Mi ha fatto uno strano effetto sapere quel che è successo negli stessi luoghi in cui ho vissuto spensierata e felice.

Grazie

ML

giannidamico 27 aprile 2009   09:08

Copia/incolla da Facebook.

Nino La Rosa alle 19.17 del 26 aprile

 

Mi hai fatto tornare indietro di solo 66 anni quando la mia guerra (in effetti una vacanza a mare a Letojanni) cominciò il 16 aprile '43 e finì intorno a settembre dello stesso anno.Complimentil

 

giannidamico 27 aprile 2009   09:05

 Copia/incolla da Facebook

 Carmen D'amico carissimo Gianni..finalmente ho letto il tuo racconto a dir poco entusiasmante..sono rimasta incollata davanti al pc finchè sono arrivata alla fine..è un capolavoro..descritto nei minimi particolari..mi sono calata nella parte e mi è sembrato di viverlo personalmente..veramente straordinario..complimenti sinceri..un bacione Gianni e a presto.

giannidamico 27 aprile 2009   09:00

Giovanna D'Amico alle 15.29 del 26 aprile

 

Papà, bello quel racconto, l'ho letto tutto di un fiato, mi sembrava di esserci dentro...e poi mi ricordo quando ero piccina che ogni tanto mi raccontavi "le storielle" di quando tu eri ragazzetto, per un attimo sono tornata bambina e immagginavo che era la tua voce a raccontarmi questa storia... emozionante...bravo bravo!!!

 

 

giannidamico 27 aprile 2009   08:53

Copia/incolla da posta elettronica.

Gianni san. Grazie del tuo racconto, interessantissimo, sembra di vedere un film del neorealismo.

Complimenti.

Mr. Martin from Tokyo

Anonimo 26 aprile 2009   21:29

Caro Gianni, ho letto la tua storia: è bellissima e toccante! Qualcosa in merito sapevo già, anche perchè subito dopo l'accaduto, io andai ad abitare proprio nel palazzo Fileccia. Ancora complimenti e un fortissimo abbraccio. Melino Lo Verso.

Anonimo 26 aprile 2009   18:29
L'utente ha risposto al commento anonimo del 26 aprile 2009. Visualizza »

racconto scorrevole, vocaboli ben piazzati, mi ha tenuto incollato alla sedia x sapere la conclusione. voto 10

Caro Gianni, grazie per questo scorcio di storia! Grazie per i ricordi! Grazie per essere TU!!

Un bacione

Letizia Petrucci Horndrup

giannidamico 24 aprile 2009   17:53

Caro Gianni ho letto il tuo racconto, è appassionante, sopratutto perchè parla di vita vissuta. Quando ero bambina o adolescente sarei stata ore ad ascoltare i racconti di vita vissuta dei miei nonni o dei miei genitori, perchè si riferivano ad anni in cui io non esistevo e mi apassionava viverli, vedendoli attraverso i loro occhi. Purtroppo oggi mi rendo conto che quello che io posso raccontare a mio figlio sui miei ricordi di giovinezza non è altrettanto interessante, la mia epoca non ha offerto certo grandi emozioni! Ti faccio i miei complimenti sentiti, un forte abbraccio, Lidia.

giannidamico 24 aprile 2009   17:52

Ciao Gianni, grazie. Complimenti per il tuo racconto scritto con vero talento, l'ho letto tutto. Sono contenta di avere la fortuna di essere una tua amica anche se virtualmente. Un abbraccio! Lola

giannidamico 24 aprile 2009   17:48

Ho appena finito di leggere il racconto, bello e scorrevole, e tutti quei riferimenti su palermo, è come sfogliare un album di vecchie foto.......

 

Carmela Angellotti.

Anonimo 23 aprile 2009   23:59

Sei bravo, Gianni. Ogni volta che ti leggo mi emoziono, perchè al di là dell'abilità letteraria ci sento la tua anima. Sei vero, giovane, scrivi quello che senti e sai trasmetterlo. Ho sperato, prima di arrivare alla fine, che quell'uomo fosse uno dei due che come te si era salvato, ma io sono un'inguaribile sognatrice che ama il lieto fine, anche miracoloso. Però io stessa quando scrivo non riesco a trattare l'incredibile. Grazie. Antonella Cristofani

Anonimo 23 aprile 2009   23:42

E' un racconto avvincente che si legge tutto d'un fiato. La sensazione che alla fine mi resta è come se gli intervalli di tempo non ci fossero e i paragrafi stessero insieme  alla stregua di fotogrammi di un unico film, di un unico episodio. E' la contemporaneità dei tempi che caratterizza il modo di raccontare dei contadini meridionali. Quell'andare e venire nei flutti della storia, per emergere sempre come da un fiume carsico, sempre più intrisi di saggia umanità.

Alfonso Pascale

Anonimo 20 aprile 2009   15:48

Un racconto che ha fascino da vendere, che incanta dall'inizio alla fine, pieno di personaggi interessanti illustrati con sapienza e umanità.

Massimiliano

Anonimo 20 aprile 2009   15:14

 La suspance certo non manca e la realtà emerge in tutta la sua profonda verità. Ma la tensione che si manifesta è affievolita dal tocco poetico delle descrizioni. Mi è piaciuto tantissimo leggerlo. Complimenti Gianni!

Moony Witcher

Anonimo 20 aprile 2009   13:13

Simpatico, vero, pulito, il modo di scrivere porta a voler sapere subito la fine del racconto. Niente male davvero.

Mario

Anonimo 20 aprile 2009   11:11

racconto scorrevole, vocaboli ben piazzati, mi ha tenuto incollato alla sedia x sapere la conclusione. voto 10

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
diario dell'orrore
Altre notizie