Da mercoledì 22 ottobre il teatro Pippo Spicuzza di Palermo apre le porte alla prima delle sei mostre pittoriche in programma allestite in collaborazione con
Aldo Gerbino dice di lui: «Nella sua pittura Caputo raffigura una realtà tristemente raffigurabile, così l’apparenza del racconto si trasforma non tanto in "realtà" della natura, quanto in proiezione luminosa dell’anima». Il risultato delle sue creazioni è una sorta di fossilizzazione a cui ogni cosa sembra sottoposta, un metafisico alone di solitudine. Si percorre un mondo tutto conosciuto e tutto ignoto, l'immobilità è dominante, e non ci sono fruscii d’erba o di rami, al massimo si può incontrare una statua colta nell’atto di un gesto, nell’istante fermato, come le sagome del ponte di Hiroshima, le ombre impresse per sempre dall’esplosione atomica nell’istante medesimo in cui venivano distrutti gli uomini che le avevano prodotte. Sembra che tutto venga rappresentato dal punto di vista della statua, più sotto l’aspetto del divenuto che del divenire. Le forme della vita vengono elencate e registrate anche con precisione, ma è come se fosse frapposto un velo tenace e invisibile che le renda separate. Forse è l’eco delle cose che Caputo insegue. La vita è tutta raccolta e dilapidata, si ramifica in una dimensione senza tempo e senza storia, una luce, una luce che non riscalda, un mondo vitreo e lunare; e misterioso, come la luna.
Salvatore Caputo, classe 1947, fin dall’infanzia ha dimostrato una notevole predisposizione per la pittura. Intrapresi gli studi d’architettura, non abbandona la sua passione, interessandosi sempre più alle tecniche grafiche. Dopo la laurea intensifica la sua attività artistica e si dedica anche alla scultura ed al collage, sviluppando un linguaggio sempre più originale. Tra il 1976 ed il 1979 l’autore lavora fra Roma e Palermo. A questo periodo risalgono le personali di Palermo, Roma, Firenze, Siracusa e l’Aquila.
Informazioni: teatro Pippo Spicuzza via Don Orione, 5, Palermo. Visite: orario spettacoli e tutti i giorni dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Apertura fino al 25 novembre, ingresso gratuito.